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Alla scoperta di «The Tin Men»

Nell’uggiosa Londra, di certo le ispirazioni e la creatività  non mancano.

È qui che il progetto The Tin Men, frutto del lavoro di Alexander Frizzera, studente trentino sbarcato nella metropoli inglese per studiare produzione musicale, ha preso vita.

È nato così un EP omonimo, dalle sonorità indie rock, piacevole all’ascolto e sicuramente di livello.

Suonato e prodotto interamente dall’autore, il disco è caratterizzato dalla rotazione di più voci, che si danno il cambio nei cinque pezzi che lo compongono. Andiamo dunque a conoscere meglio il protagonista assoluto del progetto degli “Uomini di latta”.

Com’è nato il tuo progetto, The Tin Men?

The Tin Men nasce nell’Halloween 2015, in cui mi sono travestito da Tin Man (l’Uomo di latta), personaggio del Mago di Oz. Ho comprato una giacca e pantaloni  al mercatino dell’usato e li ho riempiti di colla. Poi ci ho attaccato su dell’alluminio. Mi piaceva l’ immagine di questo personaggio . Questo è come è nato il nome. Per il resto,  avevo una gran voglia di esternare un po’ di musica che avevo scritto in quel periodo. Questo è avvenuto durante il mio primo anno a Londra, dove studio Creative music technology presso la Kingston University

Come sei solito comporre?

Compongo sempre in modi diversi. Talvolta semplicemente con la chitarra e due accordi o con il piano. A volte mi vengono in mente melodie mentre dormo ma spesso mi sveglio e sono una delusione. A volte per strada mentre cammino e canticchio melodie a caso spaventando i passanti. Ma le idee migliori mi vengono la notte mentre la gente dorme nella mia cameretta. Attraverso l’uso di Ableton (un programma per registrare e creare suoni) e la mia chitarra, entro in un mondo parallelo. Spesso per entrare nel groove di una canzone mi metto a ballare (prima chiudo le tende così che non mi vedano i vicini) e poi se sono ispirato mi viene il pezzone. Questo capita una manciata di volte l’anno ma quando capita è estasi pura. Il rilascio di adrenalina ed endorfina nel momento della creazione è incredibile. Quando ti rendi conto di avere creato qualcosa di unico entri in estasi, ti sorprendi che sia venuto da te e nel mio caso cominci a ballare in maniera scoordinata per la camera. Ecco, così è come compongo. Registro tutto prevalentemente nella mia camera. Se devo registrare qualcosa fuori, come nel caso della batteria,  porto la mia interfaccia con dei microfoni dove c’è la batteria, finisco e riporto tutto a casa. E’ incredibile che sia possibile creare della musica che è praticamente studio-quality dalla propria camera. Ci vogliono i microfoni giusti, ma con pochi attrezzi usati nel modo giusto si creano magie

Chi sono i cantanti presenti nel tuo EP? 

Il progetto dei Tin Men è costruito sull’idea di cantanti turnisti. L’ idea è quella di avere un gruppo dinamico e modellabile. Un po’ come i Gorillaz, The Tin Men non hanno un’immagine personale ma lasciano che sia la musica a trasportare il loro brand. I cantanti sono diversi. Fino ad ora siamo in tre: il sottoscritto, Sam Kobi Mex, un ragazzo di origini nigeriane cresciuto a Londra, e Lulu Senft, una ragazza londinese; entrambi con voci molto belle e particolari

Di che parlano i testi delle tue canzoni?

I testi delle mie canzoni parlano di tutto e niente. Spesso non hanno un filo conduttore ma sono immagini random, un po’ come i sogni. Ricordi, colori, sensazioni, sono tutti parte dei testi che scrivo. Come tutti i piaceri della vita anche i miei testi sono fatti a contrasti. Non c’è mai il dolce senza l’amaro. Perlopiù cerco di portare l’ ascoltatore in mondi diversi dove mi piace passare il mio tempo

Quali sono le tue influenze?

Le miei influenze sono molteplici e diverse. Navigo ore su youtube cercando suoni che mi attizzano. Non ho barriere di genere. Cerco di combinare le cose che mi piacciono di più da parti diverse. Mi piacerebbe creare una via di mezzo tra l’indie, l’elettronica ed il mondo hiphop-funk-musica afro. Non è facile come sfida ma ci sono gruppi che hanno fatto delle cose simili.  Per me un gran esempio sono gli Arcade Fire. Vorrei creare un suono unico

Stai facendo concerti?

Purtroppo non ho mai fatto un concerto. Questo è un po’ il mio tallone d’Achille. Perché è bello poter suonare tutto da soli nella registrazione dell’ EP, mentre diventa poi problematica l’organizzazione dei live. Attualmente sono alla ricerca di musicisti in gamba che siano interessati nel progetto. Un altro problema sono i cantanti, vista la difficoltà d’organizzare diverse voci per un concerto. In ogni caso è tutto fattibile, devo solo lanciarmi senza pretendere la perfezione subito. Nel nuovo anno ci saranno sicuramente delle prime date per I Tin Men

Stai lavorando per qualcosa di nuovo ora?

Ora sto lavorando su un nuovo LP. E’ un po’ lento il processo. Potrei averlo finito da tempo. Ma la creatività va ad ondate ed è difficile forzarla. In ogni caso sono molto carico. Sarà un signor LP. Un miscuglio di sonorità interessanti. L’idea è quella di riproporre un suono un po’ 80s ma in una maniera meno kitsch e più moderna. I temi toccano il contemporaneo, il futuro, l’amore ed il sogno. L’immagine di questo LP nella mia mente è una creatura, il nostro subconscio. Questa esce di notte quanto tutti dormono. Esce e vaga per la vasta e deserta metropoli londinese. Non ce ne rendiamo conto, ma quando ci svegliamo la mattina e prendiamo decisioni è lei che decide

Quali sono le tue aspettative per il futuro?

Le mie aspettative sono grandi. Credo di avere le carte in regola per poter viver di musica. In ogni caso non ho scelta perché continuerò a scrivere canzoni fino alla fine dei miei giorni. Con i Tin Men devo cominciare a suonare live. E’ l’unico modo per iniziare a farsi conoscere. Ho già avuto molto feed-back positivo da gente dell’Industry. Vedremo come va. Quello che è certo è che  continuerò a fare quello che più mi piace fare: scrivere e produrre canzoni

Musica e grafiche sono tutte frutto dell’inventiva dell’artista. La foto del sottopassaggio, prossima copertina dell’LP in lavorazione, ritrae un uomo che alle 4 di mattina cammina verso il luogo di lavoro nel distretto londinese dell’alta finanza di Canary Wharf.

La foto della ragazza, scattata a Bologna nella primavera del 2015 e animata dall’autore nella playlist su youtube, è la copertina dell’EP omonimo sopracitato. È parte di un progetto fotografico creato dallo stesso in collaborazione con l’amico fotografo trentino Davide Giarolli.






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