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mercoledì, gennaio 11th, 2017

 

Coppa Italia: Trento alle Final Four, Monza spazzata via

Gara a eliminazione diretta valida per i quarti di finale di coppa Italia Del Monte di pallavolo. Al PalaTrento la Diatec Trentino si sbarazza, ancora per 3-0, della Gi Group Monza accede così alle Final Four che si terranno a Bologna dal 28 gennaio. Mvp della gara il belga Simon Van de Voorde.

Volevamo fortemente conquistare la qualificazione alla Final Four di Bologna e l’abbiamo ottenuta; siamo perciò decisamente contenti perché questo risultato conferma quanto sin qui fatto in campionato – ha spiegato al termine del match l’allenatore della Diatec Trentino Angelo Lorenzetti. Siamo sempre stati fra le prime quattro squadre della classifica ed era giusto, ma non ovvio, restarci anche nell’appuntamento di fine gennaio che assegna la Coppa Italia. Stasera non abbiamo trovato la miglior Monza della stagione, ma siamo stati bravi a non concederle troppe occasioni per rientrare in partita. Adesso la nostra testa va già al prossimo match”.

Per la Diatec Trentino subito un altro importantissimo impegno nell’imminente weekend, stavolta in trasferta: domenica 15 gennaio i gialloblù saranno di scena al PalaEvangelisti di Perugia per affrontare la Sir Safety Conad nello scontro fra seconda e terza forza della regular season di SuperLega UnipolSai 2016/17. Fischio d’inizio alle ore 18, diretta RAI Sport 1 e Radio Dolomiti.

Di seguito il tabellino della gara dei quarti di Del Monte® Coppa Italia 2017 giocata questa sera al PalaTrento.

Diatec Trentino-Gi Group Monza 3-0
(25-19, 25-18, 25-10)
DIATEC TRENTINO: Lanza 11, Van de Voorde 7, Giannelli 5, Urnaut 11, Solé 9, Stokr 10, Colaci (L); Nelli 1, Mazzone D. 2. N.e. Burgsthaler, Antonov, Mazzone T. e Chiappa. All. Angelo Lorenzetti.
GI GROUP: Botto 4, Beretta 4, Hirsch 10, Fromm 5, Verhees 3, Jovovic, Rizzo (L); Dzavoronok 2, Daldello, Galliani, Brunetti, Terpin. All. Miguel Angel Falasca.
ARBITRI:
Satanassi di Ravenna e Tanasi di Siracusa.
DURATA SET: 22’, 27’, 22’; tot 1h e 11’.
NOTE: 2.591 spettatori, incasso di 15.778 euro. Diatec Trentino: 11 muri, 2 ace, 11 errori in battuta, 6 errori azione, 57% in attacco, 62% (33%) in ricezione. Gi Group: 4 muri, 2 ace, 6 errori in battuta, 10 errori azione, 30% in attacco, 40% (21%) in ricezione. Mvp Van de Voorde.

Primo set

Con alcuni mini break la Diatec conquista il set 25-19. Il primo allungo a firma di Giannelli e Lanza con due muri consecutivi. Urnaut, Solè e Giannelli vanno sul 13-8. Ultimo parziale nel finale con Solè e Stokr che mette a terra i punti della sicurezza.

Secondo set

Parte meglio Monza che va 8-6 grazie a Fromm. Testa a testa fino al break di Solè che dà ai trentini il 17-12. Timidi accenni di reazione monzesi. La Diatec non molla più il vantaggio. Lanza chiude bene il set. 25-18 e due a zero. Abbastanza agevolmente.

Terzo set

Devastante Trento. Si comincia 5-1 con Solè. Gara senza scosse fino all’11-8. Con Giannelli al servizio i gialloblu aprono un parziale di 11-0. La parte del leone la fa ancora Lanza e Giannelli regala i soliti numeri. Finisce 25-10.


«Residenze diffuse»: si aprono nuovi spazi alla progettualità teatrale

Torna dopo l’esito positivo della prima edizione «residenze diffuse», il bando indetto da Centro Servizi Culturali Santa Chiara e Spazio OFF per offrire l’ospitalità di residenze teatrali a compagnie professionali del territorio provinciale.

Le strutture messe a disposizione a Trento per periodi di residenza saranno il Teatro “Cuminetti” e lo “Spazio OFF”, differenti per dimensioni, caratteristiche e dotazione, ma per questo complementari nella prospettiva di un periodo articolato di residenza teatrale.

La collaborazione tra i due soggetti culturali nasce per rispondere all’esigenza di artisti, gruppi e compagnie professionali che necessitino di uno o più spazi adeguati per progettare, provare e allestire, in step produttivi crescenti per dimensioni di spazio e attrezzature tecniche a disposizione, i propri spettacoli, trovando in questo nuovo polo diffuso, modulare e differenziato un punto di riferimento e un sostegno concreto.

Le caratteristiche del progetto e del relativo bando sono state illustrate oggi nell’ambito della piattaforma di comunicazione Cultura Informa dal direttore del Centro Servizi Culturali Santa Chiara, Francesco Nardelli, e da Daniele Filosi, responsabile di Spazio OFF.

Le compagnie selezionate potranno prevedere più fasi di residenza: fino a dieci giorni allo Spazio Off e fino a dieci giorni al Teatro Cuminetti dove il percorso si concluderà col debutto dello spettacolo, che verrà inserito nella programmazione del Centro Servizi Culturali Santa Chiara.

Il bando è rivolto a formazioni teatrali e performative del Trentino che operano con finalità professionali nel teatro contemporaneo, senza alcun limite di età.

Ogni compagnia potrà proporre un solo progetto di spettacolo, senza alcun vincolo artistico o tematico. Sono ammessi solo nuovi progetti o progetti in corso di allestimento, mentre non sono ammesse produzioni che abbiano già debuttato in veste pubblica. Verranno presi in considerazione fino ad un massimo di due progetti produttivi.

Le compagnie interessate a partecipare dovranno far pervenire, entro e non oltre le ore 12.00 di venerdì 10 febbraio 2017, il progetto produttivo e artistico a questo indirizzo  indicando chiaramente nell’oggetto “Residenze diffuse 2017”.

Ogni soggetto partecipante dovrà far pervenire via e-mail il modulo di adesione compilato, una presentazione dettagliata del progetto produttivo e delle finalità artistiche attese (piano di produzione, piano di budget, obiettivi artistici), un video della durata massima di 10 minuti dello studio dello spettacolo, da poter scaricare su youtube o analoga piattaforma web, fornendone l’indirizzo e l’eventuale codice di accesso.

Le proposte pervenute complete entro i termini indicati saranno valutate da una commissione composta dal direttore del Centro Servizi Culturali S. Chiara, dal direttore dello Spazio OFF e dal consulente per la prosa del Centro.

Entro lunedì 20 febbraio 2017 la commissione di valutazione selezionerà i progetti ritenuti più rispondenti ai seguenti criteri di valutazione: la motivazione espressa dal gruppo partecipante; la qualità della proposta progettuale; la realizzabilità del progetto negli spazi messi a disposizione dal bando. La commissione comunicherà le sue decisioni ai partecipanti entro il giorno 21 febbraio 2017.

La residenza prevede 10 giorni di utilizzo dello Spazio OFF nei mesi di febbraio e marzo e 10 giorni di utilizzo del Teatro Cuminetti per prove e allestimento in marzo e aprile. Le compagnie sono tenute a far debuttare i progetti di spettacolo selezionati in prima regionale al Teatro Cuminetti di Trento nell’ambito della rassegna del Centro Servizi Culturali Santa Chiara in programma in tale spazio teatrale.


Nuova struttura per richiedenti asilo nel comune di Renon

La struttura, di proprietà dell’Ordine teutonico, che si trova a Longomoso, frazione di Renon, potrà ospitare sino a 25 persone.

Nel quadro della creazione di ulteriori posti per l’accoglienza di richiedenti asilo nei diversi Comprensori, la Ripartizione politiche sociali, in accordo con il Comune di Renon, ha raggiunto un’intesa con l’Ordine teutonico per la messa a disposizione di un immobile nel Comune di Renon, frazione Longomoso.

La struttura sarà gestita dalla Caritas, con il coinvolgimento dell’Ordine teutonico. Per le sue caratteristiche strutturali l’immobile è particolarmente adatto all’accoglienza di nuclei familiari ed è destinato ad accogliere sino a 25 persone.

Dopo i necessari lavori di adattamento, che saranno curati direttamente dall’Ordine teutonico, l’immobile dovrebbe essere disponibile per inizio marzo.

Gli ulteriori passi per l’attuazione così come l’attività di informazione avranno luogo in collaborazione tra Comune di Renon, Provincia, Ordine teutonico e Caritas.


Alla scoperta di «The Tin Men»

Nell’uggiosa Londra, di certo le ispirazioni e la creatività  non mancano.

È qui che il progetto The Tin Men, frutto del lavoro di Alexander Frizzera, studente trentino sbarcato nella metropoli inglese per studiare produzione musicale, ha preso vita.

È nato così un EP omonimo, dalle sonorità indie rock, piacevole all’ascolto e sicuramente di livello.

Suonato e prodotto interamente dall’autore, il disco è caratterizzato dalla rotazione di più voci, che si danno il cambio nei cinque pezzi che lo compongono. Andiamo dunque a conoscere meglio il protagonista assoluto del progetto degli “Uomini di latta”.

Com’è nato il tuo progetto, The Tin Men?

The Tin Men nasce nell’Halloween 2015, in cui mi sono travestito da Tin Man (l’Uomo di latta), personaggio del Mago di Oz. Ho comprato una giacca e pantaloni  al mercatino dell’usato e li ho riempiti di colla. Poi ci ho attaccato su dell’alluminio. Mi piaceva l’ immagine di questo personaggio . Questo è come è nato il nome. Per il resto,  avevo una gran voglia di esternare un po’ di musica che avevo scritto in quel periodo. Questo è avvenuto durante il mio primo anno a Londra, dove studio Creative music technology presso la Kingston University

Come sei solito comporre?

Compongo sempre in modi diversi. Talvolta semplicemente con la chitarra e due accordi o con il piano. A volte mi vengono in mente melodie mentre dormo ma spesso mi sveglio e sono una delusione. A volte per strada mentre cammino e canticchio melodie a caso spaventando i passanti. Ma le idee migliori mi vengono la notte mentre la gente dorme nella mia cameretta. Attraverso l’uso di Ableton (un programma per registrare e creare suoni) e la mia chitarra, entro in un mondo parallelo. Spesso per entrare nel groove di una canzone mi metto a ballare (prima chiudo le tende così che non mi vedano i vicini) e poi se sono ispirato mi viene il pezzone. Questo capita una manciata di volte l’anno ma quando capita è estasi pura. Il rilascio di adrenalina ed endorfina nel momento della creazione è incredibile. Quando ti rendi conto di avere creato qualcosa di unico entri in estasi, ti sorprendi che sia venuto da te e nel mio caso cominci a ballare in maniera scoordinata per la camera. Ecco, così è come compongo. Registro tutto prevalentemente nella mia camera. Se devo registrare qualcosa fuori, come nel caso della batteria,  porto la mia interfaccia con dei microfoni dove c’è la batteria, finisco e riporto tutto a casa. E’ incredibile che sia possibile creare della musica che è praticamente studio-quality dalla propria camera. Ci vogliono i microfoni giusti, ma con pochi attrezzi usati nel modo giusto si creano magie

Chi sono i cantanti presenti nel tuo EP? 

Il progetto dei Tin Men è costruito sull’idea di cantanti turnisti. L’ idea è quella di avere un gruppo dinamico e modellabile. Un po’ come i Gorillaz, The Tin Men non hanno un’immagine personale ma lasciano che sia la musica a trasportare il loro brand. I cantanti sono diversi. Fino ad ora siamo in tre: il sottoscritto, Sam Kobi Mex, un ragazzo di origini nigeriane cresciuto a Londra, e Lulu Senft, una ragazza londinese; entrambi con voci molto belle e particolari

Di che parlano i testi delle tue canzoni?

I testi delle mie canzoni parlano di tutto e niente. Spesso non hanno un filo conduttore ma sono immagini random, un po’ come i sogni. Ricordi, colori, sensazioni, sono tutti parte dei testi che scrivo. Come tutti i piaceri della vita anche i miei testi sono fatti a contrasti. Non c’è mai il dolce senza l’amaro. Perlopiù cerco di portare l’ ascoltatore in mondi diversi dove mi piace passare il mio tempo

Quali sono le tue influenze?

Le miei influenze sono molteplici e diverse. Navigo ore su youtube cercando suoni che mi attizzano. Non ho barriere di genere. Cerco di combinare le cose che mi piacciono di più da parti diverse. Mi piacerebbe creare una via di mezzo tra l’indie, l’elettronica ed il mondo hiphop-funk-musica afro. Non è facile come sfida ma ci sono gruppi che hanno fatto delle cose simili.  Per me un gran esempio sono gli Arcade Fire. Vorrei creare un suono unico

Stai facendo concerti?

Purtroppo non ho mai fatto un concerto. Questo è un po’ il mio tallone d’Achille. Perché è bello poter suonare tutto da soli nella registrazione dell’ EP, mentre diventa poi problematica l’organizzazione dei live. Attualmente sono alla ricerca di musicisti in gamba che siano interessati nel progetto. Un altro problema sono i cantanti, vista la difficoltà d’organizzare diverse voci per un concerto. In ogni caso è tutto fattibile, devo solo lanciarmi senza pretendere la perfezione subito. Nel nuovo anno ci saranno sicuramente delle prime date per I Tin Men

Stai lavorando per qualcosa di nuovo ora?

Ora sto lavorando su un nuovo LP. E’ un po’ lento il processo. Potrei averlo finito da tempo. Ma la creatività va ad ondate ed è difficile forzarla. In ogni caso sono molto carico. Sarà un signor LP. Un miscuglio di sonorità interessanti. L’idea è quella di riproporre un suono un po’ 80s ma in una maniera meno kitsch e più moderna. I temi toccano il contemporaneo, il futuro, l’amore ed il sogno. L’immagine di questo LP nella mia mente è una creatura, il nostro subconscio. Questa esce di notte quanto tutti dormono. Esce e vaga per la vasta e deserta metropoli londinese. Non ce ne rendiamo conto, ma quando ci svegliamo la mattina e prendiamo decisioni è lei che decide

Quali sono le tue aspettative per il futuro?

Le mie aspettative sono grandi. Credo di avere le carte in regola per poter viver di musica. In ogni caso non ho scelta perché continuerò a scrivere canzoni fino alla fine dei miei giorni. Con i Tin Men devo cominciare a suonare live. E’ l’unico modo per iniziare a farsi conoscere. Ho già avuto molto feed-back positivo da gente dell’Industry. Vedremo come va. Quello che è certo è che  continuerò a fare quello che più mi piace fare: scrivere e produrre canzoni

Musica e grafiche sono tutte frutto dell’inventiva dell’artista. La foto del sottopassaggio, prossima copertina dell’LP in lavorazione, ritrae un uomo che alle 4 di mattina cammina verso il luogo di lavoro nel distretto londinese dell’alta finanza di Canary Wharf.

La foto della ragazza, scattata a Bologna nella primavera del 2015 e animata dall’autore nella playlist su youtube, è la copertina dell’EP omonimo sopracitato. È parte di un progetto fotografico creato dallo stesso in collaborazione con l’amico fotografo trentino Davide Giarolli.


Banda di minorenni nordafricani aggredisce uno dei fondatori di «Agire per il Trentino»

È successo ieri pomeriggio intorno alle 18.00 davanti alla stazione dei treni di Trento.

La vicenda purtroppo dimostra ancora una volta come la situazione nel capoluogo sia fuori controllo e continui a peggiorare nonostante il grande lavoro delle forze dell’ordine che però non hanno il sostegno della politica e rischiano quindi di vedere disperso il grande lavoro di questi ultimi mesi sul territorio.

Un gruppo di minorenni nordafricani (circa una decina) «contornati» da un gruppo di ragazze trentine ha cominciato a tirate petardi ai passanti che entravano ed uscivano dalla stazione e a qualche macchina di passaggio sotto la strada adiacente la pensilina della stazione.

Alcuni passanti si sono lamentati, più che altro per lo spavento del botto per quello che all’inizio pareva essere una goliardata. Ad un certo punto dalla stazione è uscita una giovane mamma che trascinava il passeggino con dentro il suo bambino piccolo che dormiva beatamente. Il gruppo non ha esitato lanciando un petardo nelle vicinanze della mamma che spaventata ha cominciato ad urlare insieme al suo bimbo che nel frattempo per il botto si era risvegliato.

In quel momento uno dei fondatori di «Agire per il Trentino», il movimento del consigliere Claudio Cia, che stava attendendo la mamma, non ha esitato ed è intervenuto in difesa della povera mamma.

L’uomo è stato subito circondato e sono cominciati gli strattonamenti, le spinte e le minacce, «Cosa vuoi italiano di merda, mi ha detto uno dei ragazzi» –  racconta l’uomo aggredito –  e poi ancora, «se non te ne vai ti massacriamo». Queste solo alcune delle frasi dette dal gruppo di minorenni.

L’uomo dopo essere riuscito a divincolarsi è entrato nella stazione e ha chiamato il «113», nel frattempo però, accortasi del parapiglia, stava intervenendo la Polfer che ha tentato di bloccare i minorenni che si sono dileguati subito senza lasciare traccia.

La «banda» di nordafricani sarebbe già conosciuta dalle forze dell’ordine per casi analoghi. «Sono giovani che non lavorano e non studiano, e non si sa bene di cosa vivano – affermano alcuni tassisti –  che dopo alcuni fatti criminosi sono stati riportati a casa dai genitori dalle forze dell’ordine e che dopo alcune ore tornano qui alla stazione e ci rimangono fino a tarda sera». 

Colpisce – come ha ricordato anche l’esponente di Agire – l’arroganza e la prepotenza di questi ragazzi poco più di 15 enni, che peraltro sembrano attirare l’attenzione delle ragazzine, probabilmente per questo loro coraggio in barba alle regole e alle leggi del nostro Stato.

Il consigliere provinciale di Agire Claudio Cia, dopo aver saputo la notizia ha commentato: «nei prossimi giorni chiederemo un incontro con il sindaco e il questore, per avere chiarimenti da parte delle istituzioni su quanto successo, infatti sono numerosi i comunicati dove si dice che la situazione è sotto controllo ma invece questi episodi riportano l’esatto contrario».  

 

 


Tutela Ladini, Ottobre: «sconfitta l’opposizione ideologica della Biancofiore»

“C’è chi sostiene il modello di convivenza nel Trentino-Alto Adige e chi, come la deputata Bianconfiore, attacca tale modello con una costante irresponsabilità”.

E’ quanto ha affermato Mauro Ottobre, deputato delle Minoranze Linguistiche, intervenendo in Aula oggi in opposizione alla richiesta della Biancofiore di interrompere l’esame da parte dell’Aula della proposta di legge costituzionale recante modifiche allo Statuto speciale per il Trentino Alto Adige in materia di tutela della minoranza linguistica ladina della provincia di Bolzano, a prima firma Alfreider.

Michaela Biancofiore (Forza Italia) era partita con una provocazione: «La vera minoranza discriminata sul territorio altoatesino è quella di lingua italiana». È giusto comunque riparare ai torti commessi verso i ladini nella costruzione dell’Autonomia, dice Biancofiore.

Anche Florian Kronbichler (Sel) non risparmia critiche, ma dice «non si può dire di no a queste proposte. Il problema è che invece di unire il più possibile le popolazioni ladine, sparpagliate tra cinque valli con questo progetto di legge la popolazione ladina si ritroverà ancora più divisa e più disuguale per diritti e trattamento»

La richiesta di sospensione dell’esame alla fine è stata respinta a larga maggioranza dall’Aula della Camera che ha poi approvato il testo costituzionale.

“La proposta di legge costituzionale a prima firma Alfreider introduce modifiche a tutela della minoranza ladina, nel rispetto dei principi di autonomia. E’ una scelta coerente con un modello di collaborazione e di riconoscimento dei diritti e dei principi di dialogo fra i diversi gruppi linguistici. La Bianconfiore dimostra, ancora una volta, di non conoscere la storia della nostra autonomia e di esserne estranea. La sua – conclude Ottobre – è una visione ideologica propria di scelte politiche e culturali che hanno sempre esasperato il conflitto e la chiusura. Visione che anche oggi è stata sconfitta. Il voto favorevole della Camera, che avvia l’iter parlamentare della proposta di legge costituzionale, ne è la dimostrazione”.


Alberi di Natale: ecco come si smaltiscono

Gli alberi di Natale vanno conferiti presso i Crm e non possono essere abbandonati presso le isole ecologiche o i cassonetti.

Può anche essere richiesto il servizio di ritiro a domicilio chiamando il numero verde 800847028 per concordare data e modalità di ritiro (costo 15 euro).

Stiamo parlando degli alberi di Natale veri.  Se in alternativa volete provare a conservarlo per un intero anno, dovrete fare attenzione in quanto, questa pianta vive nella maniera migliore solo con determinate condizioni climatiche tutte a suo favore.

Ma se volete provarci ugualmente tentar non nuoce ed allora, dovrete riporlo nella zona più fresca della casa e tenercelo fino alla fine di febbraio per evitare gravi sbalzi climatici.

Se invece disponete di grandi spazi verdi, nulla vi vieterà di provare a ripiantarlo, ma come fare? Innanzitutto vi ricordiamo che il Codice civile, vieta la piantumazione di alberi ad alto fusto a meno di tre metri dai confini della proprietà; ricordato questo, vi sconsigliamo assolutamente di provare a piantarlo per esempio in un bosco vicino casa in quanto, il rimboscamento deve essere sempre eseguito nella maniera migliore, se fatto male potrete solo provocare l’effetto contrario ed inoltre, questo comporterebbe tragicamente solo l’inquinamento genetico, che in parole povere avviene quando una specie vegetale estranea all’ambiente viene introdotta ugualmente.


Molveno: un lago che deve essere svuotato

Molti sono i turisti, ma soprattutto i trentini che in questi giorni si stanno recando sulle sponde del lago di Molveno per ammirare un paesaggio più unico che raro e molti sono coloro che si stanno chiedendo il motivo di tale fenomeno.

Un fenomeno provocato dallo svuotamento delle acque del lago, che a partire dagli anni cinquanta con cadenza decennale, mette in luce un suggestivo paesaggio di rocce dolomitiche da togliere il fiato.

Il lago di Molveno è un lago nato da un evento straordinario che vide grandi quantità di rocce dolomitiche scendere dal vicino monte Gazza, sbarrando la valle e bloccando il deflusso delle acque.

Questo straordinario avvenimento, che portò al crollo di circa 200 milioni di metri cubi di materiale, diede origine a quello che oggi è uno dei laghi più conosciuti e più belli del Trentino.

Ma la scoperta più sensazionale è stata quando nel lontano 1952, con la sistemazione della presa d’acqua di alimentazione dell’impianto idroelettrico di Santa Massenza, è emersa un’antica foresta preistorica.

Duecento tronchi fossili, trovati sul fondo del lago, risalenti a più di 3000 anni fa, che hanno permesso di stabilire l’età e l’origine del bacino idrico di Molveno.

Ma è l’impianto idroelettrico di Santa Massenza il reale motivo per il quale ogni dieci anni il lago deve essere svuotato e portato ad una quota di circa 770 metri, partendo da una quota di circa 820 metri sul livello del mare.

Pochi infatti sanno che il lago di Molveno è ad oggi un grande bacino di raccolta delle acque del torrente Sarca; acque provenienti dalla Val Rendena e dalla Val di Genova e condotte verso il lago di Molveno attraverso un’imponente galleria sottostante alle Dolomiti di Brenta.

Queste acque vengono pompate dal lago per andare a produrre quello che ad oggi corrisponde al 35% della produzione elettrica provinciale, grazie alla centrale idroelettrica di Santa Massenza, situata nella valle dei laghi e costruita negli anni cinquanta del Novecento.

In particolare, lo svuotamento delle acque del lago di Molveno deve essere conseguito per le opere di manutenzione e pulizia della galleria che alimenta la vicina centrale di Nembia e la cui condotta si trova ad una cinquantina di metri al di sotto del livello delle acque di Molveno.

Difatti l’impianto idroelettrico di Santa Massenza, non consiste in una sola centrale idroelettrica, ma in un sistema ramificato di condutture che portano l’acqua ad altre cinque centrali.

Quando l’impianto idroelettrico di Santa Massenza venne costruito nei primi anni cinquanta, fu un’opera titanica in quanto richiese 8000 lavoratori per la costruzione di sei centrali idroelettriche e 40 gallerie, ad un costo di circa 30 miliardi delle vecchie lire. Tutto ciò per raccogliere le impetuose acque del torrente Sarca e costruire quello che all’epoca era il più grande impianto idroelettrico d’Europa.

Ed ecco quindi che lo svuotamento delle acque del lago di Molveno da evento di manutenzione idraulica, che poteva arrecare danno all’immagine del paese, si sta trasformando in fenomeno turistico.

Tutto questo grazie alla forte risonanza sui social – le foto del lago svuotato sono diventate quasi virali – e grazie anche alla stampa che ha contributo a diffondere questo avvenimento più unico che raro.

Per conoscere la storia e le origini del lago, il Comune di Molveno e la Molveno Holiday hanno sistemato pannelli informativi e organizzato visite guidate lungo le coste del lago.

Non resta altro che godere di questo panorama non destinato a durare a lungo; in questi giorni infatti il lago ha raggiunto la quota necessaria per i lavori di manutenzione e verso marzo le sue acque torneranno a risalire.


Open Buc – Open Book: al via domani il primo ciclo di incontri con l’autore nella nuova Biblioteca Universitaria

La nuova Biblioteca Universitaria Centrale è un luogo che favorisce l’incontro tra libro e lettore.

Uno spazio aperto alla comunità, dove si può leggere, studiare e – soprattutto – vivere, incontrare.

Proprio per favorire questa mescolanza di attività, l’Università di Trento organizza una serie di incontri con gli autori, appuntamenti per lettori curiosi con scrittori che sono anche docenti dell’Ateneo, che ci presenteranno i loro libri e approfondiranno, rispondendo alle domande del pubblico, le tematiche e le storie trattate. L’inizio del primo incontro è previsto per le 17.30. 

Si parte con la presentazione del volume “Piccoli equivoci tra noi animali. Siamo sicuri di capirci con le altre specie?” (di Giorgio Vallortigara e Lisa Vozza, Zanichelli). A parlare del volume sarà l’autore Giorgio Vallortigara.

“Il koala abbracciato all’albero è un tenero pigrone? Sembra piuttosto un animale incapace di sudare, che nel fresco contatto con il tronco trova refrigerio dai 40 °C all’ombra. E il delfino sorride? No, la sua espressione è immutabile, perché non ha i muscoli facciali con cui noi esseri umani esprimiamo le emozioni”.

Le nostre impressioni sulle altre specie ci traggono facilmente in inganno. Osservando gli altri animali diamo per scontato che abbiano esperienze, percezioni, emozioni, pensieri come i nostri. A volte l’intuito e l’eco di un’evoluzione condivisa ci portano nella giusta direzione.

Spesso però non ci azzecchiamo e le nostre intuizioni non corrispondono a quello che scoprono gli etologi e i neuroscienziati che studiano il comportamento animale. I frequenti piccoli equivoci in cui cadiamo sono indizi utili per scoprire i meccanismi che la nostra mente usa per dare un senso a ciò che ci circonda. Studiando gli animali, possiamo conoscere meglio loro e anche noi stessi.


Denunciate due nomadi per tentato furto in centro storico.

I carabinieri hanno denunciato due donne, rispettivamente di 32 e 25 anni, nate in provincia di Padova ma residenti in un campo nomadi di Verona che nel pomeriggio di ieri hanno perpetrato un furto ai danni del negozio “Amanito” di via Cavour a Trento.

Il modus operandi attuato dalle due donne, che si erano presentate con tre minori di età compresa tra i 2 e gli 11 anni, si è concretizzato da parte della prima donna nel distrarre la commessa mentre la seconda induceva il nipote poco più che undicenne nel celare il capo di abbigliamento rubato nel vano sottostante il passeggino.

La manovra attuata non è andata a buon fine complice il sistema antitaccheggio che ha suonato e la prontezza di riflessi della commessa che ha chiesto il motivo di attivazione dell’allarme.

Vistesi scoperte le due donne non hanno potuto far altro che restituire il capo di abbigliamento del valore di circa 70 euro ed allontanarsi repentinamente.

Immediata la telefonata al “112” e sul posto si sono catapultati i militari dell’Aliquota Operativa impegnati in un servizio mirato al contrasto di reati predatori e furti in abitazione.

Le due donne sono state fermate poco distante, condotte in caserma e denunciate in stato di libertà per i reati di tentato furto aggravato in concorso.


Basket, ufficiale: Sutton torna a Trento

Dolomiti Energia Trentino annuncia di aver raggiunto un accordo per la seconda parte della stagione 2016-2017 con l’ala Dominique Sutton. Leggi ancora


Cia contro i civici: «pesciolini in una palla di vetro, sfruttano ora l’effetto lente per atteggiarsi a balene»

Pare non sia stata gradita la mia pungente battuta sulla “congrega di amministratori attaccati alla poltrona con la colla, così come avevo definito l’immagine dei sindaci in mobilitazione per arrivare in Provincia nel 2018. Leggi ancora


Roverè della Luna, prende fuoco palazzina Itea

Da una prima ricostruzione a prendere fuoco è stato il cappotto isolante esterno della struttura che ospita 12 famiglie.

Non si esclude un atto doloso, anche se le motivazione paiono per il momento sconosciute.

I vigili del fuoco volontari di Roverè della Luna, Mezzocorona e Mezzolombardo sono stati impegnati fino a tarda serata per scongiurare che l’incendio divampato all’esterno di una palazzina di proprietà dell’Itea. si propagasse dal cappotto al tetto e a un’altra porzione di edificio realizzata in legno.

Le 12 famiglie, evacuate per sicurezza, stanno rientrando in queste ore dentro le proprie abitazioni. Le forze dell’ordine vogliono vederci chiaro, e dopo aver sentito il rapporto dei vigili del fuoco, inizieranno le indagini.


Rottami la cartella Equitalia? L’Inps non rilascia il Durc

Le aziende che rottamano le cartelle esattoriali Equitalia, secondo il Decreto fiscale 193/2016 collegato alla Legge di Stabilità 2017, rischiano di non ricevere il Durc dall’Inps.

CNA del Trentino Alto Adige (confederazione dell’artigianato e della piccola impresa) ha riscontrato questa incongruenza nella procedura di rottamazione eseguita per conto di alcuni associati.

Il Durc, documento unico di regolarità contributiva, è la certificazione che attesta la regolarità nei versamenti di contributi INPS, INAIL e Cassa Edile da parte di un artigiano o di un’impresa.

Il Durc mette al riparo chi paga regolarmente i contributi dal rischio di dover pagare per conto dell’appaltatore o subappaltatore e mette in difficoltà, invece, chi ha avuto qualche problema finanziario e non è riuscito a pagare qualche rata di contributi INPS.

Se l’artigiano non presenta un Durc regolare, non ottiene il pagamento del proprio lavoro e così non riesce a pagare le rate successive di contribuzione.

Per ottenere il Durc regolare è possibile rateizzare le cartelle esattoriali, rispettando poi nel tempo il pagamento delle rate. Qualche mese fa il governo ha lanciato la novità della rottamazione delle cartelle esattoriali di Equitalia, eliminando, per chi la chiede, gli esorbitanti interessi su interessi e sanzioni moltiplicate.

Con un problema appena riscontrato da CNA regionale: l’Inps non recepisce la rottamazione e la conseguente rateizzazione prevista. Per chi aderisce alla rottamazione non viene riconosciuta la rateazione prevista dalla legge e per l’Istituto rimane inadempiente, nella sostanza “irregolare”.

“E se il contribuente ha bisogno di un Durc – afferma Pino Salvadori, direttore di CNA Trentino Alto Adige – l’Inps consiglia di rinunciare alla rottamazione delle cartelle Equitalia, operazione che non sappiamo sia possibile, e di chiedere una rateizzazione tradizionale, pagando agi, sanzioni e interessi su interessi. Proprio quelli che avevano convinto il Governo a prevedere la rottamazione delle cartelle. Chiediamo che venga al più presto chiarita la situazione. Abbiamo già informato gli uffici nazionali CNA per intervenire ai massimi livelli con il Governo, l’Inps, Equitalia e tutti i soggetti coinvolti nel rilascio dei Durc”.


I soldi per le cooperative che gestiscono l’attività dei migranti servono a finanziare l’illegalità?

L’arresto dell’operatore iracheno che prestava la propria opera all’interno dell’Associazione di volontariato al Brennero, (leggi qui) desta parecchie domande e fa emergere ulteriori dubbi in merito ad una problematica già evidenziata in più di una struttura: il business creato attorno alla gestione dei profughi.

La cosa in questi giorni è finita sotto la lente d’ingrandimento del consigliere provinciale di Forza Italia Giacomo Bezzi che in proposito ha presentato un’interrogazione alla giunta regionale

Bezzi nel documento interrogativo chiede alla giunta regionale se l’operatore iracheno, arrestato all’interno dell’indagine condotta dalla squadra mobile di Bolzano, prestasse opera di volontariato o se fosse alle dipendenze dell’Associazione Volontarius o di altra cooperativa riconducibile ad essa e a quanto ammontano i finanziamenti ottenuti dall’Associazione Volontarius (riconducibile all’arrestato) o da altra cooperativa riconducibile ad essa, negli ultimi tre anni, dettagliati per anno.

Il consigliere di Forza Italia chiede anche se se non ritenga opportuno un più attento controllo programmato e puntuale a carico delle associazioni e cooperative presenti nella nostra regione che si occupano della gestione dei profughi e se non ritenga opportuno annullare qualsiasi contratto esistente con associazioni e cooperative che si rendono responsabili di episodi simili.

«Si evince dai media che sarebbero numerosi i clandestini illegali, “aiutati” dall’iracheno dietro lauto compenso, a passare il confine. Non si vuole entrare nel merito della notizia per generalizzare il problema a tutte le associazioni e a tutti gli operatori; ma che l’attività legata all’accoglienza di persone richiedenti protezione internazionale e il servizio di assistenza umanitaria rappresentino un business parrebbe reale (viste anche alcune notizie riportate dai media a livello nazionale)» – scrive Bezzi nella premessa dell’interrogazione.

«Nel caso dell’associazione di Bolzano, – aggiunge ancora Bezzi – ci si chiede quali siano i controlli effettuati da parte di chi gestisce l’attività e se sia opportuno effettuare un’analisi accurata delle persone che prestano attività in tale settore, proprio per evitare il ripetersi di simili comportamenti e per scongiurare che la comunità paghi di tasca propria associazioni e cooperative disoneste, approfittando del proprio ruolo per guadagni illeciti».


Terrorismo, sono dieci le persone monitorate nelle carceri di Trento.

Sono 373 gli stranieri detenuti in Italia ritenuti a rischio terrorismo.

Un decina dei quali sono rinchiusi nel carcere di Trento.

A renderlo noto è stato nei giorni scorsi il Corriere della Sera.

Sono soggetti con alle spalle crimini comuni che vanno dai piccoli furti, alle aggressioni, allo spaccio.

In prigione, mentre scontano la condanna, cominciano i primi segnali della radicalizzazione come la crescita di una barba folta e lunga, il rifiuto di pregare insieme ai «fratelli musulmani» perché ritenuti moderati, oppure lunghe ore con la testa china sul pavimento fino a farsi venire  i calli sulla fronte.

Come riporta il corriere della sera c’è poi l’attività fisica, portata alle estreme conseguenze e infine il proselitismo. La decorazione delle celle, il cambiamento di abitudini, l’abbigliamento e gli episodi di violenza. Il rifiuto delle perquisizioni è solo il primo passo. Esultano per le stragi in Occidente: il «grande nemico».

È a questo punto che la polizia penitenziaria comincia a monitorare da vicino questi soggetti che entrano nel mirino della magistratura.

Il rischio di radicalizzazione è presente anche in Trentino. A Trento, presso il carcere di Spini di Gardolo, sono una decina gli stranieri detenuti sotto sorveglianza (il dato riferito a circa un mese fa registrava 8-9 stranieri sotto controllo), ma il numero è tutt’altro che stabile e in aumento Cambia di continuo per effetto di nuovi trasferimenti o arrivi.

La piazza trentina è appetibile per molti immigrati dove trovano buone possibilità in termini di accoglienza, poi c’è il passaggio del Brennero. Ma molti detenuti quando entrano in carcere — spiegano gli investigatori della polizia penitenziaria — sono musulmani moderati, poi in cella cambiano. Lo status di detenuto, la privazione della libertà, alimentano sentimenti di odio e di radicalismo religioso. Gli stranieri che finiscono sotto la lente della polizia penitenziaria rientrano in tre categorie, si tratta di diversi livelli di pericolosità.

Ci sono i detenuti «monitorati», perché sospettati di reati connessi al terrorismo o perché hanno «atteggiamenti che rilevano forme di proselitismo e o radicalizzazione» (sono 172 in Italia), poi ci sono «gli attenzionati» perché hanno atteggiamenti che fanno pensare ad una loro vicinanza a ideologie jihadiste e infine ci sono i «segnalati».

I quattro jihadisti della cellula di del terrore di Merano, arrestati dai carabinieri del Ros e condannati nel maggio scorso a pene tra i sei e i quattro anni, sono stati tutti trasferiti in altre carceri. Il presunto «capo» Abdul Rahman Nauroz, e i tre «affiliati» Eldin Hodza, Abdula Salih Ali Alisa e Hasan Saman Jalal, attualmente sono detenuti in strutture diverse, per evitare possibili contatti.

La polizia penitenziaria osserva ogni giorno, studia i comportamenti e controlla. Un lavoro delicato, indispensabile. Un monitoraggio costante, già in atto da molto tempo, ma che dopo i recenti attentati è stato ulteriormente potenziato nel carcere di Spini e poi all’esterno, in particolare da parte della Digos della polizia e dai carabinieri del Ros impegnati in un costante lavoro di «intelligence» e infine dai militari dell’Arma, poliziotti e guardia di finanza sul territorio.


La Protezione civile italiana sulla neve a Madonna di Campiglio

Arriveranno da tutte le regioni italiane a centinaia, con le loro divise colorate e la generosità che li distingue, per ritrovarsi, “tra amici”, per una volta senza l’assillo di un’emergenza.

Sono le donne e gli uomini della Protezione civile italiana che parteciperanno anche quest’anno, e siamo alla 14esima edizione, al Campionato Italiano di Sci del settore.

Arriveranno a Madonna di Campiglio, che già nel 2013 ebbe l’onore di essere la “capitale” invernale della Protezione Civile italiana, per vincere sempre contro il tempo, ma questa volta non per arrivare il prima possibile a portare soccorso ma per tagliare il traguardo in fondo ai paletti di uno slalom e salire sul podio con il sorriso di chi è felice di esserci, perchè il Campionato di Sci della PC italiana è soprattutto, lo è sempre stato, un’occasione per ritrovarsi tutti assieme, per riabbracciare colleghi di altre regioni con i quali si sono magari condivisi interventi e missioni di soccorso.

Ed anche un’occasione, come è tradizione del Campionato, per fermarsi a riflettere e confrontarsi sui temi in primo piano di un settore strategico della vita e della sicurezza nazionale.

La Protezione Civile del Trentino, che ancora una volta ha il compito di organizzare il Campionato, sta mettendo a punto in questi giorni gli ultimi dettagli organizzativi per accogliere nel migliore dei modi le delegazioni regionali di PC.

La segreteria organizzativa, alla quale stanno arrivando da giorni le iscrizioni on line alle singole gare – slalom gigante, sci alpinismo, fondo, snowboard – aprirà i battenti al PalaCampiglio già nel tardo pomeriggio di lunedì 30 gennaio.

Nei giorni successivi i partecipanti avranno a disposizione delle piste riservate per gli allenamenti, occasioni per condividere escursioni con le ciaspole, sci accompagnato, pattinaggio e sciate notturne. Giovedì 2 febbraio il centro di Madonna di Campiglio sarà attraversato dalla Sfilata delle Regioni, da Piazzale Brenta al Laghetto di Campiglio, dove si terrà la cerimonia ufficiale di apertura del 14° Campionato di Sci della Protezione Civile con l’accensione del tripode e l’intervento delle autorità. Poi, nelle giornate di venerdì 3 e sabato 4 febbraio, le gare.

La giornata di sabato sarà anche dedicata, come è consuetudine, al convegno nazionale “Il sistema nazionale di protezione civile: quale futuro e quali prospettive?” al quale interverranno, tra gli altri, l’assessore alla protezione civile della Provincia autonoma di Trento Tiziano Mellarini e il capo del Dipartimento nazionale PC Fabrizio Curcio.

Maggiori dettagli sul programma della kermesse e sui contenuti del convegno saranno forniti e illustrati alla vigilia del Campionato nel corso di una conferenza stampa.

Qui puoi scaricare l’intero programma 


Terribile frontale a Storo, due feriti. Il video dell’incidente.

Poteva essere una tragedia il frontale avvenuto ieri nel tardo pomeriggio in valle del Chiese dove, lungo la statale del Caffaro, all’altezza dell’abitato di Storo, un incidente ha coinvolto un’auto ed un furgone. Leggi ancora


Inverno: gli aggiornamenti per i prossimi 15 giorni

Per oggi, mercoledì 11, e per giovedì 12 gennaio, Meteo Trentino prevede ancora bel tempo.

Tra la serata di giovedì e la mattina di venerdì potranno invece esserci nuovi annuvolamenti e possibili deboli precipitazioni per il rapido transito di una perturbazione che interesserà però solo marginalmente il Trentino.

Nella giornata di oggi, sono probabili nubi basse al mattino e in seguito perlopiù soleggiato.

Giovedì 12 dovrebbe essere inizialmente soleggiato con nubi in aumento nel corso della giornata. Nella notte e venerdì mattina c’è la possibilità di deboli precipitazioni, eventualmente nevose fino a bassa quota. Anche nella giornata di domenica potrebbe nevicare, ma non eccessivamente.

In ogni caso si tratterà di un passaggio abbastanza veloce e debole che lascerà spazio di nuovo al bel tempo per il week end. Anche per la prossima settimana, con l’eccezione di martedì, sarà bel tempo.

Domani è previsto un calo delle temperature fino a meno sette sotto zero durante la notte poi nel giorni seguenti il freddo si attenuerà costantemente con le minime della notte intorno alla zero.

Ma una piccola nevicata è arrivata durante la notte, è il caso di Monte Terlago dove alcuni leggeri fiocchi hanno spinto la nostra lettrice Lella Cestari a scrivere sulla neve il messaggio ben augurante che tutti i trentini da giorni stanno attendendo.


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