Menù principale

Figli della ragione assopita

L’abitudine è certamente cosa deleteria.

L’abitudine può far rima con rassegnazione, termine quanto mai in voga in questo periodo di sconvolgimenti. Ma l’abitudine è anche e soprattutto sconfitta.

L’abitudine ci porta, insomma, ad accettare tutto o quasi.

Le notizie che soltanto qualche anno fa ci avrebbero atterriti, ora sollevano un po’ di sdegno, sdegno che si affievolisce a velocità allarmante. E che dire del funesto mondo del lavoro, diabolicamente concepito nel sopore generale?

Accettato.

Viviamo oramai in una sorta di narcotica e letale indifferenza. Siamo l’evoluzione elegante degli zombie. Per quanto mi riguarda non so se ritenermi fortunato o meno, ma ho deciso di non abbandonare la capacità di indignarmi, di provare quella sana rabbia che mi fa sentire vivo.

Mi rendo conto che il mio risentimento in realtà non è una cura ai mali che ci affliggono, tuttavia mi sento parte di quella fetta di società che non accetta prona il caos che ci è stato calato dall’alto.

Si potrebbe pensare che, in termini di pace interiore, concedersi al menefreghismo paghi di più, ma non è così. «… tanto non cambia nulla…» si sente sostenere spesso.

Invece sta cambiando, eccome, anzi è già successo.

E tutto ciò grazie alla cecità che affligge troppi di noi. Ci hanno ridotti ad una confusione di numeri vorticosi e intercambiabili tra loro. La società di plastica, fondata sull’interesse di pochi e sulla pelle di tutti gli altri, è presente e naviga con il vento in poppa.

Chi incolpare di tutto ciò? Noi. Nessun altro.

Mi domando fino a quando farà effetto il narcotico che abbiamo deciso di assumere autonomamente. Temo che se non decideremo in fretta di respirare una boccata d’aria fresca, il risveglio sarà più che traumatico.

Alex Boller






Un commento A Figli della ragione assopita

  1. Enrico ha detto:

    Viviamo in un mondo oligarchico ed in dittature sofisticate e nascoste. Il cittadino non conta un cazzo. Le rivoluzioni non esistono più, al massimo qualche sciopero. Ma ciò che ha portato l’individuo alla ragione assopita sono stati anni di massacrante pubblicità che ha sconvolto le Società occidentali. Masse anonime sottomesse alle modalità dell’avere e non dell’essere. Consumismi quotidiani senza pensare. Ma l’elemento scatenante è stato la sottomissione alienata, frustrata ai Social Network che piano piano si sono insinuati nelle menti bacate dipendenti dell’essere umano fino a farlo diventare uno zombi dipendente e non più pensante. Mi riferisco a Facebook ed a tutti gli altri che seguono e che mi viene il vomito solo a pansarli. La sconfitta degli esseri moderni è stata la dipendenza fatale di una parte di Internet fino a renderli liberi di essere completamenti scemi ed idioti. Con ciò non intendo affermare che il Web sia sempre negativo. Se usato con criterio è importantissimo per migliorare le proprie conoscenze e strumento fondamentale per le strutture pubbliche. L’altro problema che coinvolge tutto il Pianeta è la droga; non certo la Marijuana ma tutte le altre droghe che vanno dall’ecstasy, alla cocaina, eroina, metanfetamine, etc. Le droghe rappresentano il fallimento completo dei rapporti umani sani e normali. Senza di esse una buona parte dell’umanità è impietrita e non sa più comunicare. E senza di esse le famiglie si sono perdute davanti alla TV ed allo Smartphone. Se aggiungiamo tutto il resto ho la chiara sensazione che stiamo andando dritti dritti verso la catastrofe finale della nostra sciagurata civiltà.

Lascia un Commento

Your email address will not be published. Required fields are marked as *

*

CHIUDI
CLOSE