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Accordo Adler – Olivi, ma intanto l’azienda non paga i dipendenti.

A comunicarlo è stata la filctem attraverso un comunicato che pubblichiamo integralmente sotto.

Fra Adler e la provincia autonoma di Trento solo 2 mesi fa era stato firmato un protocollo (qui l’articolo) che disciplina il prosieguo delle attività produttive di Adler dentro l’immobile in zona industriale a Rovereto di proprietà di Trentino Sviluppo (ex lease back tramutato in locazione vincolata ) che deve seguire le condizioni economiche previste dalle direttive provinciali vigenti ed in particolare dalla delibera di Giunta n. 896/2015

Ora i ritardi nel pagamenti che mettono nuovamente a rischio i 52 dipendenti dell’azienda.

Il comunicato di Filctem:

«Ieri pomeriggio la direzione aziendale ha comunicato alle maestranze presenti che l’accredito dello stipendio relativo alle competenze del mese di Dicembre u.s., veniva aggiornato alla “probabile” data del 16 p.v.. A seguito di ciò, non essendoci stata alcuna comunicazione preventiva alle O.O.S.S. (… manco gli auguri di buone feste ci sono arrivati) e in barba agli impegni sottoscritti concernenti –in primis- il miglioramento delle relazioni sindacali, la Filctem CGIL e la Femca CISL hanno proclamato per oggi uno sciopero di 2 ore di tutte le maestranze. Inoltre, vista la nostra precedente richiesta di incontro del 01 Dicembre u.s., a cui non vi è stato alcun seguito, abbiamo sollecitato il relativo incontro allargando la partecipazioni alle strutture provinciali competenti».

A riguardo dell’incontro il Segretario della Filctem CGIL M.Cerutti (nella foto) ha precisato:

«in questo caso vi è poco da dire se non esprimere innanzitutto la delusione per un tale comportamento, tra l’altro assolutamente non coerente con lo spirito del Protocollo d’intesa del Novembre scorso. Ad ogni modo, vista la situazione generale, noi rimaniamo convinti della necessità di entrare in una nuova fase in cui l’Azienda, assieme ai Lavoratori, alle OO.SS e alla PAT, collaborino al fine di affrontare i problemi però gli altri … probabilmente la pensano diversamente!»






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