Menù principale

venerdì, gennaio 6th, 2017

 

Grande incendio in Val di Ledro, potrebbe essere doloso

Poco dopo le 18 di questo pomeriggio, 6 gennaio, è divampato un grosso incendio nei boschi che circondano Molina di Ledro, per la precisione in località Barcesino. Leggi ancora


Basket: Trento lascia Jefferson, si cerca Sutton. Trainotti: «Mai nato il feeling»

Dolomiti Energia Trentino e Johndre Jefferson hanno definito questa mattina la rescissione consensuale del contratto che legava il centro statunitense al club bianconero per la stagione in corso. Leggi ancora


Commissariamento scuola Trentina: «c’è materia per la procura della repubblica!»

«Fatti e misfatti» dell’autonomia, targata Rossi Ugo, da quando, non da oggi, ma da mesi, il presidente della Provincia, nonché responsabile della trentina «educazione» è finito, non solo per il «caso» Delsa, nell’occhio del ciclone, provocano chiare e immediate risposte. Leggi ancora


Anche Claudio Cia chiede le dimissioni di Ugo Rossi

«Commissariamento della scuola trentina. Capitolazione della nostra Autonomia.»

«L’eventuale ipotesi di commissariamento della scuola trentina», come dichiarato alla stampa da Ugo Rossi già dal novembre scorso, è divenuto realtà. 

«Una realtà – spiega il consigliere provinciale Claudio Cia – ampiamente preventivata e tuttavia sempre negata dal presidente che non ha mai neppure ammesso scorrettezze da parte dell’amministrazione provinciale».

È quindi la trasparenza – come sottolineato anche dal segretario del sindacato Delsa Mauro Pericolo – il punto cruciale sul quale ci si è giocati in un colpo solo credibilità e autorevolezza.

«Sprezzante come uno scolaretto discolo ai richiami della maestra, – insiste Cia –  il nostro presidente, che già dal 5 agosto scorso aveva ricevuto indicazione di attribuire le cattedre in base alla vecchia graduatoria e non con i criteri “collaudati”, si è visto commissariare gli uffici scolastici per gravi irregolarità durante la rissegnazione delle cattedre ai docenti che avevano ricorso al Consiglio di Stato. L’ostruzionismo mostrato nei confronti del Commissario ad acta, dott.ssa Daniela Beltrame, impedendole di insediarsi per sovrintendere alla corretta ottemperanza delle ordinanze emesse dal Consiglio di Stato, ha suscitato poi la giusta presa di posizione del Sindacato Delsa, il quale denuncia fatti di una gravità inaudita».

Per chiarezza, chiamata in giudizio dal presidente della VI sez. del Consiglio di Stato, la nostra Provincia era già stata denunciata dalla dott.ssa Beltrame, e più volte anche dal Segretario del Sindacato Delsa, Mauro Pericolo, per «l’oggettiva mancanza di trasparenza, tale da rendere impossibile la valutazione dell’avvenuta o non avvenuta esecuzione corretta e completa all’Ordinanza n.3377/2016», come anche, «la documentazione depositata dalla Provincia è assolutamente lacunosa, parziale, incongruente e inidonea a rivelare lo stato dell’attuazione dell’Ordinanza cautelare».

Risulta dimostrata e messa alla berlina la impenitente volontà dell’Amministrazione provinciale a disattendere quell’ordinanza.

Ma secondo Claudio Cia è ancor più grave, se possibile, «che in questa vicenda abbiamo pure visto dirigenti provinciali assecondare la volontà del politico di turno a favore di Tizio piuttosto che di Caio, assecondando interessi privati, anziché curarsi di applicare la legge nel rispetto del bene comune che è chiamato e demandato ad amministrare, senza inventare nulla, senza prendere alcuna posizione se non quella legale».

I dirigenti citati da Claudio Cia, facenti capo a Rossi, sono la dott.ssa Ferrario e la dott.ssa Mussino, che hanno, «per così dire, – afferma ironicamente il consigliere di Agire – intrapreso atti che in buon trentino possiamo definire come “pestare un merdone”!»

«Hanno compromesso la credibilità della loro funzione e degli uffici che rappresentano. Si è pure assistito all’utilizzo improprio degli avvocati in forza alla Provincia, – aggiunge ancora Cia – coinvolti in una sorta di azione di copertura, trovare escamotage, e giustificare gravi irregolarità amministrative rilevate invece poi dal Consiglio di Stato. Una Avvocatura che è entrata in più occasioni a gamba tesa in questioni che erano di natura prettamente sindacale, vero esempio di un uso distorto dell’autonomia.

«Invito quindi il presidente Rossi a prende atto della propria inadeguatezza a rappresentare e difendere la credibilità della nostra autonomia, e a dimettersi. Ben più gravi saranno i pericoli ai quali lo esporrà la sua inaccettabile permanenza in questa funzione che ambirebbe a fare della trasparenza il supremo frutto dell’Autonomia».- conclude Claudio Cia


Aquila Basket, prossime due partite su Sky a mezzogiorno

Doppio “mezzogiorno di fuoco” in arrivo al PalaTrento. Chiuso il girone d’andata con il posticipo in programma domenica sera alle 20.45 ad Avellino (con diretta in chiaro su RaiSport1), le prime due gare del girone di ritorno che la Dolomiti Energia Trentino giocherà sul campo amico, infatti, saranno anticipate alle ore 12 per essere trasmesse in diretta sugli schermi di Sky Sport 1.

Domenica 22 gennaio la formazione allenata da Maurizio Buscaglia aprirà il girone di ritorno alle ore 12.00 affrontando l’Enel Brindisi degli ex bianconeri Marco Spanghero e Marco Cardillo. Per la formazione bianconera, che curiosamente ha affrontato Brindisi all’ora di pranzo anche in occasione del match di andata, che di fatto aprì la serie A 2016-2017, questa sarà il sesto matinèe di campionato da quando è in serie A, ma curiosamente sarà il primo giocato al PalaTrento: il bilancio dei bianconeri in queste occasioni è di due vittorie (l’anno scorso a Sassari e quest’anno a Pesaro) e tre sconfitte (a Reggio Emilia e Cantù l’anno passato, e per l’appunto a Brindisi quest’anno).

La Dolomiti Energia sarà poi chiamata a tornare in campo all’ora di pranzo in occasione del match valido per il terzo turno del girone di ritorno, che la vedrà opposta all’Umana Venezia. Anche il 5 febbraio la gara sarà quindi disputata alle ore 12. Un orario a cui Trento giocò anche nel febbraio 2016, in occasione del quarto di finale di Coppa Italia giocato, e in quella occasione vinto, contro Pistoia.

Per la Dolomiti Energia le gare contro Brindisi e Venezia saranno rispettivamente la settima e l’ottava della stagione disputate in diretta nazionale (5 su Sky Sport e 3 su Rai Sport 1).


Sei ragazze bolzanine molestate a Capodanno da un gruppo di immigrati.

«Erano in cinque o sei, ci hanno circondato. Ballavano e ridevano e sulle prime non ci siamo preoccupate. Eravamo tutti in piazza per divertirci e festeggiare in mezzo a migliaia di persone. Ma quello che subito sembrava uno scherzo si è trasformato in qualcosa d’altro. Molestie pesantissime. Si sono avvicinati stringendoci, toccandoci, richieste esplicite di sesso. A me hanno messo le mani sotto le gambe, strappandomi i collant. Mi sono divincolata, li ho spintonati allontanandomi. La stessa cosa ha fatto la mia amica. Poi siamo tornate in albergo».

La storia con l’intervista alle ragazze viene riportata ampiamente sul Corriere della Sera di oggi dopo alcuni lanci sui telegiornali nazionali.

Innsbruck, folla in giro, manca poco a Capodanno. Una notte di allegria che presto si è trasformata in un incubo. È il racconto fatto alla polizia da una delle sei ragazze italiane, tutte della provincia di Bolzano, molestate da un gruppo di uomini «tra i venti e i quarant’anni» che ora sono ricercati in tutta l’Austria. I

In totale le denunce sono state 18, ma non è escluso che il numero possa crescere e un altro caso analogo è stato segnalato a Vienna. Oltre alle sei italiane — quattro studentesse universitarie e due turiste — si sono rivolte alla Stadtpolizei, la sezione di polizia giudiziaria del capoluogo del Tirolo, anche nove austriache, due tedesche e una svizzera. Tutte ragazze tra i 19 e i 25 anni.

Insomma, una notte che ricorda quella del Capodanno 2016 in Germania, dove furono 1.200 le donne — sono le cifre dell’inchiesta conclusiva della polizia federale — vittime in tutto il Paese di aggressioni sessuali in strada, delle quali 650 a Colonia e 400 ad Amburgo.

Furono complessivamente 2.000 gli aggressori, che quasi sempre agirono in gruppo; 120 gli indagati, in maggioranza provenienti dal Nord Africa e almeno la metà immigrati nell’anno precedente. Ma solo quattro furono gli arresti.

In Austria il caso delle «massive sexuelle übergriffe» — le molestie sessuali di massa, come le stanno chiamando i giornali in questi giorni— sta facendo discutere e non mancano accuse di disattenzione nella vigilanza indirizzate alle forze dell’ordine. «Non abbiamo mai visto niente del genere» ammette con franchezza Ernst Kranebitter, portavoce della polizia di Innsbruck.

Che scandisce: «Non riesco a ricordare un attacco di questo genere, di questa scala e con questo modus operandi». Una specie di strategia studiata — ovvero circondare le vittime sempre più da vicino per poi palpeggiarle — che avrebbe permesso agli assalitori in primo luogo di non mostrare subito le loro reali intenzioni, facendole sembrare l’avvio di una specie di gioco. E poi di sparire alla svelta, in caso di grida o di reazioni decise.

Attorno a Markplatz, la piazza caratteristica dei mercatini, e nelle vie vicine, per San Silvestro s’erano affollate 25 mila persone. Tantissimi gli italiani, turisti e studenti iscritti all’università — soprattutto Medicina e Architettura — della città. Le aggressioni si sono concentrate tra le 23.30 e l’una e mezza del primo gennaio.

«Parlavano inglese e un pessimo tedesco» è la testimonianza di una delle altoatesine ripetuta anche in molti degli altri racconti che le vittime hanno fatto alla task force di investigatori istituita per l’inchiesta.

Non c’è nessun dubbio che i ricercati siano stranieri. Afghani, forse nordafricani. «Abbiamo foto di buona qualità — chiarisce ancora Kranebitter — e disponiamo di precise descrizioni». Uno, secondo il racconto delle vittime, ha un dente rotto, un altro capelli a cresta con le punte bionde; avrebbero agito anche a gruppetti di dieci. Avances violente, brutali richieste di baci, le mani ovunque.

Sono stati controllati i campi d’accoglienza e l’allarme è stato inoltrato anche in Italia. Il questore e il capo della squadra mobile di Bolzano, Giuseppe Racca e Giuseppe Tricarico hanno intensificato i controlli, che già erano strettissimi, al Brennero e in città. L’altra sera davanti alla stazione è stato arrestato un afghano di 23 anni, molti precedenti tra cui uno per rapina.

Su di lui pendeva un mandato di cattura europeo emesso dalla Germania perché pochi giorni fa, a Monaco di Baviera, aveva accoltellato un uomo durante una rissa a una stazione di servizio. Sarà subito estradato.

La foto riprende una delle tante tristi scene che risalgono alla notte di capodanno di Colonia dove furono molestate e violentate da gruppi di immigrati centinaia di ragazze. 


Sorpresa a Fondo, vince il trentino Maestri Fra le donne tris della Trias, Morlini seconda

Esito a sorpresa per la 44ª edizione de La Ciaspolada della Val di Non, che ha visto salire sul gradino più alto del podio il trentino Cesare Maestri, protagonista di una gara tutta d’attacco.

Il 23enne giudicariese di Bolbeno, azzurro della corsa in montagna e già settimo un anno fa alla sua prima partecipazione, ha sfruttato i tratti in salita per fare la differenza e ha condotto gara solitaria per la quasi totalità degli 8,2 km del percorso, disegnato nella piana tra Fondo e Sarnonico, con partenza da località Pradiei e arrivo appena sopra il Palanaunia.

L’ultimo successo di un trentino nella classicissima della corsa con racchette da neve risaliva al 2008, quando a imporsi fu l’atleta di casa Giuliano Battocletti.

Secondo posto per il campano Antonello Landi, terzo il veneto Filippo Barizza, anche loro per la volta sul podio a La Ciaspolada. Quarto il neozelandese pluridecorato della corsa in montagna Jonathan Wyatt, mentre il campione in carica Alex Baldaccini, vincitore nel 2016, non è mai riuscito a entrare nel vivo della corsa.

Al femminile, successo come da pronostico per la catalana Laia Andreu Trias, con la generosissima emiliana Isabella Morlini (reduce da un pesante ciclo di cure sostenute per combattere una brutta malattia), straordinaria seconda davanti alla fiemmese ex azzurra dello sci di fondo Antonella Confortola, terza.

A seguire, tutto il festoso e lungo serpentone dei 2000 “bisonti” che hanno vivacizzato la 44ª edizione dell’evento organizzato dalla Podistica Novella e onorato al meglio la memoria dell’ideatore della manifestazione Alessandro Bertagnolli, tristemente scomparso nell’anno appena passato.


La Befana di CasaPound: consegnati i giocattoli alla protezione dei minori.

L’associazione CasaPound Trento festeggia ha voluto festeggiare la Befana insieme ai bambini ospiti delle case famiglia nel centro dell’Associazione Provinciale per la Protezione dei Minori, a Lavis, portando a conclusione la propria iniziativa di raccolta di giocattoli.

“Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato alla nostra iniziativa di raccolta di giocattoli per i bambini – dichiara in nota Filippo Castaldini, responsabile di CasaPound a Trento – un piccolissimo gesto da parte dei nostri concittadini per dimostrare che nessuno viene dimenticato, soprattutto in questo periodo di feste tanto attese dai più piccoli”.

“Un segno che lascia emergere una rete solidale tra i cittadini trentini per ricordare a tutte quelle famiglie italiane che stanno attraversando momenti di difficoltà che nessuna mancanza economica dovrebbe impedirci di festeggiare insieme il valore di queste feste e della tradizione della famiglia”.


Emergenza furti in via Predara, Festini (lega Nord): «telecamere subito»

«Data la presenza di risorse destinate all’istallazione di telecamere, è indispensabile che queste diventino obbligatorie per tutti i contesti con episodi conclamati di azioni illegali» – a dirlo è il consigliere comunale della Lega Nord Gianni Festini Brosa. 

Il consigliere ha inviato la richiesta all’amministrazione perché vengano montate con la massima celerità in ogni ambito cittadino delle telecamere dove la criminalità colpisce con maggiore forza e spavalderia, conscia dell’impunità.

Festini concentra anche la sua attenzione sulla tutela della legalità in via della Predara che è stata una battaglia portata avanti dalla Lega Nord per oltre tre anni, nelle continue richieste di tutela dei residenti del numero civico 26, per avere un accesso più consono e sicuro, riparato dai continui episodi di aggressioni, violenze, spaccio ed altro.

Oggi finalmente lo stabile respira con un nuovo ingresso lato piazza.

Tuttavia solo a pochi metri di distanza ecco che un altro stabile paga il prezzo della presenza della criminalità in città, che continua a segnare i nostri quartieri senza sosta. Si tratta dell’edificio che, tra l’altro, affianca la Scuola dell’Infanzia San Martino, ambito cui dare massima tutela e protezione.

«Negli ultimi anni, – spiega Festini – a fronte di un’altra battaglia della Lega Nord per la legalità, il Comune ha destinato a più riprese, risorse per l’installazione di telecamere per la videosorveglianza, soprattutto nelle periferie e nei quartieri centrali più sensibili. Tuttavia oggi non è l’ambito “storico” a chiedere l’intervento quanto invece l’emergenza di episodi come questo che dilagano».

Secondo il consigliere della lega nord, «visto il perdurare della presenza della criminalità nel quartiere, oggi anche con modalità differenti di azione, significa che il controllo criminale del quartiere rimane, che chi agisce in modo così scoperto sa che può farlo perché rimane impunito».

«Si tratta di criminalità organizzata, – termina il consigliere comunale –  che vuole mantenere possesso del territorio sapendo che può fruttare una certa cifra e pertanto non si sposta, consapevoli della lentezza di azione di amministrazione comunale ed enti come ITEA».


Ritrovata malconcia l’autovettura rubata a Roberto Trentini

È stata ritrovata nella notte la Subaru Impreza di color blu rubata a Roberto Trentini a Gazzadina nella notte fra mercoledì e giovedì.

L’autovettura era scomparsa dal parcheggio sotto casa sua.

Roberto Trentini è stato contattato da un conoscente che grazie al tam tam su social e testate giornalistiche online ricordava la targa e il modello della macchina.

L’autovettura è stata abbandonata in un vicolo vicino alla città. I ladri, hanno sbattuto con la parte posteriore su un cordolo piegando ammortizzatore e barre, e riducendo il cerchio della ruota in brutte condizioni.

Su tre ruote e mezzo e con le dovute cure il mezzo è stato lentamente riportato a casa.

I ladri hanno rubato il navigatore, manometri vari e spaccato l’autoradio che non riuscivano a togliere.

Si sono portati via anche il pomello del cambio e un passeggino dal baule.

Sui social c’è chi ha consigliato ironicamente di mandare la fattura del carrozziere al sindaco Alessandro Andreatta.


Basta… con l’ordine dei giornalisti. L’addio e lo sfogo di Cornelio Galas.

Sulla sua pagina di FB (NdR facebook) leggiamo la lettera di Cornelio Galas inviata all’ordine dei giornalisti del Trentino Alto Adige, con quale informa che non rinnoverà l’adesione a partire dal corrente 2017. Ecco il testo integrale.

«BASTA …

Spett.le Ordine dei Giornalisti Trentino Alto Adige

Oggetto: Uscita dall’Ordine

Arco, 5 gennaio 2016

Con la presente dichiaro di non pagare più, a partire dall’anno 2017, la quota dell’Ordine Giornalisti Trentino Alto Adige, elenco Professionisti. Questo per varie ragioni, non solo personali.

1. Sono iscritto all’Ordine Regionale dal 1976 (come pubblicista) e dal 1980 (come professionista). Mai avuto un “pezzo di carta” qualsiasi che attesti questa fedeltà, anche e soprattutto nei versamenti (mai stato moroso) della quota annuale.

2. Mai avuto riscontro a problemi sollevati per “cambi di mansione”, “mancate promozioni”, “mobbing”.

3. Contesto fortemente l’obbligo dei corsi di aggiornamento-formazione anche per i giornalisti pensionati.

4. Non ho mai avuto “tutele” adeguate in ambito lavorativo in periodi difficili (eufemismo) per la libertà di stampa e lo status occupazionale.

5. Nessun rancore personale. Solo una grande delusione.

Non rinnoverò più nemmeno la quota sindacale. Spero – in base all’art. 21 della Costituzione – di poter esprimere liberamente le mie idee fino a quando vivrò. Anche senza dipendere da “punti” per essere pagato per articoli. Pagamenti che inserirò, come fatto in oltre quarant’anni di attività, nel mio “730”.

Grazie di tutto quello che non avete fatto per me e di quello che, dopo questa lettera, a maggior ragione non farete».

Cornelio Galas è un giornalista che ha lavorato per numerose testate giornalistiche fra cui l’Adige. È stato il fondatore, nel 2013, del blog seguitissimo Televignole che è un progetto editoriale, legato al dialetto trentino nell’universo virtuale delle nuove tecnologie.

Dopo il suo annuncio numerosi sono stati gli attestati di solidarietà e molte le critiche nei confronti dell’ordine dei giornalisti di Trento.

«No, nessun rancore personale, – precisa comunque lo stesso Galas – solo una grande amarezza. Mi piacerebbe togliere dalla carta d’identità la professione giornalista e metterci quella di Libero cittadino». 

Poi l’addio finale e i ringraziamenti, «grazie infinite a tutti i colleghi (pochi per la verità) che hanno espresso solidarietà. Ma vi capisco: dovete lavorare, sperare che non ci siano cambi di proprietà, dire sì anche se vorreste dire no. Auguri. Il giornalismo era la mia vita. Lo è ancora, forse in maniera diversa, forse in maniera più libera, forse ….in maniera più cinica del dovuto. Chiedo scusa …. continuerò a leggervi, a pensare alle vostre difficoltà quotidiane, a volervi bene, in ogni caso».- conclude poi Galas


2017 CEV Cup, Diatec Trentino risolve in tre set in Finlandia

Inizia col piede giusto l’avventura della Diatec Trentino in 2017 CEV Cup.

Al debutto stagionale nella competizione europea, seconda per importanza solo alla Champions League, la squadra gialloblù si è infatti assicurata la gara d’andata dei sedicesimi di finale, vincendo in Finlandia per 3-0.

Lanza e compagni hanno sbancato con autorità la Loimaan Liikuntahalli, imponendo lo stop ai padroni di casa dell’Hurrikaani Loimaa al termine di una partita sempre tenuta saldamente sotto controllo. Il risultato, di fatto, fa un compiere un bel balzo in avanti verso il prossimo turno; per completare l’operazione qualificazione, alla Trentino Volley basterà vincere due set nel match casalingo di ritorno programmato fra tredici giorni al PalaTrento.

Nel suo primo match di sempre in territorio finlandese, la squadra gialloblù ha offerto una prova di sostanza, priva di particolari sbavature. Con muro e servizio subito efficaci, per gli avversari è diventato immediatamente impossibile reggere il ritmo dei vice-campioni d’Europa, che hanno concesso qualcosa solo nella parte finale del secondo set (vinto comunque in assoluto controllo).

Prima e dopo quel parziale, è stato un assoluto monologo della Diatec Trentino, in cui si sono messi in luce Lanza e Solé (best scorer del match con 13 punti e percentuali importanti in attacco) e anche il solito Stokr, autore di 12 palloni vincenti con 3 muri ed il 56%.

Nel finale di gara spazio in campo anche a Chiappa e Tiziano Mazzone, mentre dal secondo set si è rivisto in formazione titolare pure Antonov, con Lorenzetti che ha concesso un po’ di riposo ad Urnaut.

La cronaca della gara. Senza Nelli e Daniele Mazzone (rimasti a Trento per curare i rispettivi problemi fisici), Angelo Lorenzetti conferma lo starting six schierato in campo nelle ultime due gare: Giannelli in regia, Stokr opposto, Lanza e Urnaut in banda, Solé e Van e Voorde al centro, Colaci libero. Lauri Rantanen, tecnico dell’Hurrikaani presenta Peacock al palleggio, Mikko Oivanen opposto, Smith e Mutka schiacciatori, Matti Oivanen e Koppanen centrali, Mantyla libero. L’inizio della Diatec Trentino è molto efficace al centro della rete, con Solé subito a segno due volte per il 3-1 che spezza immediatamente l’equilibrio; i padroni di casa replicano con Mikko Oivanen (4-4), ma poi ci pensa Stokr a scavare nuovamente la differenza (7-5). Dopo il primo time out tecnico, un’altra accelerazione che porta la firma di Urnaut (slash) e di un errore di Mutka, che consente agli ospiti di arrivare al +4 (12-8).

L’Hurrikaani interrompe il gioco, ma la rotazione con Giannelli al servizio prosegue sino al 16-8 grazie anche ad un paio di muri vincenti (di Stokr e Van de Voorde). Il finale di parziale è assolutamente in controllo (20-11 e poi il 25-16) e mette in bella mostra anche Lanza.

Nel secondo set la musica non cambia, con la Diatec Trentino che diventa subito padrona del campo (5-1 e 8-3), grazie ad un cambiopalla fluente ed uno Stokr ancora in stato di grazia. Il muro gialloblù mette il bavaglio a tutti gli attaccanti avversari (12-5); i finlandesi però non demordono e con una maggiore incisività al servizio e a rete si rifanno sotto (15-10, 18-14) sino ad arrivare al meno due (21-19). Il time out di Lorenzetti è provvidenziale, perché poi Lanza e compagni (con Antonov in campo per Urnaut), soprattutto per mano di Solé, riguadagnano un paio di break point di vantaggio (24-20) e si portano sul 2-0 (25-21) con Lanza.

Nel terzo set c’è ancora spazio per Antonov, che con un ace riesce a creare il primo gap (8-6); il margine aumenta con un contrattacco di Lanza e un altro ace, in questo caso di Van de Voorde (11-7). L’Hurrikaani stavolta non riesce a replicare (15-8) e lascia in fretta spazio agli avversari, che viaggiano veloci verso il 3-0 che arriva sul 25-20.

Nel finale Lorenzetti ha offerto spazio in posto 4 anche a Chiappa e nel ruolo di opposto a Tiziano Mazzone, consentendo ai padroni di casa di recuperare qualche lunghezza di svantaggio.

Abbiamo centrato il risultato che volevamo ottenere alla vigilia – ha commentato a fine gara l’allenatore della Diatec Trentino Angelo Lorenzetti . L’ottimo approccio alla gara ci ha permesso di avere subito in mano le redini del gioco; in seguito siamo un po’ calati ma non abbiamo comunque perso il controllo del match che abbiamo condotto sino alla fine soprattutto grazie al buon lavoro svolto fra servizio e muro. Ricezione ed attacco invece mi hanno soddisfatto meno, dovremo ancora lavorare per crescere di livello in questi fondamentali, ma nel frattempo siamo soddisfatti di aver iniziato nel miglior modo possibile questa avventura in Coppa CEV”.

La Diatec Trentino rientrerà a Trento nella serata di venerdì e avrà di fatto solo un giorno per preparare il prossimo appuntamento, in programma già domenica 8 gennaio al PalaTrento contro la Lpr Piacenza (18^ giornata di SuperLega.) La gara di ritorno dei sedicesimi di 2017 CEV Cup si giocherà invece fra due settimane, mercoledì 18, in Trentino a partire dalle ore 20.30 (match compreso in abbonamento).

Di seguito il tabellino dell’andata dei sedicesimi di finale di 2017 CEV Cup, giocata questa sera alla Loimaa Liikuntahalli di Loimaa.

Hurrikaani Loimaa-Diatec Trentino 0-3
(16-25, 21-25, 20-25)
HURRIKAANI: Koppanen 6, Oivanen Mi. 12, Mutka 6, Oivane Ma. 5, Peacock 1, Smith 6, Mantyla (L); Kouki, Laine. N.e. Haltia, Kartano, Kutinlathi. All. Lauri Rantanen.
DIATEC TRENTINO: Van de Voorde 4, Giannelli 4, Urnaut 6, Solé 13, Stokr 12, Lanza 13, Colaci (L); Antonov 4, Chiappa, Mazzone T.. N.e. Burgsthaler e Blasi. All. Angelo Lorenzetti.
ARBITRI: Niklova di Vienna (Austria) e Janik di Varsavia (Polonia).
DURATA SET: 24’, 26’, 24’; tot  1h e 14’.
NOTE: 1.062 spettatori. Hurrikaani: 8 muri, 2 ace, 13 errori in battuta, 2 errore azione, 37% in attacco, 52% (23%) in ricezione. Diatec Trentino: 9 muri, 3 ace, 12 errori in battuta, 6 errore azione, 56% in attacco, 56% (20%) in ricezione.


Quando l’ansia di abbandono può diventare tragedia

Il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante il discorso di fine anno ha posto l’attenzione sul fatto che in Italia nell’ultimo anno 120 donne sono state uccise dal marito o dal compagno.

Vuol dire una vittima ogni tre giorni.

Che cosa succede? Nonostante tutte le misure seguite a livello statale, regionale e locale sulla lotta contro la violenza alla donna, la statistica indica che dobbiamo ancora lavorare per la risoluzione di questo grave problema che lacera ancora la nostra società.

Dal punto di vista psicologico che cosa accade? Per cominciare a comprendere occorre vedere che cosa avviene all’inizio delle relazioni amorose che poi diventano tragedie.

Come ho detto diverse volte durante convegni e interviste è interessante chiedere a chi subisce violenza l’iter che ha portato alla loro conoscenza e cosa abbia avvicinato la coppia.

La donna vittima di violenza spesso risponde che «sembrava una brava persona l’uomo da sposare, sempre presente, premuroso». Lui invece racconta che «era una bella ragazza dolce ecc…»

E’ difficile da parte di entrambi sentire una descrizione della personalità del proprio partner, le cose che di solito piacciono e quelle che invece danno fastidio.

In realtà sia lui che lei non si conoscono e tutto avviene come in una favola che purtroppo non va a finire bene. La favola che più simboleggia questo tipo di relazioni è quella di Barbablù, nella quale un uomo affascinante, ricco e generoso conquista la più giovane di tre sorelle.

L’uomo però ha una caratteristica negativa rappresentata dalla sua barba blu, colore tipicamente mortifero. La fanciulla che poi diventa la moglie e si trasferisce nel castello di Barbablù è la più giovane e ingenua e quindi sorvola sugli aspetti negativi notati invece dalle sorelle e viene abbagliata solo dalla parte positiva, ma nella realtà la giovane ragazza non conosce il proprio sposo.

E che dire di Barbablù? Ogni donna, che ha osato disobbedirgli ed esplorare al di là di quello che lui mostra, è stata uccisa e rinchiusa in una stanza del castello la cui chiave perde sangue. Barbablù fa conoscere solo la sua parte superficiale perché non accetta la sua parte negativa e teme di non essere amato.

Non solo nelle favole, ma anche nella realtà le persone che non sono amate sono sole, vengono abbandonate. La paura dell’abbandono è un’emozione radicale, universale e quando si è vittima di questo tipo da timore si può diventare carnefice.

Le donne di Barbablù vengono uccise, ma i loro corpi rimangono in una stanza del suo castello imprigionate per sempre e quindi non separate da lui. Per le persone che hanno una forte paura dell’abbandono a volte purtroppo è meglio la morte che la separazione.

La morte toglie il potere all’altra persona e quindi il nucleo simbiotico non si rompe, mentre la separazione distrugge appunto tale simbiosi che nei primi momenti dona alla coppia sensazioni positive, poi toglie energia a quella che diventerà la vittima e infine arma il carnefice della sua stessa energia aggressiva.

La favola di Barbablù finisce con un lieto fine oserei dire a metà. La fanciulla si salva perché fa credere ancora al suo sposo di rispettare le sue regole e accetta apparentemente di essere uccisa, chiede solo di salutare le sue sorelle e invece trova la forza e ricambia mostrando solo la sua parte superficiale costituita dall’ingenuità e dalla sottomissione e chiama invece i fratelli che uccidono poi Barbablù.

Si narra che ci sia un museo dove si può vedere ancora la barba blù in memoria di quell’uomo, ma soprattutto per ricordare il fatto che la donna non deve subire mai violenza.

È importante infine anche sottolineare come nella favola, la donna che subisce violenza non deve mai essere lasciata da sola. Ma la stessa cosa vale anche per il carnefice che con la sua paura dell’abbandono può tornare ad agire e cercare di ritornare in un cerchio simbiotico mortifero, purtroppo anche dopo anni dal primo atto violento.

La coscienza sociale sta infatti crescendo, ed oltre ai centri anti violenza per le donne stanno aumentando i centri in Italia per il recupero di uomini che hanno perpetrato violenza, in modo che l’allontanamento della vittima dal suo carnefice non sia l’unico strumento di risoluzione di questo vasto e complesso problema.

Tuttavia come ho già scritto, tutto questo non basta, occorre, come dice il nostro Presidente, più prevenzione. Ma a questo, di pari passo, vanno aggiunte repressione, più indagini e un adeguato recupero.

Se ci basiamo solo sulle denunce, che poi vengono puntualmente archiviate, lasciamo ancora una volta soli la vittima e il suo carnefice in un vuoto che può diventare davvero pericolo senza tempo.

A cura della  D.ssa Marica Malagutti – Psicoterapeuta – Psicodramma Psicoanalisi – Psicologa Forense – Specializzazione in Diritti Umani Cooperazione allo Sviluppo


Rapporto ISTAT sull’inclusione scolastica: l’analisi di Salvatore Nocera.

«Presenta molte ombre – scrive Salvatore Nocerail quadro che emerge dal rapporto annuale ISTAT sull’“Integrazione degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di primo grado”, relativo all’anno scolastico 2015-2016 e solo l’emanando Decreto Delegato applicativo della Legge 107/15 potrebbe fugarle, volendo realmente provvedere con interventi immediati e globali a migliorare la qualità dell’inclusione». Allo stesso Nocera affidiamo una sintesi in tredici punti del rapporto ISTAT, cercando in tal modo di fornire un’informazione (e un commento) il più esauriente possibile. Leggi ancora


CHIUDI
CLOSE