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È necessario il rinnovo della classe dirigente – di Andrea Merler

L’anno appena passato ci ha lasciato una pesante eredità.

La crisi economica, politica, del lavoro sono purtroppo temi di grandissima attualità.

Lo ha ricordato autorevolmente anche il Presidente della Repubblica nel suo discorso di fine anno.

Io aggiungerei a queste anche la crisi del leaderismo individuale. Per questo credo che nel 2017 la politica dovrà ritrovare il modo di restaurarsi al proprio interno e così dovrà fare anche la Pubblica Amministrazione.

Tutti i partiti dovranno essere in grado di interpretare meglio i bisogni delle persone. A questo fine i leaders unici non bastano più. Serve una nuova stagione di leaderismo collettivo, c’è bisogno di più partecipazione attiva, di condivisione, di ritrovare la capacità di elaborazione dei problemi e delle soluzioni.

Nel tempo tutto questo sembra essere venuto a mancare e ci siamo affidati troppo al pensiero universale, alla governance e alla delega in bianco. La lamentazione, la demagogia, la narrazione distorta della realtà dei fatti hanno preso il sopravvento rispetto alla ricerca della migliore soluzione dei problemi complessi e le oggettive difficoltà nel dare risposte concrete ai bisogni sono state troppo spesso strumentalizzate.

Sono però altrettanto convinto che siano maturi i tempi per un cambiamento. I primi a perseguirlo dovranno essere i partiti tradizionali. Le vecchie ideologie e dietrologie così come la paventata riproposizione di logori schemi, dovranno cedere il passo a nuovi protagonisti ed infrastrutture che sappiano reinterpretare questa fase storica.

Beninteso qui non si tratta di rottamare nessuno, ma solo di richiedere uno sforzo di apertura verso il rinnovamento della classe dirigente accompagnandola in questo difficile percorso di restaurazione.

La Pubblica Amministrazione dovrà fare altrettanto. Non basteranno più i lifting di facciata all’organizzazione se non accompagnati da una trasformazione della dirigenza pubblica, meno politicizzata e più adeguata rispetto alle istanze dei cittadini. Esempi di questo tipo ne abbiamo purtroppo anche qui in Trentino.

Ci sono state anche scelte politiche coraggiose e che riguardano la futura assunzione di giovani in Provincia con lo strumento del contratto di formazione lavoro. Un’occasione direi unica per i più giovani e per l’avvio di quel necessario processo di ricambio generazionale.

Io credo che, al netto delle verifiche di sostenibilità legale ed economica, sia un segnale politico importante, di ritrovata attenzione verso le prospettive dei giovani, ma non dobbiamo neanche dimenticarci che lo sbarramento dei 32 anni è ormai un limite ampiamente valicato dall’attuale realtà del mercato del lavoro.

Per questo motivo ridare speranza e trovare le giuste misure per favorire l’occupazione è una sfida ancora tutta da giocare, soprattutto nel settore privato. La nostra autonomia potrà ancora dare slancio al comparto privato non più solo attraverso le incentivazioni economiche, ma con l’efficienza e l’efficacia della Pubblica Amministrazione.

L’eccellenza riconosciuta fuori dai nostri confini non deve esimerci dal cercare di migliorare le prestazioni ad esempio attraverso una riorganizzazione burocratica più funzionale alle esigenze di semplificazione moderne e più volte sollecitata dalle imprese operanti sul territorio.

Spero che il nuovo anno ci doni perciò lo slancio per riscoprire il coraggio di modernizzare la politica e la pubblica amministrazione e ci consenta di avere fiducia nelle nuove generazioni per riprendere il cammino e superare questo periodo horribilis.

Andrea Merler – Cantiere Civico Democratico e membro Parlamentino provinciale UPT

L’immagine è stata presa da lallegrochiururgo.135.it






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