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Claudio Cia: «la Giunta Rossi getta la maschera! Come volevasi dimostrare!»

La Provincia “torna ad assumere” attraverso un bando di concorso per 42 posti riservati agli under 32, più altri 15 in Azienda Sanitaria.

Si prevede che l’assunzione avvenga con contratto di formazione e lavoro, al termine del quale verranno inquadrati a tempo indeterminato come funzionari di categoria D (il più alto livello di inquadramento non dirigenziale), e andranno a implementare la macchina burocratica della Provincia con i suoi quattromila dipendenti in un comparto pubblico trentino di oltre trentottomila unità.

Per Claudio Cia finalmente «la Giunta Rossi getta la maschera». Il consigliere di Agire a tal proposito presenta un’interrogazione all’attenzione della giunta provinciale

«L’intento è condivisibile, – spiega il consigliere provinciale Cia – formare una nuova generazione di funzionari provenienti da indirizzi di studi e professionalità diverse: dal settore del diritto a quello dell’economia, senza dimenticare, sociologia, ingegneria e informatica».

Per Claudio Cia però due aspetti di questa operazione lasciano però perplessi: innanzitutto la procedura di selezione, che oltre alla pre-selezione iniziale, prevede prove scritte ed orali nelle quali verranno testate anche le “attitudini relazionali”, espressione piuttosto vaga che rischia di diventare un criterio molto discrezionale e poco oggettivo per l’individuazione dei “vincitori”, che, come è probabile prevedere, saranno scelti in una platea di decine se non centinaia di candidati.

La seconda cosa che lascia perplessi è la scelta del limite massimo d’età: il concorso è infatti riservato agli under 32. La scelta – per il consigliere – non ci convince, soprattutto a fronte di altre scelte fatte nel recente passato su analoghi strumenti di accesso al lavoro.

«Ci riferiamo in particolare all’accordo sindacale che istituiva,  – incalza ancora Cia – un paio d’anni fa, la “Staffetta generazionale” o patto generazionale al fine di favorire l’occupazione giovanile, accompagnare i lavoratori anziani verso la pensione, garantendo un passaggio di conoscenze ed esperienze tra generazioni, e che prevedeva l’erogazione di un contributo alle aziende per l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratori con un’età compresa tra i 18 e i 35 anni. Perché ora ci si ferma a 32 anni?»

A sostegno della tesi di Claudio Cia ci sono i dati forniti nella recente nota congiunta di Ministero del lavoro, Inps, Istat e Inail che indicano che nel terzo trimestre dell’anno l’occupazione giovanile è in calo, specie quella degli under 35 (-1,1 % rispetto al trimestre precedente), e che gli italiani, grazie soprattutto alle inique scelte del governo Renzi, rischiano sempre più di diventare una popolazione di precari, se non addirittura una “generazione voucher”.

«Tali dati devono indirizzare la politica, – conclude Cia – anche quella provinciale, verso scelte di maggior inclusione, che consentano la partecipazione anche a coloro che hanno più di 32 anni. Garantendo naturalmente una procedura di selezione “oggettiva”, improntata alla meritocrazia e libera da arbitri o discrezionalità assolute ed incontrollabili»

Nel documento interrogativo Cia chiede alla giunta Rossi per quale motivo si sia prevista, quale età di accesso al concorso, quella dei 32 anni, quando altri strumenti in tema di politica del lavoro, come ad esempio la Staffetta generazionale, prevedono età più elevate di accesso al lavoro, se non ritenga di elevare tale soglia d’età, al fine di consentire a tutti coloro che ne abbiano titolo di poter concorrere egualmente, valorizzando capacità e merito e se non ritenga di improntare il bando di concorso a criteri oggettivi, eliminando il riferimento alle “attitudini relazionali“, che odorano tanto di scelta arbitraria e che mal si adattano ad una “pubblica” selezione del personale.






Un commento A Claudio Cia: «la Giunta Rossi getta la maschera! Come volevasi dimostrare!»

  1. J. da Brivio ha detto:

    Assunzioni in Provincia
    Le osservazioni del consigliere Cia non solo sono pertinenti ma anche acute. Egli sa leggere nelle iniziative della giunta Rossi il proposito che da tempo immemore segna il comportamento dell’Ente. Tutto nasce da quello che lo stesso Cia ha recentemente definito “piazeri e piazeroti” (talvolta anche piazeroni o piazerazi). Il dichiarato motivo delle assunzioni è quello di sostituire i posti di lavoro che in futuro si renderanno vacanti a causa dei pensionamenti con altrettanti giovani “in cerca di lavoro” (sarebbe forse meglio dire in attesa di occupazione). E quali sono i criteri di valutazione dei soggetti ? Giustamente Cia ha rilevato che il burocratico-politichese viene in soccorso agli autori della procedura di selezione con locuzioni sibilline quali “attitudini relazionali”. Punta anche il dito sul numero di dipendenti della Provincia: quattromila! Ci sono dei parametri ben noti a chi sappia di management che consentono di quantificare il personale necessario a svolgere determinate funzioni. E ci sono altrettanti parametri che consentono di valutarne l’efficienza. Ma sono avversati sia dai sindacati che dalla burocrazia più retriva e dai politicanti restii ad ogni iniziativa che possa modificare lo status quo. Inoltre, la marea paradossalmente in continuo aumento degli immigrati ed i gravi problemi sociali che li accompagnano vengono usati come giustificativo per creare posizioni che in seguito, secondo un rituale ben noto, diverranno posti di lavoro a tempo indeterminato. La situazione è quella del malato cronico, insanabile. Ma il consigliere Cia ha il grande merito, con le sue interrogazioni e indagini (che sarebbe bene sfociassero poi in azioni giudiziarie), di contenere gli effetti devastanti di un processo neoplastico. I trentini dovrebbero sostituire i loro sospirati “bisogneria” con convinti “fem”. Cia ha dato l’esempio. Ora bisogna sostenerlo.

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