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Valle del Chiese: sovvenzioni ad Isaf e Sapes, Claudio Cia interroga la giunta provinciale

È da sempre opinione comune che nelle Valli del Trentino si viva bene, sicuri, seguendo ottimi valori morali, e senza precarietà legata alla disoccupazione.

Ma invece le cose ora non stanno affatto così.

L’emergenza principale attualmente resta il lavoro e le Valli Giudicarie in merito negli ultimi anni insieme all Valsugana sono state penalizzate e non poco

Nella Giudicarie preoccupa molto la situazione delle aziende  ISAF e ora anche la SAPES di Storo e Borgo Chiese  nelle quali, secondo alcune indiscrezioni, sarebbero  in discussione  i rispettivi destini.

C’è anche chi parla di avvicendamenti societari o passa mano di proprietà sopratutto per quanto concerne ISAF.

Fino a due anni fa o poco più il gruppo SAPES -Officine Giudicariesi occupava,  nei due stabilimenti di Borgo Chiese e Storo, ben 160 dipendenti rispetto ai 104 di adesso.

Preoccupa molto il fatto che tale numero sia destinato ad essere ulteriormente ridimensionato  se è vero, come pare, che dal prossimo anno altri 7 – 8 dipendenti saranno collocati in mobilità quando invece  fino a poco tempo fa la parola mobilità non apparteneva al linguaggio  Sapes.

Proprio sui soci della Sapes Claudio Cia di Agire ha presentato un’interrogazione alla giunta provinciale chiedendo lumi su alcune operazioni che poi hanno portato alla rottamazione di alcune aziende.

Tale gruppo, che un tempo faceva riferimento alla famiglia Miglio, da diversi anni a questa parte è rappresentato dai coniugi Giuliano e Marzia Sossi  domiciliati a Ponte Caffaro «che  – si legge nella premessa del consigliere Cia – già per  il passato sembrano aver gestito altre aziende poi finite per essere rottamate tra cui Acta, Cotonificio Cima Rossa e poi Master Legno. Precedenti poco rassicuranti e ne confortanti  che comunque hanno lasciato il segno».

Cia chiede lumi  all’assessore Olivi per capire come in passato si sia mossa la Provincia nei confronti di questa Azienda e quale sarà il suo futuro  e soprattutto cosa devono aspettarsi le tante famiglie che da essa traggono il proprio sostentamento.

In particolare Claudio Cia chiede l’elenco delle sovvenzioni che la Provincia autonoma di Trento, attraverso le proprie agenzie, negli anni passati ha elargito a favore delle sopracitate aziende, Sapes compresa e chi sono gli effettivi soci di Sapes e a chi appartengono gli immobili occupati compresi quelli di Master Legno e quale rapporti hanno la Pat e Trentino Sviluppo con quelle aziende e suoi referenti.

Cia chiede anche di sapere dove hanno sede legale la sopracitate aziende, se la Provincia di Trento è a conoscenza di eventuali sofferenze bancarie legate ai gruppi menzionati, se i mutui eventualmente attenuti risultano coperti da garanzie e in tal caso quali ed infine se le tali garanzie verranno meno, la Pat come intende muoversi.






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