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Proposta Malfer Presidente: «proposta faziosa e incostituzionale»

Facendo riferimento all’articolo del Trentino del 1° dicembre si apprende che una mozione presentata dal gruppo “Mauro Malfer presidente” impegna il Comitato esecutivo a imporre come requisito per l’assegnazione di spazi e contributi pubblici il non aver subito condanne, anche con sentenza non definitiva, per reati legati alla legge Mancino 205 del 1993 e alla legge Scelba 642 del 1952, nonché a prevedere nei moduli di richiesta di utilizzo di spazi pubblici una dichiarazione esplicita di riconoscimento nei valori antifascisti espressi dalla Costituzione.”, lasciando quindi intendere che ogni tipo di altro reato viene tollerato dal gruppo in questione (curioso!).

Non basta, però, perché si chiede pure di  istituire meccanismi che impediscano l’assegnazione di contributi, patrocini o altre forme di supporto e sostegno ad associazioni che – pur avendo sottoscritto la dichiarazione di antifascismo – presentino (dopo verifica sullo statuto, sui siti Internet o social network, nell’attività pregressa o per violazione delle leggi in materia) richiami all’ideologia fascista, alla sua simbologia, alla discriminazione etnica, religiosa, linguistica o sessuale” in chiaro contrasto con la libertà di pensiero e di espressione riconosciuta dalla Costituzione.

Curioso poi che, per imporre la propria visione, questo gruppo politico assuma comportamenti tipici dell’ideologia che vorrebbe combattere. Il risultato è che chi non si allinea al loro pensiero è un delinquente, non ha gli stessi diritti di chi è allineato, va perseguito in qualsiasi modo.

Gravissimo che a sostenere siffatta posizione siano dei signori che si professano tolleranti, portatori di cultura, liberali, e che per i loro scopi vogliano avvalersi dei servizi del corpo di Polizia Locale (come non avesse nulla di meglio da fare) e dei fantomatici studi del cosiddetto “Osservatorio contro i fascismi del Trentino”, organismo (riconosciuto o no?) sicuramente fazioso in quanto ideologicamente schierato, che si arroga il diritto di schedare e condannare pubblicamente (come avveniva ai tempi delle Brigate Rosse) via rete i presunti responsabili dei loro mali.

Per chiarezza non si vuole inneggiare al fascismo, ma nemmeno si può accettare di obliare per ragioni surrettizie tutto ciò che di buono è stato realizzato e che oramai fa parte della storia non solo italiana.

Certamente, se da una parte il fascismo calò il suo autoritarismo con la censura, la mancanza di libertà d’opinione, il militarismo fino a promulgare per ultimo le stolte leggi razziali antiebraiche per questioni politiche di alleanza con Hitler dopo l’embargo internazionale dovuto alla guerra d’Abissinia, dall’altra contribuì alla costruzione e al miglioramento della nazione attraverso opere pubbliche, istruzione, cultura, stato sociale, tutela della famiglia, difesa degli interessi nazionali e sovranità. Motivi per cui giudicare la storia con lenti palesemente artefatte e secondo la propria convenienza è del tutto fuorviante e pericoloso.

Mettere etichette su ciò che è ritenuto male e limitarsi a definirlo fascista in base a supposizioni personali è sulla stessa falsariga dei finti processi utilizzati dai sovietici contro le persone ritenute “reazionarie” contro il regime comunista e perciò eliminate fisicamente nei Gulag di staliniana memoria.

Con che titolo quindi si attribuirebbe oggi ad un’associazione lo stigma di essere fascista? Con che diritto si provvederebbe a obbligarla a firmare un documento di antifascismo quando già nella Costituzione esiste il divieto di ricostruzione di tale regime? Ma soprattutto, siamo sicuri che solo il fascismo fu un regime e che nella storia non vi siano mai stati altri esempi di totalitarismo travestito da democrazia?

Lo stesso sedicente “Osservatorio contro i fascismi” reputa ad oggi “fasciste” le persone che difendono la famiglia tradizionale, si oppongono ai matrimoni omosessuali e all’utero in affitto; oppure si diletta nel condannare chi è contrario all’immigrazione selvaggia e senza regole che tanti disagi arreca ai cittadini italiani e stranieri regolarmente residenti in Italia.

Noi pensiamo che qualsiasi estremismo sia deleterio, perché l’odio verso una fazione genera altro odio ed inevitabilmente violenza. Auspichiamo quindi che vinca il buonsenso, tralasciando gli orientamenti politici ed ideologici, e che si riesca tutti a lavorare per il bene comune rispettando le idee degli altri, affrontandoci in dibattiti aperti e sinceri, pretendendo il rispetto incondizionato delle leggi da parte dei vari soggetti, unitamente al rispetto del pensiero altrui, come garantisce la nostra Costituzione.

Movimento Riva Destra di Trento






Un commento A Proposta Malfer Presidente: «proposta faziosa e incostituzionale»

  1. ANTERO ha detto:

    Ottimo intervento !

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