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sabato, dicembre 17th, 2016

 

Oro per i Broker del Martini

Sono ormai 11 anni che numerosi studenti dell’Istituto Martino Martini di Mezzolombardo prendono parte al concorso europeo “Conoscere la borsa”, promosso localmente dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto.

Gli studenti iscritti, raggruppati in squadre, dispongono di un capitale virtuale di 50.000 euro da investire in una rosa di 175 titoli quotati nelle principali Borse europee.

Per vincere bisogna individuare giorno per giorno la migliore strategia di investimento in modo da accrescere il più possibile il valore del proprio capitale di partenza.

La 35esima edizione della competizione ha coinvolto quasi 130.000 studenti provenienti da Germania, Francia, Lussemburgo, Svezia, Messico e Italia. Quest’anno le squadre della nostra Provincia aderenti all’iniziativa sono state 263. La medaglia d’oro se la sono conquistata Daniele Pedri, Valerio Zucal, Alessio Lorandini e Marco Rosa della 5 AFM. La loro squadra ‘Stratton Oakmont Investment’ si è imposta a livello provinciale con un’ottima performance (13,92% in poco più di due mesi!) e si è piazzata quarta a livello nazionale.

I vincitori non si sono lasciati intimidire dal nervosismo dei mercati finanziari causato dalla Brexit e dall’esito inaspettato delle elezioni presidenziali in USA e del referendum costituzionale in Italia. Hanno seguito con costanza le notizie al Tg e sui quotidiani economici per cogliere con un certo anticipo l’andamento dei mercati finanziari e acquistare o vendere i titoli alla luce delle news. Hanno puntato su tre settori in fermento come quello bancario, dell’edilizia e dell’industria automobilistica. E la loro strategia si è rivelata vincente!

Per un soffio è mancato il podio a livello nazionale, ma se si considera che le squadre italiane erano quasi mille, ben venga anche una medaglia di legno!

 


Vergogna Italia: Pazienti italiani cacciati dagli ospedali per far posto ai migranti

A dirlo una circolare choc del direttore dei Presidi Ospedalieri di Cagliari, un documento ufficiale ma riservato.

L’oggetto della circolare è:  «bloccare ricoveri programmati e dimissione pazienti dimissibili».

La denuncia è del deputato di Unidos Mauro Pili che pubblica una circolare del 13 dicembre 2016 firmata dal Direttore Medico dei Presidi Ospedalieri dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Cagliari che recita testualmente: In previsione dello sbarco dei migranti previsto per la giornata di oggi (l’arrivo di 858 migranti con Nave Dattilo, ndr), si invitano le SS.LL. a voler provvedere a bloccare i ricoveri programmati e a dimettere i pazienti dimissibili, al fine di poter affrontare l’eventuale emergenza“. (foto)

La circolare era destinata ai direttori degli Ospedali San Giovanni di Dio e del Policlinico Universitario.  “Una comunicazione imposta dall’assessorato della Sanità di una Regione allo sbando – afferma Pili – che arriva a pianificare lo sfollamento degli ospedali, mandando a casa i pazienti che risultano ricoverati per un motivo, altrimenti non dovrebbero essere ricoverati, e rispedire a casa coloro per i quali era pianificato il ricovero. Non ci sono commenti. E nemmeno troppe interpretazioni. Si tratta di una gestione scandalosa che conferma la totale incapacità a governare tali emergenze e soprattutto l’inadeguatezza della struttura sanitaria”.

Secondo Pili si tratta di “un atto che rasenta la follia e la degenerazione gestionale di questa partita immigrazione: nessuna seria pianificazione con prefetture che danno l’assenso senza aver in alcun modo la certezza della più elementare logistica. E’ evidente che con questa circolare i casi sono due: o si afferma che i pazienti vengono trattenuti indebitamente in ospedale oppure –prosegue Pili – si chiede che vengano dimessi prematuramente rispetto alla prognosi precedente”.  

“L’organizzazione dell’accoglienza non può essere gestita con tale pressapochezza. Come si può dare l’assenso al trasferimento in Sardegna di tanti migranti senza aver verificato le più elementari esigenze dell’accoglienza, a partire da quella sanitaria? Se si devono dimettere i pazienti sardi per far spazio ai migranti – conclude Pili – significa che non esistono le strutture idonee e i numeri sufficienti per garantire una seria accoglienza”.


Consegnati i diplomi di maestro artigiano a nove fotografi, sei videooperatori e un carrozziere

Mestieri che cambiano, per stare al passo con i tempi e le richieste del mercato.

Innovazione e formazione come fattori indispensabili, quindi, ma anche trasmissione dei saperi delle esperienze, “passaggio del testimone” da una generazione all’altra. Leggi ancora


Tragedia a Vermiglio, scivola nel dirupo e muore

La vittima è Mario Bertolini di 55 residente a Vermiglio in val di Sole.

Ieri era uscito di casa per tagliare la legna, non vedendolo tornare a sera i familiari hanno lanciato l’allarme.

Dopo alcune ore di ricerca il boscaiolo è stato trovato senza vita in fondo ad un dirupo. Fatale sarebbe stato il ghiaccio che ha reso il terreno come un campo di pattinaggio.

L’uomo era al lavoro, da solo, in un bosco che conosceva bene. Il corpo è stato ritrovato in una zona particolarmente impervia, dagli uomini del Soccorso Alpino.


«Restel de Fer»: in 4 punti (condivisi) la nuova viabilità di Riva del Garda

Sono quattro i punti sui quali Amministrazione comunale e residenti hanno trovato l’accordo, nella serata di venerdì 16 dicembre nella caserma dei vigili del fuoco in viale Rovereto, a conclusione dell’incontro pubblico sulla proposta di nuova regolamentazione della viabilità della zona nota come «Restel de Fer».

Primo (a breve, entro l’estate), tutta la zona regolamentata come residenziale da Codice della Strada, con limite di velocità di 30 km/h e strade per la gran parte a senso unico, posti auto a lato in linea e dappertutto la via ciclopedonale; secondo, un’ordinanza ad hoc che consenta l’intervento della polizia locale nei casi di chiamata per sosta selvaggia e per altri problemi di viabilità (oggi non sempre possibile proprio per carenze normative), così da sanzionare o rimuovere i veicoli di intralcio alla circolazione; terzo (in tempi subito successivi), i pullman convogliati sul solo tragitto di perimetro, così da evitare i problemi odierni di difficile convivenza (che si traducono in frequenti interruzioni della circolazione e in situazioni di pericolo), con un’indagine di fattibilità per creare aree di sola fermata breve per carico-scarico di passeggeri e bagagli; quarto, il monitoraggio dell’utilizzo dei posti auto (quelli a fianco della strada), per valutare l’opportunità di una regolamentazione dedicata (che, ad esempio, tuteli i residenti).

La zona interessata è quella delimitata da via Padova, viale Rovereto, via Brione e via Filanda, comprendente le vie Treviso, Restel de Fer, Vicenza, Udine, Gorizia, Belluno, Longa e Confalonieri. Si tratta di una zona in cui le strade hanno una larghezza limitata, con problemi di convivenza tra auto, pedoni e biciclette, e ripercussioni sulla vivibilità e sulla sicurezza. I problemi si presentano in particolare durante la stagione estiva, per la presenza di numerose attività ricettive che richiamano un elevato numero di veicoli, anche pullman.

La proposta, che costituisce un approfondimento di dettaglio del PUM, il Piano urbano della mobilità, è stata illustrata dal tecnico incaricato, l’ing. Francesco Seneci, presenti il sindaco Adalberto Mosaner, l’assessore alla mobilità Alessio Zanoni, l’ingegnere capo Sergio Pellegrini, il responsabile dell’Ufficio viabilità Fiorenzo Brighenti e il comandante del Corpo sovracomunale di polizia locale Marco D’Arcangelo.

La proposta illustrata prevede che la gran parte delle strade interessate diventi a senso unico, così da poter ricavare i necessari posti auto (in linea rispetto all’asse stradale) e una via ciclopedonale, che risolva i problemi di sicurezza e vivibilità di oggi. Vista la larghezza limitata della carreggiata della via ciclopedonale (attorno ai 4 metri e mezzo), giocoforza questa sarà a raso e non rialzata, distinta tuttavia in modo netto e visibile con una pavimentazione dedicata di dolore rosso.

Questa soluzione sarà riportata anche in tutti gli incroci, così da contribuire a ridurre la velocità dei veicoli. Il tutto è studiato anche per avitare che la zona possa accogliere traffico di passaggio.

L’area sarà quindi accompagnata da una nuova ordinanza che metta nero su bianco il complesso della nuova regolamentazione, sosta dei veicoli compresa, così da permettere alla polizia locale di intervenire, nei casi che ad oggi nel periodo estivo sono tutt’altro che infrequenti, di sosta non regolare e intralcio alla circolazione, come richiesto dai residenti.

Il problema della difficile convivenza con i pullman diretti alle strutture ricettive sarà risolto creando un percorso obbligato lungo il perimetro della zona. Per questo già a breve partiranno i lavori di ampliamento di via Treviso (che sarà di 6 metri più il marciapiede) e pià avanti di via Longa. Una volta conclusi gli interventi necessari, i pullman accederanno allarea da via Longa per uscirne da via Treviso-via Padova. Inoltre si valuterà la possibilità di realizzare delle aree di sosta breve per i pullman, per il carico-scarico di passeggeri e bagagli, così da risolvere i problemi odierni (la fermata dei pullman blocca o rallenta la circolazione). Per questo sarà presumibilmente necessario sfruttare le possibilità e gli spazi legati alle lottizzazioni della zona.

Su indicazione dei residenti, sarà poi monitorata la situazione circa l’utilizzo dei posti auto, con particolare riferimento ad un utilizzo improprio che vada a scapito dei residenti, nel qual caso si interverrà con una diversa regolamentazione.


Barozzi: «Prevalga il senso civico e si torni al rispetto di leggi e istituzioni»

MORI– A seguito dei fatti di questa notte, il sindaco Stefano Barozzi comunica la ferma e decisa condanna verso episodi per i quali non ci può essere alcuna giustificazione.

A creare una forte preoccupazione è l’unione dei due eventi: un’esplosione notturna, che ha generato un forte boato, e la comparsa di un volantino di rivendicazione. Il Comune prende atto della presa di distanza, dai due episodi, della “Tribù delle fratte”.

«Il progressivo innalzarsi dei toni del confronto sulla realizzazione di un’opera di messa in sicurezza come il vallo tomo e il continuare a screditare le istituzioni, – si legge nella nota del sindaco di Mori – lanciando messaggi fuorvianti, ha evidentemente indotto qualcuno a gesti folli. In questi giorni assistiamo a continui atti di illegalità, quale il blocco del cantiere di messa in sicurezza dell’abitato, e abbiamo visto manifestare il chiaro dispregio e disconoscimento delle istituzioni democratiche, in alcuni casi anche da parte di chi delle istituzioni fa parte; atteggiamenti impropri anche nei confronti delle forze dell’ordine, intervenute su indicazione del questore con professionalità e a tutela della sicurezza di tutti, manifestanti compresi. In questo clima di tensione sta trovando terreno fertile chi ha scelto di compiere questi sconsiderati gesti che, ribadiamo, non hanno giustificazione».

«L’evento non va minimizzato perché, – conclude poi –  evidentemente, qualcuno ha pensato di muoversi in maniera eclatante; non è chiaro di chi si tratti e per quali motivi agisca. In ogni caso, la situazione crea preoccupazione in tutta la comunità. Abbiamo dato comunicazione dell’evento alla Protezione civile, mentre i Carabinieri sono al lavoro per far luce sull’episodio».


L’Università di Trento piange la scomparsa di Paolo Prodi

Cordoglio all’Università di Trento per la scomparsa del professor Paolo Prodi, storico e docente universitario, che fu il primo rettore dell’Ateneo dal 1972 al 1978.

Prodi guidò la allora “Libera Università di Trento” negli anni subito precedenti alla sua statalizzazione: un periodo di grande apertura al territorio e di sviluppo di nuove discipline, che vide tra l’altro anche la nascita della Facoltà di Scienze e poco dopo anche di quella di Economia.

Paolo Prodi era anche il Fratello maggiore dell’ex primo ministro italiano Romano Prodi.

Aveva 84 anni ed era stato tra i fondatori della casa editrice “Il Mulino”,  e appunto docente universitario a Trento, a Roma e all’Alma Mater di Bologna. Candidato del movimento La Rete alle elezioni politiche del 1992, abbandonò il movimento in dissenso con la presa di posizione di Leoluca Orlando a favore del No nel referendum elettorale del 1993.

Paolo Prodi ha tracciato una strada – ricorda il rettore Paolo Collini – non soltanto come storico e autorevole studioso del Concilio di Trento. Vedeva l’Università di Trento come un ponte verso l’Europa. La sua idea di un ateneo accogliente, aperto al confronto e dialogante, con lo sguardo rivolto alla dimensione internazionale, ma anche ai nostri vicini di Alto Adige, Tirolo e del mondo tedesco ha segnato la storia della nostra università. Tuttora proseguiamo il suo disegno nel costruire questi rapporti e nel promuovere collaborazioni sempre più stabili e fruttuose. Il suo ricordo e il suo esempio, oltre alle numerose attività scientifiche che ha contribuito ad avviare, hanno dato solidità e reputazione al nostro Ateneo e reso il Trentino un luogo più aperto e intellettualmente vivace. Esprimo da parte di tutta la comunità accademica il più vivo rammarico per la sua scomparsa».

«Se n’è andato il professor Paolo Prodi e il Trentino perde un uomo che con la sua intelligenza ha lasciato un segno indelebile in questa nostra terra. Trentino d’adozione a partire dagli anni della sua docenza universitaria in città, Prodi è stato tra i primi protagonisti della straordinaria storia del nostro ateneo. Particolarmente attento al rapporto col mondo tedesco, fondò l’Istituto storico italo-germanico e per questa via contribuì a sviluppare in Trentino la memoria storica collettiva, intesa come preziosa risorsa per il futuro. Figlio della migliore cultura popolare cattolica, uomo di lettere e di studi, è stato anche uno dei massimi studiosi del Concilio di Trento. Complessivamente la sua opera ha davvero aiutato la nostra comunità e la nostra autonomia speciale a interpretare le migliori strade per il proprio sviluppo» – Così il presidente del consiglio della provincia di Trento Bruno Dorigatti sulla morte di Paolo Prodi


La relazione di Rossi sul bilancio: «ripresa ancora debole in Trentino ma manovra equilibrata»

Il “cuore” dell’intervento con cui ieri pomeriggio in aula il presidente della Giunta Ugo Rossi ha introdotto l’esame della manovra finanziaria della Provincia per il 2017, che il Consiglio provinciale discuterà la settimana prossima da lunedì 19 a giovedì 22 dicembre fino al voto finale, è tutto racchiuso nelle conclusioni.

“Fondamentale per lo sviluppo della nostra terra e per la tenuta della nostra autonomia – ha detto – è il rapporto fra cittadini e istituzioni nel quadro dei movimenti tellurici che scuotono il mondo della politica nazionale e internazionale. In Trentino per fortuna non si sono manifestate quelle derive populiste che abbiamo visto avanzare in altri contesti e i nostri valori – solidarietà, aiuto reciproco, capacità di fare assieme – sono ancora ben saldi. La nostra è una terra ancora capace di alimentare la discussione al proprio interno e di trovare le giuste mediazioni alimentando il dialogo tra le forze economiche e sociali e fra queste e la politica. Occorre custodire e al tempo stesso far crescere questo capitale sociale – ha esortato Rossi – perché oggi questo patrimonio è messo in discussione. Non è dato per sempre e di questo dobbiamo preoccuparci”. Il presidente ha citato alcune “spie” del disagio sociale come gli edifici destinati ai profughi in due valli del Trentino e colpiti da atti vandalici. “Attenzione – ha avvertito il presidente – perché se questi segnali dovessero crescere, moltiplicarsi, significherebbe che anche nel Trentino dell’Autonomia si stanno diffondendo i germi di una delegittimazione ‘a prescindere’ delle istituzioni che porta alla crisi irreversibile della democrazia”.

Rossi ha sottolineato che in questo contesto alla politica tocca la responsabilità di saper decidere senza attendismi, rimandi e deleghe. “Preferiamo dover perdere consenso e magari diventare minoranza a causa della responsabilità che ci siamo assunti – ha aggiunto riferendosi alla coalizione di centrosinistra da cui è governata la Provincia – piuttosto che vivere nella incapacità a esprimere una visione di società o assumere qualsivoglia decisione”.

Infine Rossi ha difeso la propria adesione al Sì nella recente campagna sul referendum costituzionale che qualcuno ha definito “incauta” dal momento che si prefigurava la vittoria dei No. “La politica è qualcosa di diverso dal tatticismo e o del fiutare la direzione del vento per seguirlo pedissequamente”. Il presidente ha ricordato che in Trentino “c’è un sistema elettorale che consente ai cittadini di scegliere ogni cinque anni chi li governa lasciando il giusto tempo per giudicarne l’operato. Questo significa stabilità, reale possibilità di giudizio e di costruzione responsabile di un eventuale serio cambiamento. Credo nella bontà di questo sistema – ha aggiunto Rossi – e non ho nessuna intenzione di lasciare il mio compito alla guida della Provincia autonoma in direzione di qualsiasi altro impegno che dovesse presentarsi durante questa legislatura”. “Quel cattivo e crescente costume di delegittimare chi sta lavorando, di volerlo semplicemente ‘buttare giù’ fa male a tutti – ha concluso -, non solo a chi ne è vittima ma anche a chi provoca questa spinta. Fa male alla democrazia, alle istituzioni, alle decisioni che faticosamente si stanno assumendo, e che rischiano di rimanere a metà, fa male agli stessi cittadini. Il Trentino è, ripeto, un’altra cosa. Per quanto ci riguarda, confermo il nostro massimo impegno nel portare a termine questo cammino, senza presunzione ma anche senza ambiguità. Il centrosinistra autonomista si assume in pieno le proprie responsabilità e lo fa anche attraverso questa proposta di bilancio”.

Rossi ha riconosciuto che i segnali di ripresa del Trentino sono ancora fragili. Per questo, ha proseguito il presidente, la massima attenzione deve essere da noi rivolta a coloro che non possono riconoscersi nell’affermazione che qui è bello vivere.

Non si tratta solo di pensare a chi è più debole ma anche a chi ha paura di poterlo diventare. Ancora a proposito dell’esito del referendum del 4 dicembre, Rossi ha detto che “pur continuando a pensare che sarebbe stato meglio trovare scritto nella Costituzione il principio dell’intesa, dobbiamo prendere atto che la riforma è stata respinta dalla maggioranza degli elettori”.

Sul bilancio 2017 Rossi ha evidenziato i tre macro-obiettivi della finanziaria 2017: la salvaguardia della crescita del sistema economico locale per aumentarne il grado di competitività; il mantenimento della coesione sociale; politiche a favore delle famiglie per contrastare la denatalità con sgravi fiscali e specifiche erogazioni. Ma il bilancio mira anche a sostenere la domanda pubblica per investimenti sulle infrastrutture. Investimenti che troveranno ulteriore linfa grazie all’assestamento, con cui si potrà finalizzare meglio la distribuzione delle risorse. “Possiamo dire di avere i conti in ordine: in questi anni abbiamo ridotto lo stock di debito”. Lo slogan, con le nuove regole sul pareggio del bilancio, è secondo il presidente “diventare più efficienti, migliorare la nostra capacità di spesa e ridurre gli avanzi al minimo”. La capacità della Provincia di impegnare risorse è di circa il 60% a metà anno.

Rossi ha insistito sulla volontà di sostenere i giovani e le famiglie, di contrastare la denalità e “costruire futuro”: questo bilancio destina 46 milioni a sostegno delle famiglie con sgravi fiscali, riduzione dell’addizionale regionale all’Irpef e introduzione a partire dal 2018 dell’assegno unico provinciale. L’assegno unico sosterrà le politiche familiari in senso lato. Per i giovani si punta a promuovere la loro capacità di innovazione e di auto-imprenditorialità.

La manovra è “sufficientemente equilibrata e invitiamo a riporre fiducia nei suoi contenuti”, ha affermato alla fine del suo intervento il governatore.


Alta Val di Non, domenica si vota per la fusione dei Comuni

Domenica 18 dicembre si vota nei Comuni di Fondo, Malosco e di Castelfondo per il referendum consultivo sull’istituzione del “Comune di Alta Val di Non”.

Complessivamente gli elettori, che decideranno sull’unificazione dei loro municipi sono 1.816 ai quali si aggiungono i 138 elettori residenti all’estero. Le urne saranno aperte dalle  8 alle ore 21.

Affinché il referendum sia valido occorre che in ogni Comune partecipi almeno il 40 per cento degli elettori.

Gli elettori residenti all’estero, pur avendo diritto al voto, non saranno computati per la determinazione del numero dei votanti necessario per la validità del referendum. Il referendum avrà dato esito negativo qualora non sia raggiunta la percentuale di voti positivi di almeno il 50 per cento di quelli validamente espressi in ciascuno dei Comuni di Fondo e Malosco.

La validità del referendum (raggiungimento del quorum del 40 per cento degli elettori esclusi gli iscritti all’AIRE) e l’esito positivo del referendum (maggioranza di voti favorevoli alla fusione) nel Comune di Castelfondo comporterà invece conseguenze limitate al rispettivo Comune.

Gli elettori del Comune di Castelfondo non potranno dunque determinare il “fallimento” del referendum per la fusione di Fondo e Malosco (né potranno “salvare” il procedimento di fusione se i censiti di Fondo e/o di Malosco ne avranno determinato il “fallimento” facendo mancare il quorum del 40 per cento di votanti o la maggioranza di voti positivi).

Lo spoglio delle schede avverrà alla chiusura dei seggi e i risultati saranno pubblicati sul sito internet della Regione


Oltre cento persone alla cena di Natale di «Agire per il Trentino». Presentato il coordinamento «Trentini dal Mondo»

Ieri sera prima cena Natalizia del movimento «AGIRE per il Trentino», il partito fondato dal consigliere provinciale Claudio Cia.

Alla festa natalizia hanno partecipato oltre un centinaio di attivisti provenienti da tutta la provincia di Trento.

«È la dimostrazione – ha dichiarato Claudio Cia – che Agire si sta radicando molto sul territorio ed è pronta ad accogliere il disagio e il malessere dei cittadini che non vengono ascoltati dalla politica oggi a capo del governo trentino».

La cena è stata anche l’occasione per rilanciare l’azione sul territorio (oggi sarà presentato il nuovo coordinamento di Levico Terme con alla guida Alberto Giacomoni) e per presentare a tutti gli ospiti, i responsabili dei vari coordinamenti.

«L’incontro con Claudio Cia mi ha motivato a riprendere il percorso politico che avevo abbandonato perché nauseato dai soggetti politici della nostra provincia» – ha detto Stefano Terranova coordinatore di Rovereto.

Il coordinatore dell’Alto Garda – ha ribadito l’impegno del partito ad essere vicino ai cittadini mentre Sergio Binelli, vulcanico coordinatore delle Giudicarie – Rendena ha rivendicato la vittoria del NO alla riforma Renzi nella giudicarie, «mandiamo a casa subito PD – PATT E UPT» ha concluso fra gli applausi.

«Ala c’è – afferma invece Shalimar Ferrari , stiamo costruendo un coordinamento che comprenderà anche Avio e altri paesi limitrofi».  Sandro Bordignon – coordinatore di Trento – ha riassunto alcuni dati del partito che si sta muovendo molto bene e che raccoglie continue adesioni e consensi e che è diventato insieme alla Lega Nord un riferimento del centro destra Trentino.

Lo stesso Claudio Cia, presa la parola, ha confermato che Agire è una lista civica che si colloca nel centro destra «e non come le altre false civiche che dicono di non essere ne di destra, ne di sinistra, ma poi alla fine vanno solo a fine per candidare nel centro sinistra autonomista».

Particolarmente interessante l’intervento  di Nancy Taranzona la responsabile del neo nato gruppo dei «Trentini dal mondo» che si occupa di coordinare tutti i residenti stranieri nella nostra provincia, «sono grata al Trentino per avermi accolto – ha dichiarato Nancy di fronte ad un pubblico attento – e per questo è giusto che mi metta in gioco e lavori per l’accoglienza degli stranieri in questo meraviglioso territorio che è il Trentino.» 

Cia ha ringraziato Domenico La Cava per l’organizzazione della serata, Gianpiero Robbi capo ufficio stampa insieme al «fido» Matteo e Maurizio Fugatti presente fra gli ospiti. A margine della festa il consigliere di Agire ha confermato l’arrivo dentro il movimento di un grande personaggio molto impegnato nel sociale a livello regionale e di alcune nuove importanti new entry.

Proprio Maurizio Fugatti a margine della serata ha confermato la grande sinergia con il movimento Agire con il quale intendere condividere molti dei punti programmatici del carroccio. «Non capisco – ha poi sottolineato – l’avversione di alcuni gruppi civici ( il riferimento era a Civica Trentina e Progetto Trentino) al dialogo con i partiti nazionali». «Quanto successo al referendum ha mostrato come sia ormai ambiguo da parte delle cosi dette liste Civiche rimanere sospese nel vuoto – ha continuato Fugatti – in un momento dove la politica sta cambiando velocemente e dove i cittadini chiedono ai soggetti politici chiarezza, trasparenza e vicinanza»

Le parole del leader della Lega Nord suonano come un nuovo invito al dialogo da parte di quella parte di minoranza che non sa ancora cosa farà da grande. La verità è comunque nei numeri, Civica Trentina se si votasse oggi farebbe un solo consigliere (Rodolfo Borga), sacrificando Civettini, mentre Progetto Trentino rimarrebbe al palo.

Un centro destra che, sperano in molti, segua la strada dell’unità in un momento difficile per la comunità che con il risultato del referendum ha lanciato un chiaro messaggio. «Basta con i personalismi e unità nel lavoro per raggiungere gli obiettivi»


I 20 vincitori, oltre a ricevere un premio in denaro, saranno ospiti della dodicesima edizione del Festival dell’Economia di Trento

Torna il concorso «EconoMia»: svelato il tema di quest’anno

Anche quest’anno nell’ambito del Festival dell’economia di Trento è stato indetto il concorso «EconoMia», giunto alla sua quinta edizione.

Organizzato dal comitato promotore del Festival con la collaborazione del MIUR – Direzione generale per gli Ordinamenti Scolastici e per l’Autonomia Scolastica, Istituto Tecnico Economico “Bodoni” di Parma, e AEEE-Italia, il concorso intende promuovere una più solida e diffusa cultura economica tra gli studenti e sviluppare nelle scuole l’attenzione alle eccellenze scolastiche.

L’iniziativa è stata infatti inserita dal MIUR tra le competizioni del Programma nazionale per la promozione delle eccellenze anche per l’anno scolastico 2016-17. 

Il tema selezionato per questa quinta edizione è  “La salute disuguale“.

Il concorso è aperto a tutti gli studenti delle ultime due classi di delle scuole secondarie (superiori, licei, istituti tecnici e professionali) e dell’ultimo anno dell’Istruzione e Formazione professionale. Potranno partecipare al Concorso al massimo 15 studenti di ogni scuola, scelti a insindacabile giudizio della scuola stessa in base all’interesse e alla preparazione dimostrata dagli allievi sugli argomenti economici. Il numero minimo di studenti partecipanti per ogni scuola è di 2.

Gli studenti dovranno prima affrontare una prova scritta costituita da item a risposta chiusa o aperta univoca , per poi cimentarsi nella stesura di un saggio breve, finalizzato a valutare le competenze acquisite con lo studio dei materiali e con le iniziative messe a disposizione delle scuole da parte del Comitato promotore.

In palio, per i 20 studenti vincitori, il soggiorno gratuito a Trento durante la manifestazione ed una somma di 200 euro. Le scuole possono iscriversi entro il 15 febbraio 2017. La premiazione avrà luogo all’interno del programma dell’edizione 2017 del Festival dell’Economia di Trento.

Con questo importante riconoscimento alla gara che da quattro anni vede cimentarsi centinaia di studenti sui temi proposti dal Festival dell’Economia di Trento, i migliori piazzati tra i vincitori riceveranno inoltre un ulteriore premio da parte del Ministero e la possibilità di essere inseriti nell’Albo nazionale delle eccellenze.

Per il regolamento completo, si rimanda al sito del concorso «EconoMia».


Buon compleanno Papa Francesco! oggi il Pontefice compie 80 anni

Papa Francesco compie oggi 80 anni.

Un papa molto amato, che gode la fiducia del  90% degli italiani.

Secondo un sondaggio anche il 74% dei non credenti nutre speranza in lui.

Numerose le testimonianze da tutto il mondo nel giorno del suo compleanno.

Per inviare gli auguri di buon compleanno al Papa tramite i social network la Segreteria per la comunicazione del Vaticano ha creato l’hashtag #Pontifex80 dove è possibile trovare anche degli indirizzi email.

Da settimane sono stati inoltre aperti sette account e-mail ufficiali del Vaticano, in varie lingue (come l’italiano, lo spagnolo, l’inglese, il francese e persino il latino), a cui i fedeli possono inviare i loro personali auguri. Alcuni degli indirizzi sono PapaFrancesco80@vaticano.va PopeFrancis@vatican.va, PapaFrancisco80@vatican.va PapaFranciscus80@vatican.va

Ma non sarà un giorno di festa quello del papa ma di intenso lavoro.

Nel giorno del suo 80esimo compleanno –  informa una nota della Sala Stampa vaticana – Papa Francesco presiede alle ore 8, nella Cappella Paolina in Vaticano una concelebrazione eucaristica con i cardinali residenti a Roma. Per il Papa, il resto della giornata sarà “normale”, ricca di impegni: riceverà il presidente della Repubblica di Malta, il prefetto della Congregazione per i vescovi, il vescovo di Chur, in Svizzera, e la Comunità di Nomadelfia.

Dalla Puglia intera è in arrivo un treno speciale con a bordo un Presepe vivente: si tratta di una delle iniziative promosse dalla sezione pugliese dell’Unitalsi, per essere idealmente vicini a Papa Francesco nel giorno del suo 80esimo compleanno. I passeggeri del treno speciale sono saliti oggi a bordo vestiti angeli, popolani e pastori.

Sui vagoni trovano posto anche dei migranti, alcuni dei quali di religione islamica, ospitati dalle cooperativa sociali “Consorzio Matrix” e “L’impronta” che rappresentano i pastori senza casa e senza certezze a memoria del bambino Gesù che è nato in un paese lontano dalla sua casa, perché straniero e perché nessuno volle accoglierlo. Domenica mattina appuntamento a Castel Sant’Angelo da dove parte il corteo che raggiunge piazza San Pietro per assistere all’Angelus di papa Francesco.

Sempre l’Unitalsi nazionale (Unione nazionale italiana trasporto ammalati a Lourdes e santuari internazionali) ha pensato di donare a papa Francesco 5 buoni regalo per «un viaggio a Lourdes da destinare a famiglie di cristiani perseguitati che hanno dovuto lasciare la propria terra e ora sono qui in Italia» ha spiegato Antonio Diella, presidente nazionale dell’Unitalsi. «A Lourdes sono convinto che questa famiglia potrà trovare il nostro affetto e soprattutto l’abbraccio amorevole di Maria».

Per ringraziare il Papa dell’attenzione nei confronti dei più poveri, degli ultimi e degli emarginati, le persone la sezione romana delle Acli ha deciso di regalare a Francesco un quadro, realizzato dal maestro Luigi Inches, del circolo Acli InterTeam Club, che ha come tema la “Speranza”.

«Lo consegneremo la prossima settimana nelle mani di monsignor Konrad Krajewski, elemosiniere del Santo Padre, vuole essere un dono per il Pontefice soprattutto per sostenere le sue per le opere di Misericordia – ha aggiunto Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma -. Francesco è il Pontefice della Misericordia e ci ha insegnato, in questo anno giubilare che abbiamo appena vissuto, a fare in modo che questa guidi ogni nostra azione e ogni nostro pensiero quotidiano per sostenere le tante periferie esistenziali della nostra città».

I REGALI CURIOSI A PAPA FRANCESCO – Una torta a base di mate e arancia per festeggiare gli 80 anni di papa Francesco. Il pasticcere ufficiale di Casa Santa Marta, Francesco Maria Ceravolo ha preparato un dolce a basso contenuto calorico per festeggiare gli ottant’anni del Pontefice. Una torta che tiene conto dei gusti del Pontefice, al quale piace particolarmente il mate, la tipica bevanda argentina che nelle udienze generali viene spesso offerta al Papa dai pellegrini. In cima al dolce, il richiamo al dramma dei migranti: sulla torta, infatti, Ceravolo e i collaboratori che lavorano nella pasticceria di Borgo Pio hanno pensato di inserire tre ostie ornamentali con le immagini che richiamano i migranti. Una, in particolare, raffigura il Pontefice che tiene in braccio un bambino.

Da Sorrento, in provincia di Napoli, un gruppo di fedeli ha inviato un cesto di dolci con sopra un biglietto speciale rivolto direttamente al Papa: «Ogni dolce, vuole essere una carezza rivolta a Lei Santità, e un grazie, per ogni tenerezza, per ogni parola d’amore, per ogni gesto di benevolenza, ogni attenzione che ha avuto verso un bambino solo e maltrattato, un anziano povero e affamato, un uomo lasciato in solitudine. Grazie! Mille volte Grazie a Dio per papa Francesco».

Un prosciutto crudo prodotto dal salumificio Zahre di Ampezzo, paesino di mille abitanti in provincia di Udine allieterà la tavola di papa Francesco nel giorno del suo 80esimo compleanno: è questo il regalo più gustoso e tutto friulano per porgere gli auguri in modo originale al Pontefice.

Altro regalo inusuale per Papa Francesco è in arrivo dalla Croazia e si tratta di un paio di occhiali con la montatura ricavata dal legno dell’ulivo di 1.600 anni che cresce sull’isola di Brioni. A consegnarglieli sono i due artigiani che li hanno realizzati: Viktor e Sanda Jeromel, che realizzano oggetti in legno di tutti i tipi: arrivano in Vaticano assieme al loro figlio tredicenne da Prezid, piccola località del Gorski Kotar in cui si sono stabiliti una trentina di anni fa, provenienti dalla Slovenia.

E tra i doni inattesi c’è sicuramente la preghiera di compleanno per papa Francesco. «Il Papa ci chiede sempre di pregare per lui e noi lo facciamo continuamente. Penso però che sia importante, soprattutto in occasione dell’ottantesimo compleanno, di Francesco, dedicare a lui una preghiera speciale, che possa diventare la preghiera quotidiana ditutti i cattolici e cristiani del mondo per questo Papa», spiega padre Antonio Rungi, teologo morale della Congregazione dei Passionisti.

A Buenos Aires, in Argentina, oggi, giorno del compleanno di Jorge Mario Bergoglio, il governo della città ha organizzato la «notte dei templi»: una cinquantina di chiese distribuite nei tanti quartieri aprono le porte dalle 19 alle 2 del mattino per far conoscere appunto il proprio patrimonio culturale e architettonico. L’obiettivo è la diffusione del dialogo interreligioso. Sempre a Buenos Aires è stato preparato un “mega-tour“guidato per visitare i luoghi della città in qualche modo legati alla vita del Papa: a cominciare dalla casa del quartiere di Flores dove Bergoglio è nato ottant’anni fa e dalla chiesa dove venne battezzato pochi giorni dopo, il 25 dicembre, a Natale.


Vitamina D e autismo: la nuova ricerca.

L’importante ruolo che la vitamina D svolge nei primi stadi di sviluppo del feto, sembra sia tornato al centro dell’attenzione internazionale dopo che alcuni ricercatori australiani hanno scoperto un legame tra la carenza di vitamina D durante la gravidanza e l’autismo. Leggi ancora


La Diatec Trentino torna a vincere 3-1 contro Sora

Mettersi alle spalle la sconfitta di Vibo Valentia e tornare al successo pieno per rilanciare le proprie quotazioni di alta classifica. La Diatec Trentino questa sera, di nuovo di fronte al proprio pubblico, è riuscita a centrare entrambi gli obiettivi, superando la matricola terribile Biosì Indexa Sora nell’anticipo del quindicesimo turno di regular season di SuperLega. Leggi ancora


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