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Lavoratori aree sosta A22: doppia interrogazione di Claudio Cia

Doppia interrogazione, in Provincia e in Regione, del consigliere Claudio Cia, per sollecitare una responsabilizzazione delle istituzioni verso il caso dei 116 gli addetti alle pulizie dei bagni delle 22 aree di servizio lungo l’Autostrada del Brennero, che rischiano da fine anno di rimanere senza lavoro e senza stipendio (116 di cui 70 in regione, 26 in Trentino), perché la nuova ditta che ha vinto l’appalto non è obbligata e non pare intenzionata a riassumere i dipendenti dell’azienda uscente.

Il Consigliere scrive di intervenire in quanto nonostante le giornate di sciopero e i presìdi in alcune aree di servizio, «sembra che l’interesse della politica e degli azionisti pubblici di Autostrada del Brennero Spa non si sia speso, come per esempio ha fatto, almeno a parole, per il caso Sait».

Lavoratori di cooperative che, riporta il consigliere di Agire «a quanto è dato sapere vengono pagati 6,4 euro l’ora, lavorando su due turni: 6-14, 14-22, che non sono stati rappresentati in alcun modo nella gara d’appalto».

Autostrada del Brennero Spa, una società di fatto pubblica, con principali soci la Regione Autonoma Trentino Alto Adige, la Provincia Autonoma di Bolzano e la Provincia Autonoma di Trento, ha dichiarato di non assumersi responsabilità in merito alla tutela dei lavoratori e si rifiuta di farsi parte attiva nel chiamare al tavolo le società che, di fatto, lavorano per loro, mandando oltretutto suoi dipendenti a sostituire quelli in sciopero durante le giornate di protesta.

Un atteggiamento inedito in Trentino, almeno entro questo contesto sociale.

Cia tira in ballo anche il progetto di rimodernamento del casello di Trento centro per 7 milioni di euro, che diverrà una stazione autostradale completamente automatizzata, dotata di due piste di esazione in entrata e due in uscita, anche se in questo verso rimarrà chiusa. «Una operazione molto discutibile e una spesa incomprensibile, che ricorda il precedente del Casello di S. Michele a/A, aperto per trent’anni con una sola uscita, attivandone poi una seconda con il servizio Telepass promiscuo, del tutto insufficiente a reggere il traffico, così che fatta la bretella Trento nord-Rocchetta il traffico proveniente da sud in uscita a S. Michele si è spostato a Trento nord e, con un traffico in uscita quasi dimezzato, Autostrada del Brennero Spa iniziava i lavori di ampiamento trasformandolo in una barriera autostradale da metropoli, esagerata».

«Strategie aziendali, e piani industriali, del tutto opinabili – conclude il consigliere di Agire -, ma che divengono insopportabili quando hanno la contropartita di un disimpegno strutturale verso la tutela dei lavoratori, condannati a essere la parte debole del sistema, mentre dovrebbero rappresentare, e di fatto rappresentano, il motore dello sviluppo».

Ecco che Cia interroga la Giunta provinciale e quella regionale per sapere se sono in corso trattative concrete tra la società, le aziende aggiudicatarie e i lavoratori ed eventualmente con quali esiti e prospettive.

Se le due Istituzioni intendono rendersi responsabilmente parte attiva, come azionista di rilievo della Società Autostrada del Brennero Spa, per sanare questa criticità che ha colpito la parte più debole e forse anche più sfruttata che opera nell’ambito della società e infine, se vi siano spazi per il reinserimento di tali lavoratori e qualora questo non fosse possibile, come intendono attivarsi Provincia e Regione per garantire una continuità lavorativa a queste persone che subiscono passivamente l’indifferenza delle Istituzioni.






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