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Trentino: la Svizzera del giornalismo? Claudio Cia interroga la giunta

Recentemente la stampa ha divulgato alcune cifre riguardanti l’Ufficio Stampa della Provincia, in merito alle quali il consigliere provinciale Claudio Cia ha presentato un’interrogazione.Dalle notizie emerse risulta infatti che, senza contare la Segreteria, l’Ufficio Stampa ha in carico 9 giornalisti (almeno gli ultimi due, assunti in deroga al blocco del turn-over e senza concorso).

Il capo Ufficio Stampa della Giunta provinciale riceve 160.000 euro all’anno.

Poi ci sono 3 capo redattore a 100.000 euro e due giornalisti capo servizio a 50.000 euro, ed è presumibile che anche gli altri tre viaggino su cifre analoghe.

«Retribuzioni che – scrive il consigliere di “Agire” -, al di fuori di questa “Svizzera” dell’editoria trentina, sono oltremodo sopra l’aspettativa di chiunque altro svolga la professione di giornalista per un Editore operante in Trentino. Se poi scendiamo nei più popolati “gironi” dei collaboratori, arriviamo a compensi che non coprono neppure le spese vive che l’esercizio di un buon giornalismo richiede.»

«Stipendi così alti e così diversi dalla norma, l’assunzione senza concorso, la deroga permanente al turn-over, la riconferma (praticamente sempre) di contratti biennali (con la spada di Damocle di restare soggetti alla “linea editoriale” imposta), ne mortifica la professione a discapito di tutti – scrive Claudio Cia -, gettando ombre sulla stessa libertà professionale

Ecco che il consigliere interroga la Giunta per conoscere le cifre relative agli Uffici stampa riconducibili alla Provincia, dal numero di giornalisti e collaboratori che vi lavorano, ai compensi dei vertici, se si è ricorso anche a collaborazioni esterne ed eventualmente per quale spesa, e cosa impedisce l’istituzione di un Ufficio stampa unico.






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