Menù principale

Provinciali 2018: Carlo Daldoss sia coerente e si dimetta da un incarico che riveste spacciandosi per tecnico – di Gian Piero Robbi

L’assessore provinciale Carlo Daldoss, ha finalmente interrotto il silenzio sul suo attivismo politico in vista delle elezioni provinciali del 2018 e lo fa con un intervento sulla stampa locale che non è stato accolto bene dai partiti della coalizione di centro sinistra autonomista.

Daldoss ha preso le distanze dagli stessi, dicendo che non vuole essere «accostato a loro» e alle loro «tattiche», e non si è risparmiato nel criticarli, mettendo in risalto anche la loro incapacità di dare risposte alle esigenze dei cittadini, esprimendo la necessità di iniziative politiche che combinino cambiamento, competenza e coesione.

Le risposte più dure arrivano dal PD, come quella di Italo Gilmozzi , segretario del Pd trentino: «Ritengo questo intervento di Daldoss strano, irrituale e politicamente scorretto, rispetto ai partiti che sostengono la giunta e quindi anche lui. Poi, che i partiti abbiano dei problemi è vero, ma per quanto riguarda il Partito democratico me ne faccio carico io e chi partecipa alla vita del Pd.

E lo stesso vale per come e quando la coalizione dovrà prepararsi per il 2018: dovranno pensarci i partiti e il presidente, come garante della coalizione. I percorsi singoli e solitari non vanno bene e non fanno bene. Aggiungo che non ho mai considerato Daldoss, come un assessore tecnico, vista la sua storia politica ventennale».

Commenta invece così il vicepresidente della Provincia, Alessandro Olivi (Pd): «L’esigenza avvertita dal collega Daldoss di spiegare come sia possibile fare buona politica svolgendo l’incarico di assessore tecnico esterno pretendere di farsi interprete della domanda di una politica capace di rinnovarsi e dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini e delle comunità senza “contaminarsi” con quei partiti tradizionali e la loro attuale debolezza o vetustà che dir si voglia, è un modo scaltro ed una scorciatoia un po’ troppo facile che rischia soprattutto di non raggiungere il fine ultimo che è quello (se è quello?) di costruire una nuova prospettiva di innovazione per il centrosinistra. Il futuro dipenderà proprio invece dalla capacità di rigenerare i partiti e la loro funzione di comunità politiche e di pensiero in grado di dare rappresentanza ai cambiamenti della società senza rincorrere ed alimentare la tentazione di soluzioni personalistiche».

Dura anche la posizione del segretario dell’Upt, Tiziano Mellarini che in precedenza aveva espresso la sua disponibilità a dialogare con Daldoss: «Che i partiti siano in difficoltà, sia a livello locale che nazionale non lo scopre lui. Se c’è una persona che semmai può dire qualcosa al riguardo è il presidente della Provincia, Ugo Rossi, visto che la coalizione di centrosinistra autonomista è rappresentata dai partiti.

Certo, lui può dire quel che vuole ma visto che fa parte di una coalizione, va detto che questa si poggia su partiti, che ne sono l’architrave, pur con i loro deficit. Riguardo alla mia apertura al dialogo con lui, preciso che nessuno vuole tirarlo per la giacchetta, importandolo nell’Upt. Noi stiamo avviando una fase nuova di apertura ad altre persone e realtà. Con lui condividiamo la stessa cultura politica, ma non ci muoviamo per rafforzare lui ma l’Upt».

Ma chi è stato forse più chiamato in causa nell’ intervento di Daldoss è stato il Patt. In un incontro con  i consiglieri provinciali del gruppo il presidente Ugo Rossi ha detto in merito: «Daldoss sta lavorando per rafforzare il centrosinistra autonomista. Non lo capisce solo chi pensa esclusivamente ai suoi voti di preferenza personali e non alla coalizione. Non ritengo dunque che le sue iniziative possano destabilizzare il centrosinistra autonomista».






Lascia un Commento

Your email address will not be published. Required fields are marked as *

*