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130 esuberi tra i dipendenti Sait: quando si taglierà sulla dirigenza?

130 è il numero degli esuberi annunciati dal presidente del Sait Renato Dalpalù e dal direttore Luca Picciarelli, in seguito all’approvazione del piano di ristrutturazione aziendale” da parte del CdA.

130 dipendenti sui 400 che lavorano nella sede centrale, un taglio quindi superiore al 30%, tutti impiegati e magazzinieri.

La questione ora arriverà anche sui banchi della giunta provinciale, infatti il consigliere di Agire Claudio Cia presenta un’interrogazione dove chiede anche se negli ultimi 5 anni le indennità percepite dal Direttore e dal Presidente di Sait hanno subito incrementi, chi le ha determinate, e ad oggi a quanto ammontano se se negli ultimi 5 anni le indennità percepite dai membri del CdA di Sait hanno subito incrementi, chi le ha determinate, e ad oggi a quanto ammontano.

«Un vero e proprio “tributo in esseri umani” che la presidenza ha portato al CdA, in mancanza della capacità di produrre valide alternative commerciali di rilancio. A fronte di tali numeri i dettagli dell’operazione sono stati scarni e non è noto l’obiettivo finale che si vuole raggiungere. Dei 130 esuberi annunciati pare che saranno pochi quelli che potranno andare in pensione, quindi è presumibile che la maggior parte di questi lavoratori finirà in mobilità o in cassa integrazione a zero ore»si legge nella premessa di Claudio Cia.

Il Presidente del consorzio delle cooperative di consumo trentine Dalpalù ha dato una spiegazione: «Si doveva agire sui costi della struttura centrale che, inevitabilmente si ripercuotono sul prezzo dei prodotti. Il costo del lavoro incide per due terzi sul costo della struttura. Per questo ci siamo presi la responsabilità».

«Eppure era solo maggio 2016 – ricorda Cia –  quando la situazione del SAIT veniva presenta con toni decisamente positivi.Ciò che stride con l’annuncio di 130 esuberi tra i lavoratori Sait, è che nel mondo della cooperazione sembri non esserci mai un responsabile. Sorprende che non ci sia una presa d’atto, con le relative conseguenze, dell’inadeguatezza dimostrata dalla dirigenza, che evidentemente fa pagare all’ultimo anello della catena l’incapacità di fare previsioni adeguate e di presentare un credibile piano di rilancio.

Evidentemente tra i “costi della struttura centrale” non vengono considerati quelli dei vertici, in primis l’onnipresente Renato Dalpalù, vero recordman che ad oggi risulta ricoprire più o meno 36 incarichi di cui 28 imprese in cui è presente e 10 come diretto rappresentante di impresa, con 147 cariche recesse. Presidente di SAIT, Presidente di Coopersviluppo S.p.A., Presidente di Fincoop, la Finanziaria Trentina della Cooperazione, Consigliere e membro del Comitato esecutivo della Federazione Trentina della Cooperazione e che abbiamo visto anche come Presidente di Primiero Sviluppo e Consigliere della Vales s.c.s. e di altre cooperative sociali come la Alisei. Cumulo di incarichi che non poco si prestano a innescare possibili conflitti di interessi».

Secondo il consigliere di Agire si tratterebbe di un intreccio tutto all’interno del mondo della cooperazione (e della Provincia), con SAIT che ad esempio controlla il 50% di Trentino Sviluppo e il 51% di Coopersviluppo, che a sua volta controlla il 20% di Primiero Sviluppo, quest’ultima controllata al 40% da BTD Primiero e 40% dalla Famiglia Cooperativa di Primiero… «tanto per arrivare a ricordare alcune società già note alle cronache per operazioni che poco richiamano i valori della cooperazione; anzi, più propriamente fanno carta straccia dei principi portati avanti da don Guetti, come l’assenza di fini speculativi dall’impresa cooperativa»conclude Cia.

Cia nella sua interrogazione chiede anche si sapere quali sono le situazioni di difficoltà economica, finanziaria o commerciale in cui versa il Sait e tali da giustificare un tale taglio del personale; come usciranno gli esuberi, in quali settori saranno scelti e qual è l’obiettivo che ci si propone di raggiungere con tale piano di “ristrutturazione aziendale”; come è possibile che una realtà in una situazione così delicata sia presieduta da un presidente con un cumulo di incarichi dirigenziali – con, si presume, rispettivi compensi – tale da mettere in dubbio l’umana capacità di gestire una piccola impresa e in quante e quali società, a partecipazione diretta o indiretta della Provincia di Trento, è rincontrabile la presenza come titolare di cariche o qualifiche dell’attuale Presidente di Sait, e a quanto corrisponde il cumulo delle rispettive indennità.






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