Menù principale

Inaugurata la nuova sede dell’Associazione Amici di San Patrignano

L’Associazione Amici San Patrignano ha una sola sede in regione, quella, appunto, di Lavis. “Una squadra di sette persone, ecco il direttivo”, ha detto il responsabile Maurizio Folgheraiter.

Tanti i ragazzi trentini, anche minorenni, che debbono essere aiutati perché cadono nel baratro della tossicodipendenza. Un team che lavora con grande passione e determinazione. “180 colloqui con famiglie nuove“, vengono fatti annualmente. Uno dei problemi più difficile è far capire che il ruolo genitoriale va esercitato fino in fondo, è stato detto.

Un’associazione gestita totalmente da volontari che in 15 anni è molto cresciuta: dai 15 soci del 2001 si è passati agli attuali 200, suddivisi in 5 gruppi settimanali di auto mutuo aiuto (nel 2010 vi era solo un gruppo) che si riuniscono ogni giorno dal lunedì al giovedì, dalle 19.30 in poi, per raccontarsi e supportarsi a vicenda, guidati dai suggerimenti di chi ha già concluso il percorso.

Sono sempre più numerose le famiglie che scelgono di affidarsi all’approccio di San Patrignano, comunità di recupero che vanta una percentuale di successo che supera il 72% (contro un 20% di media delle altre comunità).

Percentuale calcolata dall’Università di Bologna, Urbino e Pavia su campioni ex ospiti della comunità a distanza di cinque anni dalla conclusione del percorso.

La comunità prevede una permanenza di 3/4 anni, in cui i ragazzi vengono stimolati ad affrontare i loro problemi e a lavorare sulla propria autostima, senza l’ausilio di trattamenti farmacologici. Ognuno di loro viene affidato ad un settore lavorativo – dalle coltivazioni agli allevamenti, dal caseificio alla cantina, dal centro medico al settore chimico e poi ancora falegnameria, decorazioni, tessitura, norcineria, pizzeria, call center, comunicazione, ecc. – dove acquisisce delle competenze che potranno essere utili anche una volta conclusa l’esperienza in comunità. San Patrignano offre ai giovani anche l’opportunità di riprendere gli studi abbandonati o di accedere a corsi di formazione.

Se nel 2005 i ragazzi trentini a San Patrignano erano 20 (15 nella sede di Coriano, Rimini, e 5 inseriti in comunità ad essa collegate), oggi sono 78. Solo nel corso del 2015 sono entrati 15 ragazzi, nel 2016 ne sono entrati altri 18 e, probabilmente, da qui alla fine dell’anno ne entreranno altri 6, per un totale di 24.

Sono oltre 300 le persone che hanno contattato l’Associazione Amici di San Patrignano durante il 2016. Oltre 80 le famiglie che hanno instaurato rapporti di continuità con l’associazione per aiutare persone in difficoltà. Fra i compiti dell’associazione c’è quello di accompagnare le famiglie, appunto, che hanno un componente con problemi di disagio legati all’uso di droghe per affrontare il problema con i giusti strumenti e modalità.

Fra le attività svolte anche quella di informazione e prevenzione sui temi legati alle tossicodipendenze con testimoni che hanno terminato il percorso in comunità e sono tornati liberi dalla tossicodipendenza.Oltre 150 le persone che, settimanalmente, partecipano ai gruppi di Auto Mutuo Aiuto.

In sala anche il governatore Ugo Rossi con il presidente del consiglio provinciale Bruno Dorigatti che ha dichiarato: «Noi dobbiamo curare la “malattia” e creare però anche le condizioni per un percorso complessivo, che va oltre e pensa al ritorno nella società, che pensa al lavoro».

«Oggi siamo in grado di fare bene se siamo uniti, –  ha proseguito Dorigatti,  – se condividiamo le difficoltà, se concentriamo gli sforzi su una soluzione che va cercata e trovata insieme. In quella che ha definito “una società arida e individualista».

Il Presidente ha lodato esperienze di volontariato come quella dell’Associazione Amici di San Patrignano che permettono di fare la differenza nell’affrontare situazioni di gravissimo disagio e diventano punto di riferimento per numerose famiglie.

Dorigatti ha ringraziato tutti coloro che si spendono nel progetto, «un lavoro prezioso dove la politica non riuscirebbe mai ad arrivare». «Il compito delle istituzioni, infatti» – ha osservato – «è quello di supportavi e creare le condizioni affinché il progetto si realizzi nel suo complesso».






Lascia un Commento

Your email address will not be published. Required fields are marked as *

*

CHIUDI
CLOSE