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Discusse le 24 «question Time», le risposte della giunta provinciale

La prima delle due giornate in aula del Consiglio provinciale si è aperta ieri con una riunione dei capigruppo che ha permesso di inserire con procedura d’urgenza all’ordine del giorno della seduta in programma a fine novembre, un disegno di legge della Giunta volto ad una variazione del bilancio di quest’anno per un valore di circa 131 milioni di euro.

L’assestamento consegue al recente sblocco da parte dello Stato delle risorse del fondo vincolato e ne programma l’utilizzo soprattutto in campo sanitario per evitare avanzi nel bilancio 2017.

L’assemblea ha poi discusso le 24 question time.

Ecco riassunte le question time presentate dai consiglieri alla giunta e le relative risposte immediate. 

Lorenzo Ossanna: dissuasori di velocità sulla provinciale 106 S. Michele all’Adige. – Ossanna (Patt) chiede l’installazione di due dissuasori di velocità vicino alle abitazioni che si affacciano sulla parte terminale di via Biasi, lungo la provinciale 106 S. Michele all’Adige.

La risposta. Il problema c’è, ha detto l’assessore Gilmozzi, soprattutto dove ci sono case che si affacciano sulla strada Ma il codice della strada su una strada provinciale vieta l’installazione di dossi. La Pat cercherà comunque soluzioni per garantire la sicurezza.

La replica. Ossana ha ricordato che ci sono problemi seri di sicurezza e la velocità dei mezzi va limitata.

Claudio Civettini: Crosano, e Patone e Castel Tesino, urge  chiarezza sui consorzi. – Civettini (Civica Trentina) sollecita la risposta a un’interrogazione scaduta nel maggio scorso sulla situazione “opaca” dei consorzi di Crosano, Patone e Castello Tesino, e chiede come s’intende ripristinare la correttezza gestionale visto il debito di 90 mila euro.

La risposta. L’assessore Dallapiccola ha detto che i consorzi di miglioramento in Trentino sono 240 e i problemi sussistono solo su tre. Ogni tre anni, ha ricordato, viene fatta una revisione contabile per evitare eccessive esposizioni debitorie. L’approvazione dei progetti sono sottoposti alle assemblee dei consorzi e norme recenti, ha ricordato Dallapiccola, hanno fissato un numero minimo di soci per evitare, come è accaduto per i consorzi in difficoltà, che una sparuta minoranza decida gli investimenti. Nello specifico, a Patone, ha detto l’assessore, c’è la volontà dei soci a concorrere all’abbattimento debiti. A Crosano si stanno risolvendo i problemi. A Castel Tesino c’è un commissario che sta riportando i conti in ordine.

La replica. Civettini ha detto che anche a Patone e Crosano i problemi ci sono e gravano sui soci. A Castello Tesino, ha agggiunto, sono stati emessi 90 mila i ruoli da pagare e a qualche socio sono arrivate cartelle da 9 mila euro. Nell’assemblea tutti ha chiesto lo scioglimento del consorzio ed è evidente che non sono stati fatti i controlli. La Pat almeno dovrebbe prevedere, in questi casi, pagamenti rateizzati.

Nerio Giovanazzi: stop ai finanziamenti per il collegamento Loppio-Busa? – Giovanazzi (Amministrare il Trentino) vuole sapere se corrispondono al vero le recenti notizie riguardanti il rischio che vengano a mancare le risorse necessarie per finanziare la realizzazione del collegamento Loppio-Busa.

La risposta. Gilmozzi ha confermato che la copertura finanziaria per la Loppio – Busa c’è. E’ stata approvata nel 2015 e continua ad essere mantenuta e ci sarà nel bilancio 2017. A novembre si avviano le procedure per l’unità di S.Isidoro, alle quali seguiranno quelle per la seconda unità funzionale, cioè la galleria, si farà e la bonifica della Maza e infine la strada dalla Maza al Cretaccio. Le notizie uscite dai giornali, che hanno messo in relazione la questione finanziaria con lo Stato con la realizzazione della Loppio – Busa non hanno fondamento, ha concluso l’assessore.

La replica. Giovanazzi ha preso atto della risposta di Gilmozzi ma ha ribadito le suo perplessità sul progetto.

Claudio Cia: si incentivano le aziende per ridurre a monte l’utilizzo di imballaggi? – Cia (Gruppo misto) chiede quali siano le politiche della Pat per incentivare aziende e attività commerciali a ridurre a monte l’utilizzo di imballaggi, e se la scelta di introdurre tariffe disincentivanti la separazione della frazione differenziabile (più plastica conferisci, più paghi), sia coerente con le direttive europee.

La risposta. L’assessore Gilmozzi ha risposto affermando che la riduzione dei rifiuti è un obiettivo contenuto nel piano della Provincia di gestione dei rifiuti urbani. Serve però una politica di rete e l’introduzione in Alta Valsugana di nuove tariffe va nel verso di una qualificazione della raccolta di plastica perché, nella zona, l’indice di impurità e alta. Quindi, ha aggiunto l’assessore, le politiche tariffarie hanno l’obiettivo di disincentivare i comportamenti poco virtuosi e sono quindi giustificate.

La replica. Cia ha ribadito però che i cittadini non possono limitare gli imballaggi, visto che questo dipende dalle aziende. Con il sistema introdotto il Alta Valsugana, ha aggiunto, il cittadino paga lo smaltimento degli imballaggi 4 volte: quando acquista l’imballaggio, quando fa la differenziata, con la chiavetta elettronica e, infine, nella fattura che arriva a casa.

Alessio Manica: perché prodotti non trentini forniti alle mense pubbliche di materne e nidi di Trento? – Manica (Pd) vuole sapere se il Comune di Trento, nel bando di gara predisposto per la fornitura triennale di prodotti alimentari per le mense delle scuole materne e dei nidi – gara vinta da aziende non trentine – abbia rispettato le disposizioni provinciali che promuovono il consumo di prodotti trentini a basso impatto ambientale, oppure se esistano falle nella legge del 2009 o nella sua attuazione.

La risposta. Dallapiccola ha risposto che il comune di Trento ha fatto la scelta che ha fatto perché non ci sono norme specifiche per intervenire sulle stazioni appaltanti, ma la Giunta, ha ricordato, approvando una modifica di una delibera del 2011 , ha stabilito che, d’ora in poi, al prodotto bio, nel punteggio di gara, potranno essere equiparati i prodotti a basso impatto ambientale, cioè quelli che richiedono trasporti su gomma inferiori ai 70 km. Il bando del comune di Trento, ha concluso l’assessore, è di 70 pagine e gli appaltatori avrebbero avuto gli spazi per portare sulle mense della città i prodotti trentini.

La replica. Manica ha detto che se non si riescono a controllare le stazioni appaltanti la norma provinciale sui prodotti locali rischia di essere vanificata.

Chiara Avanzo: in quali tempi la SS 47 sarà un’autostrada? – Avanzo (Patt) vuole conoscere i tempi dei lavori di trasformazione della SS 47 della Valsugana in autostrada senza pedaggio, se sia stato valutato il traffico attuale e dei prossimi anni, e come si pensi di fronteggiare il previsto aumento del transito di mezzi pesanti.

La risposta. All’inizio del 2017 si inizieranno gli interventi per il miglioramento della statale della Valsugana, tra i quali quelli previsti per tutelare la sicurezza e l’ambiente, come le barriere antirumore a Levico e altri interventi per garantire la sicurezza a Villagnedo e Ospedaletto. Per quanto riguarda i volumi di traffico, i monitoraggi, ha detto ancora Gilmozzi, ci dicono che, nonostante la crisi, si è mantenuto invariato il volume di traffico tra Veneto e Trentino, ma è in forte aumento quello tra Trento e Valsugana. Gli interventi infrastrutturali futuri avranno l’obiettivo di bloccare l’aumento del traffico in Valsugana.

La replica. Il timore espresso dalla consigliera è che l’avvio della Pedemontana, in Veneto, porterà ulteriore traffico il Valsugana.

Manuela Bottamedi: perché non mantenere la struttura di oculistica all’ospedale di Trento? – Bottamedi (Gruppo misto) vuole sapere il perché del progressivo smantellamento del reparto di oculistica dell’ospedale S. Chiara di Trento, declassato da struttura complessa a struttura semplice e accorpato a Rovereto, nel cui reparto è prevedibile che si allunghino i tempi di attesa soprattutto per il trattamento della maculopatia.

La risposta. L’assessore Zeni ha risposto affermando che i cambiamenti organizzativi di oculistisca vanno contestualizzati nella logica di rete del sistema ospedaliero provinciale. A Trento non sono previsti cambiamenti ne per la maculopatia ne per l’oculistica operatoria. Rovereto, ha aggiuntio, si è rilevata vincente anche per contenere la fuga di pazienti verso Verona. Anche se Trento non è per nulla sguarnita: per esempio, una parte di attività è stata spostata a Villa Igea per le patologia della cornea. Nel primi 10 mesi del 2016, ha aggiunto Zeni, a Trento sono stati presi in carico 218 pazienti e a Rovereto 268. I tempi d’attesa per la maculopatia senza Rao per quanto riguarda Trento sono stati di 25 giorni e a Rovereto di 23,3.

La replica. Zeni, ha replicato la consigliera, ha confermato lo spostamento di oculistica dal S. Chiara a Rovereto. Ma in Italia non c’è un ospedale regionale, ha concluso, senza una struttura complessa di oculistica. E, anche nella logica del nuovo ospedale, si capisce ancor meno l’obiettivo di questo disegno.

Luca Giuliani: attuare l’impegno di sollevare dalla Siae i soggetti no-profit. – Giuliani (Patt) vuole sapere se sia stata attuata la mozione che impegnava la Giunta a rendersi portavoce presso Parlamento e Governo dell’esigenza di sgravare dagli oneri Siae le attività svolte dalle associazioni no-profit.

La risposta. L’assessore Gilmozzi ha riferito che le verifiche di carattere giuridico circa la possibilità di effettuare questo sgravio non hanno ancora avuto un esito univoco. In ogni caso la Pat ha proposto alla Siae un’intesa perché la Provincia o i Comuni possano accollarsi gli oneri imposti alle associazioni. Fin’ora la Siae non si è però resa risponibile a quest’intesa. . La Giunta, ha assicurato Gilmozzi, sosterrà comunque le associazioni no-profit. Il presidente e il senatore Fravezzi si sono attivati presso il governo per arrivare una soluzione difficile da ottenere essendo problematico modificare la relativa legge nazionale.

La replica. Soddisfatto Giuliani, che ha chiesto di informare i Comuni della possibilità di accollarsi gli oneri Siae delle associazioni no-profit.

Giuseppe Detomas: Canazei: quale alternativa all’impianto di teleriscaldamento? – Detomas (Ual) evidenzia come oggi la Provincia consideri impraticabile la realizzazione a Canazei dell’impianto di teleriscaldamento alimentato a biomassa che a suo tempo l’amministrazione comunale aveva preferito al metano, e chiede quale soluzione a basso impatto ambientale la Giunta intenda adottare per superare l’utilizzo del gasolio.

La risposta. L’assessore Gilmozzi ha spiegato che il Comune di Canazei potrebbe essere “facilmente metanizzato” e che la Provincia ha stabilito che la realizzazione di impianti come questo avvenga tramite gara. Quindi se il Comune di Canazei desidera accedere alla metanizzazione dovrà chiederlo e, in seguito alla domanda, la Provincia si farà carico di inserire anche questo intervento nel bando di gara perché venga realizzato in tempi certi.

La replica. Soddisfatto Detomas, perché a suo avviso “sia la metanizzazione sia l’intervento per un impianto a cippato metterebbero Canazei in una condizione di maggiore attrattività e competitività”.

Massimo Fasanelli: Trilinguismo nelle classi, ma non nei siti Vivoscuola e delle piste ciclabili. – Fasanelli (Gruppo misto) lamenta la mancata traduzione almeno in inglese dei testi racchiusi nei siti della Provincia e nel portale “Vivoscuola” – un paradosso, visto l’investimento nel progetto del trilinguismo – e nel sito delle piste ciclabili, e sollecita a colmare questa grave lacuna.

La risposta. L’assessore Gilmozzi ha negato che le cose stiano in questo modo, perché esistono vari siti della Provincia, riferiti a molti settori, compreso quello scolastico e formativo, che utilizzano sia l’inglese sia il tedesco. Quanto al cicloturismo evidenziato da Fasanelli, l’assessore ha ricordato che il sito di Trentino Marketing utilizza l’inglese, il tedesco, l’olandese, il polacco, il ceco e il russo, per promuovere questa attività. Il portale Vivoscuola è in fase di ristrutturazione al termine della quale appariranno anche le lingue straniere.

La replica. Fasanelli ha chiarito di non aver detto che non esistono siti della Provincia che utilizzano lingue straniere, ma che vi sono portali dove cliccando sulla bandierina della lingua inglese si aprono testi in italiano. E ha ribadito che il problema della mancanza della traduzione in inglese dei testi nel sito dedicato cicloturismo esiste e che potrebbe essere risolto immediatamente.

Donata Borgonovo Re: quali iniziative per salvare la Tassullo spa? – Borgonovo Re (Pd), chiede alla Giunta quali iniziative intenda assumere per concorrere alla salvaguardia del patrimonio economico e sociale costituito dalla Tassullo spa, impresa preziosa non solo per la valle di Non, tenyuto conto del grande valore costituito dalle celle ipogee della ditta.

La risposta. L’assessore Gilmozzi ha letto la risposta fornita dal collega Olivi sottolinenando il valore anche a livello europeo delle celle ipogee. La Provincia ha sostenuto questi volumi sotterranei a livello legislativo intervenendo sia sulle leggi delle cave e sull’agricoltura, ma anche amministrativo e agevolativo con investimenti superiori ai 2 milioni di euro. La Provincia ha avviato confronti con le parti sociali e imprenditoriali per non lasciare nulla di intentato per la salvaguardia dell’azienda e dell’occupazione puntando su energia, celle ipogee e conservazione di materiali. Dopo il licenziamento di 42 dipendenti, in considerazione della valenza occupazionale e della complessità organizzativa del gruppo, l’assessorato ha chiesto supporto al Ministero dello sviluppo economico per rilanciaree l’attività dell’impresa proponendo il coinvolgimento anche di investitori internazionali. La Provincia sarà dispinibile a valutare un intervento finanziario collegato con il piano di rilancio nazionale dell’azienda. Quanto ai dipendenti rimasti disoccupati sono stati attivati tutti gli ammortizzatori sociali e gli interventi dell’Agenzia del lavoro. Fondamentale per la Giunta sarebbe se anche il privato trentino trovasse la forza per rendersi partner di questo progetto di rilancio della Tassullo Materiali spa.

La replica. Borgonovo Re ha sottolineato come i dipendenti della Tassullo, che sono anche soci dell’azienda, ritengano che l’attività produttiva sia senz’altro da sostenere. Tant’è vero che nell’assemblea dell’aprile scorsosi erano dichiarati disponibili a riununciare ai loro emolumenti pur di favorire il rilancio della società. La possibilità di rientrare dalle difficoltà dell’azienda, quindi, esistono. E per la consigliera l’incontro che domani i lavoratori della Tassullo spa avranno con i consiglieri provinciali a margine dei lavori in aula, potrà fornire ulteriori elementi in questa direzione.

Lucia Maestri: Unità operativa Intermuseale al via il 1° gennaio 2017? – Maestri (Pd) chiede se per la programmazione e la gestione coordinata del sistema museale del Trentino siano stati coinvolti i direttori dei musei e se la tempistica prevista sia stata rispettata perché dal 1° gennaio 2017 possa essere operativa, come programmato, l’Unità operativa intermuseale.

La risposta. L’assessore Mellarini ha ricordato che il 23 marzo scorso hanno preso il via gli incontri tra i direttori dei musei per dare attuazione alle direttive della Giunta. Responsabile è stato nominato il dottor Diego Ferretti. Il primo step organizzativo ha riguardato il personale dei musei per verificare la dotazione in funzione della gestione associata, che è stata momentaneamente sospesa. Ad oggi si sono svolte sei riunioni dei direttori e vi sono stati quattro incontri dell’Unità operativa intermuseale.

La replica. Maestri ha precisato di aver presentato questa interrogazione in termini propedeutici alla riorganizzazione gestionale dei musei e soprattutto per chiarire la questione del coordinamento dei direttori. Dal momento che l’assessore ha dato conto della presenza dei direttori a tutti gli incontri, per Maestri questo vuol dire che è possibile credere alla fattibilità del previsto processo di riorganizzazione del comparto.

Marino Simoni:  a che punto siamo con gli altri investimenti per S. Martino e Rolle? – Simoni (Progetto Trentino), nel ricordare che la prima fase dei lavori di ammodernamento delle aree sciistiche di San Martino e Passo Rolle previsto dal protocollo d’intesa sottoscritto con la Provincia con la Comunità del Primiero – del valore di 6 milioni di euro – è in fase autorizzatoria, chiede notizie in merito alla liquidazione di queste risorse, alla progettazione di tutti gli altri investimenti, alla disponibilitià nel bilancio provinciale ulteriori risorse finanziarie, e alla prevista compartecipazione degli enti locali alla spesa.

La risposta. L’assessore Dallapiccola ha confermato che la prima parte del protocollo è in fase di realizzazione con l’allargamento di alcune piste, la creazione di un bacino di accumulo e del relativo impianto di innevamento. Queste opere, già disponibili per la prossima stagione invernale, saranno acquistate l’anno prossimo da Trentino Sviluppo per un valore vicino a quello peventivato. La Provincia interverrà poi con altri 3 milioni per la realizzazione delle altre piste e saranno per questo aggiornati i piani di Trentino Sviluppo. Quanto al collegamento S. Martino – Passo Rolle la Guinta procederà in tempi brevi alla predisposizione del progetto preliminare. Dallapiccola ha concluso sottolineando che il programma previsto dal protocollo d’intesa è stato “fondamentalmente rispettato” e “con il nuovo business plan che stiamo attendendendo dalla società potremo procedere alla realizzazione della seconda parte del protocollo”.

La replica. Simoni si è dichiarato insoddisfatto della risposta, evidenziando come il problema di fondo non chiarito dall’assessore riguardi la necessità che le imprese siano pagate, mentre tutti si rimpallano questa responsabilità. Per il consigliere se non vi sarà trasparenza su questo punto non sarà possibile procedere con i lavori nè progettare il collegamento S. Martino – Rolle, mancando certezza in merito alle risorse finanziarie.

DISCUSSE NEL POMERIGGIO LE RIMANENTI 11 INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

Nel pomeriggio il Consiglio provinciale ha concluso l’esame delle 11 interrogazioni a risposta immediata che non erano state discusse stamane.

Walter Viola: come sono andati gli incontri romani per la Tassullo spa? – Viola (PT) chiede quale esito abbiano avuto gli incontri dell’assessore Olivi con il viceministro dell’economia Morando per individuare possibili soluzioni alla crisi della Tassullo spa, e quali interventi siano attuabili da parte dello Stato e della Provincia prima che la ditta cessi l’attività.

La risposta. L’assessore Gilmozzi, che aveva già risposto a un’analoga interrogazione presentata stamane da Borgonovo Re, ha ribadito che l’impegno della Provincia è avenuto anche con investimenti nella fase attiva a sostegno della Tassullo spa, in particolare nel ramo edilizio dove però il drastico calo della produttività, diminuita di un terzo, ha portato ugualmente alla crisi. Inoltre l’assessorato si è mosso per tenere insieme i tre asset della società – energia, celle ipogee, edilizia e materiali – anche se oggi la Tassullo si trova in una fase fallimentare. Infine non sono stati solo attivati ammortizzatori sociali per i lavoratori, ma la Provincia ha preso contatti con il Ministero per evidenziare che la Tassullo Materiali spa ha caratteristiche tali da riversire anche un interesse nazionale.

La replica. Viola, pur ringraziando l’assessore, ha messo in luce il persistere di alcuni punti di domanda, perché la Tassullo spa è una public company con 600 soci e presenta una realtà molto ramificata e non solo in val di Non. Certo, ha osservato il consigliere, è in atto una procedura di fallimento, “ma è altrettanto vero che accompagnare il percorso di un’azienda di questo tipo perché venga salvaguardato il più possibile quel che ha prodotto, è il minimo che la Giunta provinciale possa fare. Non tutto quel che si sarebbe potuto fare è stato fatto e forse ora non c’è più tempo.

Gianfranco Zanon: anche il 1515 per l’ambiente nel nuovo 112. – Zanon (PT) chiede se sia previsto di inserire nel nuovo numero unico per le emergenze, il 112, che sarà attivato nei prossimi mesi e in cui confluiranno il 112, 113, 115 e 118, anche il servizio di emergenza ambientale 1515, riferito al Corpo forestale anche per gli incendi boschivi.

La risposta. L’assessore Gilmozzi ha ricordato che la centrale unica del 112 servirà a smistare le chiamate dell’emergenza ai numeri di soccorso competenti dopo aver garantito la collaborazione necessaria eliminando le possibilità di sovrapposizione. Quindi con l’attivazione della centrale unica di risposta 112 viene mantenuta inalterata l’operatività attuale anche per il corpo forestale e per il numero 1515, mentre cambia solo il numero che la coordina che sarà il 112.

La replica. Secondo Zanon, “non convinto” dalla risposta, il servizio del 1515 non è stato coinvolto nè si capisce se lo sarà in futuro.

Gianpiero Passamani: riattivare indirizzo tecnico-economico al Marie Curie. – Passamani (UpT) vuole avere notizie in merito alla possibile riattivazione dell’indirizzo tecnico/economico al Marie Curie di Pergine con il nome provvisorio “Tributario dell’impresa”, viste le molte richieste dei genitori e delle imprese, e in particolare del progetto concordato dai docenti con il Dipartimento della conoscenza.

La risposta. L’assessore Gilmozzi ha confermato la scelta della Giunta di sopprimere anche per l’anno prossimo il corso tecnico/economico, ma con l’impegno ad effettuare un monitoraggio biennale delle iscrizioni al fine di valutare l’opportunità di riattivare il percorso a partire dall’anno scolastico 2018-2019. In questi mesi il Dipartimento della conoscenza della Provincia ha anche aperto un tavolo di lavoro con la scuola per renderla piuù aderente ai bisogni del territorio. Nel 20117-2018 non sarà dunque riattivato il percorso ma si verificherà nei prossimi mesi l’andamento delle iscrizioni per valutare la possibile apertura dell’indirizzo “Tributario”.

La replica. Passamani, soddisfatto della risposta, si è impegnato a verificare che questo sondaggio sulle esigenze della zona sia effettuato ed ha auspicato un esito favorevole all’attivazione del corso.

Walter Kaswalder: no a scorrettezze nel riconoscimento di una scuola di sci. – Kaswalder (Patt) chiede alla Giunta come intenda vigilare sul corretto svolgimento delle procedure attualmente in corso per la revoca del riconoscimento di una scuola di sci, procedure che il Difensore civico ha giudicato illegittime perché basate sulla previsione di condizioni e requisiti ulteriori rispetto a quelli indicati nel regolamento.

La risposta. L’assessore Dallapiccola ha risposto “assolurtamente no”. “Lei insistre su un tema che è inviso da tutte le 44 scuole di sci provinciali. Solo due non erano in ordine in merito alla mancata effettuazione dei 60 giorni di attività. Una delle scuole ha prodotto i giustificativi richieste, l’altra no. In mancanza di queste la scuola potrà comunque operare ma al di fuori del regime fiscale agevolato.

Maurizio Fugatti: sono state pagate 4 fatture emesse Da Deoloitte? – Fugatti (Lega Nord Trentino) chiede quale sia ad oggi la situazione attuale del contratto sottoscritto con Deolitte e se la Provincia abbia pagato o dato mandato a Informatica Trentina di pagare 4 fatture emesse da Deloitte per consulenze per un importo complessivo di 1.148.224 euro più Iva.

La risposta. L’assessore Olivi ha risposto che sotto il profilo tecnico le verifiche sono state completate, ma il pagamento delle 4 fatture non è ancora avvenuto tenuto conto dell’esigenza di attendere la conclusione delle vicende giudiziarie legate ai rapporti tra Informatica Trentina e Deloitte.

La replica. Fugatti ha ricordato che il 26 gennaio 2016 il presidente Rossi aveva detto in aula che sarebbero state effettuate verifiche per valutare se i lavori previsti dai contratti con Deloitte erano stati svolti o meno. Ma la Giunta si era comunque impegnata a pagare quelle fatture. Oggi l’assessore Olivi dichiara che invece quelle fatture non sono state pagate. “Ciò dimostra – ha concluso Fugatti – che i dubbi da noi espressi l’anno scorso in merito alle consulenze affidate a Deloitte erano fondati”.

Filippo Degasperi: radiologia al Villa Rosa senza apparecchio e con poco personale? – Degasperi (M5stelle) chiede quali costi ed effetti avrebbe per i pazienti privare il nuovo Villa Rosa dell’apparecchio telecomandato “Luminos” a Borgo, quale sia l’attuale dotazione di personale del Servizio radiologia dell’ospedale e per quanti giorni sia rimasto chiuso dal gennaio scorso ad oggi il servizio di diagnostica ecografica.

La risposta. L’assessore Zeni ha risposto affermando che Villa Rosa, progettata negli anni ’80, è sovradimensionata e col comune si sta facendo un ragionamento per concentrare il distretto nella struttura sanitaria. L’attività diagnostica va vista, anche in questo casi, in rete: c’è un unità di radiodiagnostica di Pergine e Borgo e su richiesta del direttore si è spostata la macchina a Borgo. E questo perché, a villa Rosa, ci sono già due macchine e quella telecomandata era sotto utilizzata. Oggi, ha continuato Zeni, si fa un’attività che sfrutta gli altri due macchinari e si sposta la “Luminos” a Borgo anche perché le macchina presente al S.Lorenzo è vecchia e va sostituita. Per una logica di risparmio, invece, di comprare uno strumento nuovo, si è spostato quello sottoutilizzato.

La replica. Degasperi ha detto che in questo modo, come hanno detto i sindaci dell’Alta Valsugana, stanno tradendo le linee della Pat su Villa Rosa ed ha ricordato che la macchina che andrà a Borgo è l’unica a poter effettuare radiografie a pazienti seduti. Una situazione tipica di chi frequenta una struttura di riabilitazione. Il consigliere ha ricordato che pazienti in coma si sono spostati a Trento per effettuare delle radiografie a un polso. Degasperi ha infine sottolineato che la “Luminos” è stata acquistata solo tre anni fa e quindi ci si chiede quale tipo di programmazione venga fatta dall’Azienda sanitaria. Radiologia di Villa Rosa, ha concluso infine Degasperi, è rimasto chiuso per il 26% del tempo. Un vero spreco.

Mario Tonina: Cosa cambierà l’avvento del POCT nel laboratorio di Tione? – Tonina (UpT) chiede quali figure professionali saranno utilizzate nell’ospedale a Tione per il POCT, apparecchio trasportabile capace di eseguire esami ematochimici al di fuori del laboratorio di analisi, se altri ospedali avranno il POCT, se l’apparecchio assicura esami di qualità, e se con esso si verificherà un accentramento dell’attività di routine nel laboratorio di Tione.

La risposta. Ha risposto l’assessore Zeni il quale ha affermato che il sistema Poct all’ospedale di Tione è stato introdotto a carattere sperimentale. In questo momento si sta ancora testando il sistema e solo al termine della fase di sperimentazione si deciderà di coinvolgere personale qualificato e di estendere il Poct in altri ospedali.

La replica. Tonina ha detto che, al di là dell’esito della sperimentazione del Poct, si dovrà comunque continuare a garantire gli esami ematochimici negli ospedali periferici. Il Poct, insomma, non dovrà sostituire i laboratori di analisi ospedalieri.

Lorenzo Baratter: per la Pet Therapy linee guida nazionali da non seguire. – Baratter (Patt) chiede di precisare la posizione della Provincia rispetto alle linee guida nazionali per la Pet Therapy, e se vi sia l’intenzione di legiferare autonomamente a breve in materia per evitare i problemi che l’applicazione delle linee nazionali comporterebbe.

La risposta. L’assessore ha risposto affermando che sulla Pet Therapy la Giunta ha recepito, venerdì, l’accordo col Governo sulle linee giuda sull’assistenza con animali. Verranno varate, entro l’anno, ha aggiunto, le disposizioni attuative dell’accordo nelle quali, per gli operaori, si riconosceranno i percorsi formativi pregressi.

Piero De Godenz: Il punto nascite di Cavalese avrà i pediatri? – De Godenz (UpT) chiede quale esito abbia avuto il secondo concorso bandito per reperire i medici pediatri necessari al funzionamento del punto nascite di Cavalese, se sono state previste deroghe sulla tempistica, quando il punto nascite funzionerà pienamente, e i tempi di riattivazione dell’anestesista H24 presso l’ospedale.

La risposta. L’assessore alla salute ha risposto affermando che la deroga sul punto nascite a Cavalese data dal ministero, in base alle caratteristiche di Fiemme e Fassa, era subordinata a standard di personale impegnative. L’ultimo bando ha visto la partecipazione di 18 candidati e le prove si faranno il 24 novembre. Entro fine anno verranno assunti i sei pediatri necessari. Anche per anestesia seguirà di conseguenza un adeguamento.

La replica. Soddisfatto De Godenz per la chiarezza delle risposte e per soprattutto per il fatto che entro breve riaprirà il punto nascite.

Giacomo Bezzi: Tassullo spa con radom nelle celle ipogee? – Bezzi (Forza Italia) chiede se la situazione debitoria delle società partecipate che ha causato il fallimento della Tassullo spa era nota ai soci e ai dipendenti, se si intendano salvaguardare i lavoratori e come, se è vero che all’interno delle celle ipogee vi siano concentrazioni di “radon” e se per questo sia stata attivata una verifica.

La risposta. Il vicepresidente Olivi ha detto che il documento di sicurezza e salute della Tassullo, che deve essere acquisito per legge dal servizio minerario, riferisce che è stata eseguita una campagna sul radom dal 2012 al 2015 e risulta che il gas radom è presente in quantità largamente inferiori ai valori di soglia. Rispondendo alla domanda se i soci fossero stati informati sulla situazione della spa, Olivi ha detto di aver avuto una serie di incontri con privati, soci dell’azienda interessati allo sviluppo dell’area innovazione . E si sta cercando di capire se esistono le condizioni di un progetto serio.

La replica. Soddisfatto della risposta sulle iniziative per salvare la spa. Sul radom, invece, il consigliere ha detto che non si possono prendere per buoni i dati dell’azienda. La Giunta, invece, dovrebbe invece attivare gli uffici compenti per controllare il radom.






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