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Allontanamento minori: Torino, continuiamo a parlare dell’assurda vicenda di O.

Nelle scorse settimane abbiamo già parlato più di una volta del caso di una donna di Torino che per rispetto della privacy abbiamo chiamato semplicemente O. e del suo bambino che è stato allontanato dalla stessa e portato in una casa famiglia senza una giustificazione plausibile.

Oggi abbiamo degli aggiornamenti sulla vicenda che sono arrivati in redazione direttamente dalla signora O. Purtroppo non si tratta di buone notizie, infatti pare che il giudice a cui è affidato il caso con l’avallo della psicologa nominata dallo stesso, abbiano intenzione di affidare il bambino all’ex marito della signora O. che è stato precedentemente condannato per violenze domestiche.

Come se non bastasse, lo stesso pare abbia adibito a “cameretta” una sorta di piccolissimo ripostiglio privo addirittura di finestre che garantiscano la giusta ventilazione e illuminazione, il che è una violazione della legge regionale 16 giugno 1998 nonché dal D.M. 9 giugno 1999. In più questo ripostiglio dovrebbe ospitare lo stesso signor D. per la notte, grazie ad un letto a castello.

Inoltre da quanto emerso dai servizi sociali lo stesso signor D. ha espresso difficoltà nel nutrire correttamente il minore. Tutto ciò unito al comportamento violento dello stesso, per cui – ricordiamolo – ha subito anche una condanna penale confermata anche in appello, precisamente per il reato art. 582 c.p ovvero per aver cagionato lesioni personali, il che rende impensabile l’affidamento di un minore allo stesso, considerando che la madre è stata ritenuta idonea al ruolo genitoriale e può sostentare senza problemi il bambino, mente il signor D. non ha mai provveduto nemmeno al mantenimento del minore, nonostante nella sentenza di separazione sia stato espressamente stabilito che il mantenimento toccasse allo stesso.

Proprio per questa mancanza O. ha denunciato l’ex marito alle autorità per violazione degli obblighi di assistenza familiare e maltrattamenti sul minore (art. 570, art. 572 c.p.), e di mancata esecuzione dolosa del provvedimento del giudice.

Se questo non bastasse ci sono altri elementi che rendono la possibile decisione dell’affidamento al signor D. ancora più assurda, infatti una testimone durante un udienza in cui l’imputato era appunto il signor D. ha dichiarato quanto segue: «in più di un’occasione – riferendosi al signor D. (ndr) – l’ho visto davanti al computer e le mani erano appoggiate sugli organi urogenitali e gli arti superiori si muovevano. Questo avvenne in più occasioni e c’era mia figlia e mio nipote. Io l’ho visto o di spalle o di fianco e con una mano teneva il mouse e l’altra la teneva sulle parti intime e si muoveva. Mia figlia gli diceva di andare a farlo in bagno e lui rispondeva che tutti gli uomini fanno così e questo avveniva alla presenza del bambino

Dichiarazione questa alla quale non sono seguiti tentativi di smentita da parte del signor D. e del suo avvocato, per giunta ci sono foto che testimoniano quanto detto dalla teste.

Ma tutto ciò sembra non bastare al giudice e le probabilità che il minore venga assegnato al padre sono molto alte. La signora O. denuncia in più una forte avversione delle autorità nei suoi confronti, e si sente «vittima della discriminazione e della xenofobia», infatti la signora è straniera anche se cittadina italiana.

Continueremo a tenervi aggiornati su questa incresciosa vicenda, con la speranza che finalmente giungano in redazione belle notizie e che il bambino possa finalmente ricongiungersi con la madre.

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