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I miracoli della “riorganizzazione” della sanità trentina: Direttore del 118 in pensione da aprile, figura ancora come responsabile

Sul portale Web di Trentino Emergenza è tuttora presente il nominativo di Zini Alberto come Direttore del servizio di 118.

Inutilmente però si potrà rintracciare il suo Curriculum Vitae, poiché il link correlato contesta l’impossibilità di trovare sul server il documento, né sarà possibile inviare una e-mail all’indirizzo indicato dal portale poiché il destinatario risulterà come “sparito”.

Improbabili centralinisti al telefono rispondono in modo vago alla richiesta di parlare con il direttore del 118, facendo intendere che, «Sì, c’è… ma al momento non è disponibile».

Questo in sintesi il contenuto dell’interrogazione che il consigliere provinciale di Agire Claudio Cia ha depositato oggi in giunta provinciale.

«Il fatto si spiega molto semplicemente: il dott. Zini Alberto, – si legge del documento – già Direttore del servizio di 118, è in pensione dall’aprile scorso ed è quindi esonerato dall’incarico. Ma chi è ora l’attuale direttore di questo servizio primario per gestire le emergenze sanitarie in Trentino? Nessuno! E non mi riferisco al soprannome che Ulisse si diede nella caverna del ciclope. Semmai a questa riorganizzazione della sanità trentina “monocola”, se non del tutto cieca, che non si accorge che da più di sei mesi manca la testa pensante e organizzativa del nostro 118».

Cambiando una sola vocale e spostandoci avanti di un mese dal pensionamento del nostro caro dott. Zini, – scrive sempre Claudio Cia – troviamo l’Assessore Zeni che nel maggio del 2016 posta sul suo sito ufficiale: «Ho ricevuto un’accoglienza straordinaria sia dal punto di vista umano che professionale, constatando quello che in parte già sapevo, e cioè che in questa provincia c’è un’organizzazione dei servizi sanitari di alto livello. Insieme, sono certo che potremo proseguire lungo questo cammino facendo un ottimo lavoro di squadra». Ed erano già trascorsi più di 30 giorni dal pensionamento di Zini!

«A fronte di questa situazione viene da chiedersi su che cosa l’opinione pubblica può fondare la fiducia nel sistema sanitario trentino? Non certo sulla capacità previsionale di chi non sa come fare a rimpiazzare un dirigente e, d’altra parte, si riempie la bocca con “l’organizzazione di una sanità d’emergenza” a giustificare tagli e chiusure.» 

Secondo Cia probabilmente, il non dover corrispondere lo stipendio al direttore del 118 può rappresentare un indubitabile risparmio. Parimenti rappresenterà un risparmio anche rinunciare ad un assessore alla sanità se il suo ruolo si limita a recitare la parte di chi è costretto a chiamare “riorganizzazione” una situazione in stato di abbandono.

Nell’interrogazione Cia chiede se la giunta conferma che il dott. Zini risulta in pensione dal mese di aprile; per quale motivo sulla pagina ufficiale dell’APSS il dott. Zini risulta ancora come “Direttore del servizio di emergenza 118”, mentre il curriculum non risulta più consultabile, così come l’indirizzo e-mail dell’Azienda Sanitaria risulta inattivo? Quali sono il ruolo e le responsabilità, anche giuridiche, del Direttore di questo servizio, considerata la possibilità di farne a meno per così tanto tempo? Se è previsto l’avvio dell’iter per il rimpiazzo del dott. Zini, ed eventualmente quando questo avverrà e    se siano state impartite precise istruzioni per istruire il personale di servizio al 118 per “coprire” questa lacuna nell’organigramma di detto servizio.

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