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Inaugurata «Semine di pensieri e raccolte di note»

VILLA LAGARINA – A Palazzo Libera, pittura e ceramica si intrecciano grazie alla mostra Semine di pensieri e raccolte di note”, che raccoglie le opere di Alberto Fiorenzato e Guido Omezzolli.

Inaugurata sabato scorso, la mostra rimarrà aperta fino al 28 agosto (mercoledì, giovedì, venerdì 14-18; sabato, domenica e festivi 10-18), con ingresso gratuito.

Durante il periodo di esposizione si affiancano numerosi aventi, tra musica corale, poesia e approfondimenti. Per il vicesindaco e assessore alla cultura Marco Vender, questo allestimento è «L’incontro di due percorsi artistici diversissimi ma sorprendentemente complementari, animati da una semina comune di domande esistenziali che ci invitano a riflettere sulle radici e sul destino dell’essere umano».

Vediamo nel dettaglio gli appuntamenti che si affiancano alla mostra. Sabato 30 luglio alle 20.30 brevi riflessioni sulle opere esposte, con Nicoletta Tamanini, seguirà “Cantano le valli”: concerto del coro Vallagarina e del coro Voci in valle (BL). Venerdì 12 agosto alle 18 “Alleg(o)rie di not(t)e: concerto del gruppo Gaudeamus cui seguirà la recita di alcune liriche di Renzo Francescotti relative alle opere in mostra. Sabato 27 agosto alle 20.30 “Mesa Kai Exo”: note di approfondimento con Rosetta Infelise Fronza.

Il curatore della mostra, Mario Cossali, spiega: «La pittura di Alberto Fiorenzato è come un lungo, interminabile racconto, dal quale emergono figure e visioni del sogno nella vita. Il racconto di Fiorenzato è un viaggio vero alla ricerca del sé nel mondo e del mondo nel sé. Guido Omezzolli vuol dire crete, ingobbi, terre, ossidi, calore, fuoco, natura, silenzio. Archeologia e paleontologia alla ricerca della trama del tempo, osservando tracce minime e scoprendo meraviglie inusitate».

Per Rosetta Infelise Fronza: «Questa mostra posa lo sguardo sull’origine: ciò che è vivo, all’inizio, si nasconde per proteggere la sua straordinaria, irriducibile differenza. Le uova, i semi, gli embrioni, hanno una mediazione preesistenziale che facilita, soltanto per un periodo determinato, il processo generativo. La generazione, come una conchiglia, trattiene al suo interno il mistero del divenire: l’essere in potenza. Nel venire alla luce, nel diventare visibile, ci si espone al rischio vero dell’esistenza. Platone, nel mito della caverna, ha descritto quanto possa essere rassicurante per gli schiavi restare incatenati e immobili a scrutare le ombre e quante siano invece le difficoltà del cammino verso il fuori, verso la luce. Soltanto se “uno”, un essere senza nome, libera lo schiavo dalle sue catene, diventa possibile allontanarsi dal mondo oscuro e riuscire, gradualmente, a guardare il sole».






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