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PROGETTO E NATURA – Conferenza dell’architetto TOBIA SCARPA al Mart, 5 maggio 2016

“Progetto e Natura” è il titolo della conferenza dell’architetto TOBIA SCARPA organizzata dal Citrac (Circolo Trentino per l’Architettura Contemporanea) nella sala conferenze del Mart di Rovereto, con il supporto degli sponsor Ballarini interni, Progress e Xlam Dolomiti.
Molti architetti l’hanno seguita con partecipazione, aspettative e interesse per un professionista che è  riuscito ad affermare la propria personalità nonostante la “pesante” eredità di un padre come Carlo Scarpa, indiscusso riconosciuto maestro sia nella progettazione del nuovo che nel restauro.

Afra e Tobia Scarpa – Complesso industriale Benetton – Cstrette – Treviso (1992-96)

Una lezione magistrale, una saggia riflessione sul rapporto uomo-natura , l’architettura – il fare dell’uomo – e la natura. La parola natura qui non è usata come spesso accade nel linguaggio comune, come un’immagine astratta che fila il sentimento, ma quella natura che muove le cose e che abbiamo dimenticato. Un discorso che si intreccia tra conoscenza (l’esperienza) e scienza (arte, matematica), la cultura, la bellezza, il sacro, la poesia.

La locandina che annuncia l’incontro non vuole sedurti con la bella immagine di un edificio, ma riporta il disegno di studio di una colonna ed una nota che traccia bene i termini della filosofia entro la quale Tobia Scarpa intende muoversi: “La natura oggi sembra uno spazio sempre meno rasserenante: questa enorme, bellissima struttura dove noi viviamo, questo nostro tempio, in fondo, continuiamo a saccheggiarlo. A un certo punto non sarà più così bello e capace di resistere nella sua integrità, crollerà. Mentre l’uomo antico aveva rispetto verso le cose di reciprocità, noi le stiamo progressivamente perdendo. Più mi addentro nelle riflessioni, più mi accorgo che gli uomini pensano in maniera sbagliata, banalmente utilitaristica.” E’ una conclusione, dopo una vita di lavoro, a ottantun anni.

Prima di iniziare, Tobia Scarpa fa una precisazione: il linguaggio. Il linguaggio non è solo verbale, ma anche dei segni, dell’architettura, trasporta il corpo.
Sullo schermo, alle spalle del relatore, scorrono citazioni, immagini di prodotti  nel loro farsi, poesie, l’arte, il divenire dell’architettura, il divenire dello studio delle parti, i dettagli, pensieri. Vorrei provare a restituire un po’ del clima e delle riflessioni che sono state proposte da Tobia Scarpa.
Tutto pasa e tutto resta. 
Ma cosa resta del nostro pasar”
(Giacomo Noventa)
La bellezza è nell’opera solo quando l’uomo persegue la purezza del bello.” La bellezza è parte integrante, ma è qualcosa di più complicato. E largo.  Tutta una serie di elementi che costituiscono il tuo mestiere. Appare sullo schermo un grande quadro di Mirò con forme che ondeggiano tra colori primari saturi.
Il buono è il bello, il male è il brutto. Questi sono i limiti entro i quali abita l’uomo
La confusione incomincia quando nella metà del ‘700 nasce l’estetica ed alla parola arte viene associata la parola genio.”
La bellezza rimanda sempre al sacro”. L’affermazione è sottolineata dall’immagine di un crocifisso medievale in avorio, i particolari si ingrandiscono: effetti straordinari, la verifica dell’aspetto formale, il rigore della forma… “Il sacro permea la materia. L’uomo può dialogare con Lui quando è capace di comunicare bellezza.”
Il divano “Soriana” (Cassina, anni ’70), un imbottito per eccellenza, spiega Tobia Scarpa, realizzato in un periodo in cui “la materia costa meno della manodopera”.  “Quando devo progettare un oggetto non voglio arrivare con un disegno già pronto, astratto, mi interessa coinvolgere anche le maestranze, condividere il processo.” “Materiale e immateriale si contrappongono, ma si completano in un infinito processo di integrazioni.” Vengono mostrate le immagini di disegni stilizzati nei quali Oscar Schlemmer studia il movimento: “al Bauhaus l’astrazione ha sempre l’uomo dentro.”
Bellezza, filtro salvifico nel confronto con il tremendo
Afra e Tobia Scarpa – Fantasmi – Flos (1961)
Le lampade “Fantasmi” progettate per Flos (1961), sono state concepite partendo da un materiale elastico usato per imballaggi, il cocoon. L’idea è venuta dal materiale, che è diventato un “vestito” per la luce. “Bellezza che si mostra attraverso la materia”.
Afra e Tobia Scarpa – Biagio – Flos (1968)
La forma mi nasce manipolando la materia. E’ un percorso” , così la lampada Biagio (Flos, 1968), con la sua “chiocciola” in marmo di Carrara scavato.
La bellezza allontana e isola tutti i desideri. Chi si appaga nella bellezza è senza desideri” Vediamo bellissimi volti di sculture classiche, greche e romane. “Facendo l’opera tutto ciò che è necessario si incarna e si giustifica in lei, come avviene nel parto”. L’immagine di un bel viso greco, bianco, pulito: un viso greco che ho visto in un libro, poi l’ho ritrovato in un museo di Atene: aveva lunghe lacrime che le scendevano dalle gote. Nel libro erano state cancellate.
ARTE ROMANA
La solitàe la xe como la piova
che la soneva sora ‘l mar lisiera
cò, mamolo, me ndeva su la spiasa
su l’ora che a levante feva sera
Biagio Marin, “Il non tempo del mare”, 1964
(La solitudine è come la pioggia/che suonava leggera sul mare/quando, bambino, me ne andavo sulla spiaggia/nell’ora che a levante faceva sera)
Afra e Tobia Scarpa – Villa Loredan-Gasparini, Venegazzù – Treviso (1991-98)
Tekne, applicando umilmente il sapere del fare si allontanano i fantasmi dell’”eroe” e del “genio”.  Nel fare vorrei essere una persona colta e raffinata, lontano dall’eroe e dal genio”. La villa Loredan-Gasparini viene mostrata com’era prima e dopo il restauro. Il lavoro è consistito nel rigoroso rispetto delle tecniche tradizionali dov’era possibile ed evidenziando gli interventi nuovi.
La bellezza è un concetto astratto
La colonna: perché erano scavate le colonne? che senso ha oggi fare l’entasi?   Essa faceva parte di un concetto della visione antico, greco, classico. Le colonne si vedevano da lontano, dovevano dare un senso di leggerezza e scandire il “giro” della luce. Quello della colonna è stato uno studio appassionato: “Ho fatto una colonna con sette scanalature.” Vediamo il  disegno di studio, poi il modello in carta.  “Perché sette? Le colonne hanno scavi disuguali. Manca il capitello: è una colonna contemporanea, sarebbe stata una forzatura.”
Modello di studio della colonna
Noi sbagliamo a considerare la pietra “morta”. La pietra ha il suo tempo.”
La verità ama la bellezza e la bellezza ama la verità
Nei disegni di Matisse forme bianche diventano petali svolazzanti leggeri su fondo rosa. Matisse ha seguito il movimento di una pattinatrice, da lì nasce la forma. “La bellezza come apparizione”.
Per capire la bellezza ci vuole esperienza
Davanti alla bellezza tutto tace”  Scorrono alcuni disegni di Cezanne: poche pennellate, luminose, essenziali.
Afra e Tobia Scarpa – Complesso undustriale Benetton, INTERNO – Castrette – Treviso (1992-96)
Poi racconta l’esperienza di progetto e costruzione della fabbrica Benetton: una grande superficie costruita (36.400 mq), ritmata dalla ripetizione dei volumi e dagli alti leggeri sostegni della tensostruttura, sottili come quelli dei filari di un vigneto.
Il parcheggio è completamente interrato per mantenere in superficie il verde. Ogni particolare ha la sua storia: la mensola di appoggio delle travi, prefabbricata ed inserita nella muratura nel foro appositamente predisposto, la trave reticolare lunga 85 m, con i sostegni provvisori durante il montaggio, le dilatazioni dei tensori e gli accorgimenti adottati…
La bellezza si sottrae ad una conoscenza collettiva, non ne ha bisogno. Se ciò fosse vero, a cosa servirebbe la parola arte?
Appare un “mostro” nero, la sagoma di un essere che avanza  minaccioso ed incute timore, un disegno primitivo tracciato sulle pareti di una caverna. “Quando la bellezza incute timore”.
Il bello è solamente la prima nota del tremendo…” R. M. Rilke
La natura, l’arte, la matematica sottendono rapporti intriganti. La costruzione di un pentagono partendo dal quadrato offre l’occasione per parlare della sezione aurea e dei numeri. Il quadrato serve anche per costruire la spirale. La natura segue un andamento di sviluppo armonico. Non è un procedimento meccanico fatto di numeri interi, ma è regolare e riconoscibile. Con i numeri si possono fare anche dei giochi, come la tabella nella quale la somma dei numeri di ogni fila orizzontale e di ogni fila verticale, nonché delle diagonali, dà sempre lo stesso numero.
Il Pentagono costruito partendo dal quadrato
Geometrie dei numeri
La natura offre a ciascuno dei doni: è importante capire quali doni ci ha dato, per poterli sviluppare.”
Venere
La natura nell’antichità veniva rispettata ed era al cento delle attenzioni. Prima di prendere qualcosa gli uomini chiedevano il permesso. Oggi non è più così, ma la natura deve tornare al centro. Nel rapporto con la natura l’uomo dovrebbe trovare la sacralità. Oltre alla necessità di stabilire delle regole, di rispetto, è urgente fissare dei limiti all’operare dell’uomo, di riduzione. L’uomo si deve fermare.”
(Carlo Sevegnani)
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