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Assentopoli: sei mesi di malattia per un carabiniere di Borgo, ma intanto corre 4 maratone

Un caso di «Assentopoli» anche in Trentino, che dopo aver letto l'articolo pone alcune questioni, oltre che etiche e morali anche professionali e soprattutto giuridiche. Le segnalazioni partono da alcuni cittadini, quindi questa è cosa senza dubbio positiva, che purtroppo però rimane l'unica di questa storia.
 
L'uomo che vedete nella foto, si chiama Roberto Ruzzini ed è un Appuntato dell'arma dei carabinieri residente a Borgo Valsugana. La foto rappresenta un uomo ben allenato, molto vigoroso e senza dubbio in perfetta salute. Nulla di male quindi vien da dire. Ed invece no, perché il soggetto della foto al momento dello scatto fotografico avvenuto il 25 ottobre 2015 durante la maratona di Venezia per lo stato e per l'arma era quasi «moribondo»
 
Le segnalazioni sono arrivate da parte di alcuni cittadini, e visto che erano corredate da fotografie e da documentazione attendibile e autentica abbiamo deciso si approfondire la cosa. Per correttezza d'informazione è giusto dire che i cittadini che ci hanno scritto hanno confermato una grande fiducia nell'arma dei carabinieri, pur dubitando su qualcuno che sapeva e che quindi è stato complice. 
 
Per capire bene quello che è successo e che ha fatto emergere il tutto bisogna tornare indietro di alcuni mesi.  
 
Una sera una pattuglia di carabinieri ferma un uomo ad un posto di blocco in Valsugana e dopo alcuni controlli capisce che il conducente dell'auto ha bevuto. L'uomo sottoposto all'alcol test risulta positivo, ma i militari decidono anche di fare un controllo del sangue per vedere se il soggetto è sotto l'effetto di stupefacente. 
 
Dopo il controllo viene portato in caserma, risulterà poi non avere ingerito nessuna tipo di droga. Mentre viene interrogato, l'uomo comincia ad innervosirsi sempre di più finchè da in escandescenza e aggredisce i carabinieri presenti nell'ufficio, fra cui l'appuntato Roberto Ruzzini
 
I cinque militari reagiscono e ne esce una violenta colluttazione, durante la quale l'uomo rompe anche un finestrino della macchina dei carabinieri. Solo dopo alcuni minuti riescono a calmarlo anche perchè probabilmente ancora alterato dall'alcool. Nella rissa oltre all'uomo che presenta lividi dappertutto rimane leggermente ferito anche l'appuntato Roberto Ruzzini al quale viene riscontrata una frattura al dito, con una prognosi iniziale di massimo 30 giorni.
 
L'uomo nel frattempo viene poi denunciato e condannato per aggressione e resistenza a pubblico ufficiale. Il Ruzzini però, non contento, lo denuncia e chiede i danni per il dito fratturato, ma poi ci ripensa e ritira la querela. Nel frattempo l'aggressore ripaga i danni del finestrino rotto della macchina dei militari e chiede scusa, evidentemente il tutto è successo solo per lo stato di ebrezza nel quale si trovava quella sera. 
 
Ma attenzione, adesso entriamo in quella che è una storia clamorosa, che getta discredito su una categoria da sempre rispettata e amata da tutti, cioè quella dei carabinieri. 
 
Roberto Ruzzini in realtà di giorni di malattia ne fa ben 152, che sono oltre sei mesi lavorativi, e per una frattura ad un dito, per la precisione al quinto metacarpo della mano destra. Questa fattura viene chiamata «la frattura del pugile» e di solito succede quando il pugno lo dai. Ma questa è un'altra storia. Il certificato di malattia, riportato dall'amministrazione dell'arma, dimostra comunque che il Ruzzini è stato assente dal lavoro dal 10 agosto 2015 fino all'8 gennaio 2016 (vedi allegato).
 
Ma siamo solo all'inizio. In data 29 febbraio 2016, dopo soli 40 giorni dal fine malattia del Ruzzini, quindi a tempo di record, il centro Nazionale Amministrativo del comando generale dell'arma dei carabinieri invia all'uomo che ha compiuto l'aggressione nei confronti dell'appuntato Roberto Ruzzini il conto da pagare, cioè chiede per i 152 giorni di mancato lavoro dell'appuntato ben 13.071,84 Euro. Ricordiamo che nel corso della presunta malattia Ruzzini ha sempre percepito la sua paga regolarmente, ma ora l'arma, giustamente, chiede i danni per l'aggressione.  
 
Ebbene, in realtà Roberto Ruzzini non è mai stato malato, o quanto meno la sua presunta disabilità non lo ha certo menomato a tal punto da mancare per 152 giorni dal lavoro. Questo è dimostrato dalle numerose maratone che in tutto il Veneto l'appuntato ha portato a termine, con ottimi risultati e tempi.
 
Il nostro furbetto assenteista dopo il «grave» incidente al dito che lo ha visto protagonista il 10 agosto se ne sta tranquillo per qualche giorno, fino al 25 ottobre dove lo troviamo a partecipare alla maratona di Venezia, 42 chilometri che conclude con il tempo di 4 ore 2 minuti e 45 secondi. Di questa maratona abbiamo le foto che è possibile vedere nel link sotto dove è possibile verificare personalmente lo stato di salute ottimale e molto allegro dell'appuntato che per i certificati medici dovrebbe essere quasi «moribondo». (qui anche l'intera galleria di 40 foto che ritrae Roberto Ruzzini durante e dopo la gara, dove si possono vedere i movimenti di entrambe le mani che sono senza nessun impedimento).
 
Poi dopo circa un mese di riposo, non si sa mai che il dito magari si possa essere stancato troppo, il 6 dicembre si iscrive alla maratonina «Prosecco Run» dove conclude la gara con un  ottimo tempo. 
 
Sulle ali dell'entusiasmo dopo solo una settimana partecipa anche alla maratonina della città murata a Cittadella e alla prestigiosa «half Marathon» di Montebelluna dove migliora anche il suo personale. Per una persona così malata e sofferente si tratta di un vero miracolo. Vien da pensare ai suoi colleghi carabinieri che inseguono i ladri per tutta la Valsugana, come minimo loro, in salute corrono i cento metri in meno di 8 secondi. Naturalmente nonostante le prestazioni atletiche da record il nostro appuntato dei carabinieri durante la settimana se ne guarda bene dall'andare al lavoro. 
 
L'appuntato Roberto  Ruzzini però furbescamente non partecipa mai alle maratone organizzate in Trentino e preferisce solo quelle del Veneto, appare facile capire il perché della scelta. Ruzzini quindi durante il periodo di malattia e di assenza dal lavoro compie oltre cento chilometri di corsa partecipando a ben 4 maratone e percorrendo immaginiamo altrettanti chilometri di allenamento.
 
In alcune foto è anche molto chiaro che l'uso di entrambe le mani è in perfetta sintonia, vedi per esempio la foto dove con le dita forma un cuore, oppure dove tiene saldamente con la mano infortunata la medaglia appena vinta, questo a dimostrazione dell'ottima funzionalità di entrambe le mani. Se pensiamo che dopo questa gara Ruzzini si è fatto ancora quasi 3 mesi di malattia la cosa fa riflettere. 
 
Preso atto che nessuna persona al mondo se non in perfetta salute fisica e mentale è in grado di correre 4 maratone in poco più di 60 giorni e facendo quei tempi, e che quindi il Ruzzini ha paventato probabilmente una falsa invalidità che l'ha portato a rimanere assente dal lavoro per 6 mesi e che di questo dovrà rispondere alle autorità competenti, rimangono altri fatti ai quali dare risposta
 
L'Appuntato dei carabinieri per quanto riguarda l'etica morale del suo comportamento dovrà rendere conto alla sua coscienza e ai suoi molti colleghi che compiono turni massacranti sulle strade per acciuffare i delinquenti rischiando ogni minuto la vita. Ma poi rimane la questione del risarcimento economico chiesto in buona fede dall'arma. Viene spontaneo chiedersi infatti se è giusto che Roberto Ruzzini venga pagato da noi cittadini per il lavoro che non ha svolto nonostante sia stato in condizione fisica per l'espletamento delle funzione di tutore dell'ordine.
 
Ma soprattutto se l'arma dei carabinieri si senta in diritto di chiedere i danni al povero disgraziato che per una notte di bagordi, scontata con una condanna e con il risarcimento dei danni del finestrino rotto, ora deve risarcire un appuntato che se ne va in giro per l'Italia a partecipare alle maratone magari fingendosi ammalato. 
 
Qui puoi leggere un altro caso di un carabiniere indagato perché partecipava ad eventi sportivi mentre era in malattia
 
La partecipazione a tutte le maratone mentre l'appuntato era in malattia (qui il link)
 
 
La certificazione della malattia dell'appuntato da parte dell'arma 
 
 

La richiesta dell'arma dei carabinieri dei danni derivanti dalla mancata presenza sul lavoro del Ruzzini

 

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