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Posa porfido «Golden Stone»: Qualità e personale trentino per battere la crisi

Quella dell'azienda Golden Stone di Lases è la faccia del Trentino che sorride, il viso di chi ha saputo superare i momenti di difficoltà dovuti ad una crisi che ha sconvolto tutti i mercati, lo sguardo di chi però è consapevole che è comunque necessario non mollare e continuare a guidare la nave come fa un timoniere sicuro ed esperto.

La Golden Stone Srl opera nel settore della posa del porfido da molti anni, attività tramandata da generazioni attraverso padre e figli. È l'unione di due grandi famiglie di cavatori che crea un'azienda solida e competente in grado di fornire al cliente il lavoro «chiavi in mano» gestita da Cinzia Valenti, responsabile commerciale e creativa, e Alessio Avi (nella foto) il marito 35 enne che si occupa dei cantieri ed è responsabile dei lavori.

La famiglia di Alessio Avi inizia la lavorazione del porfido nel 1970, precisamente a san Mauro, poi lui a soli 15 anni decide di seguire la stessa strada del padre. Qui inizia la sua «avventura».

Ma la vera svolta arriva nel 2001, «volevo dare al cliente il lavoro finito, – spiega Alessio Avi – cioè estrazione lavorazione e posa in opera, ho fatto dei corsi per imparare a posare il porfido dall'expo di Albiano e poi sono partito».

Altra data importante è quella del 2011 quando sposa la figlia di un altro imprenditore del porfido di Albiano, Cinzia Valenti, che con il tempo gli darà due figli, Vanessa che ora ha 14 anni e Mia, nata solo pochi giorni fa.

Oggi le aziende del gruppo danno lavoro a circa una quindicina di dipendenti, «ma negli anni buoni siamo stati anche più di 30» – puntualizza Alessio.

Anche il colore grigio viola e la qualità del materiale delle cave di famiglia diventa caratteristica vincente ed esclusiva in un settore che negli anni 90 registra un vero boom economico, tutti vogliono il porfido, in Italia e all'estero, i giardini di prestigiose ville e piazze italiane ed europee vengono rivestite con questo materiale, che – ricordiamo – è il più resistente al mondo – ed ha nella sua naturalezza e nelle sue tante variazioni di uso, dal cubetto, alla piastrella, all'opera incerta, a lavorati lucidi e fiammati per interni, o per usi stradali, come cordonate, binderi e caditoie, uno dei punti vincenti.

Ma poi è arrivata la crisi «in concomitanza con la grave crisi dell'edilizia abbiamo avuto dei momenti difficili dal 2010 al 2013 – ammette Alessio – e allora abbiamo deciso di puntare solo ed eclusivamente sulla qualità e lavorando solo nel privato, e lasciando completamente i lavori pubblici dove la qualità non paga mai e i pagamenti sono troppo lunghi».

Alessio Avi ricorda anche le trafile per gli incassi sui lavori pubblici per comuni e provincie che spesso raggiungevano anche i 300 giorni .«Ma questa scelta diventò poi decisiva, infatti i problemi furono superati in fretta ed oggi siamo felici per come sta andando il lavoro, nella nostra azienda lavorano solo dipendenti trentini con ottime competenze nel settore – afferma orgogliosamente Alessio – lavoriamo con i nostri soldi senza l'aiuto delle banche e abbiamo con i clienti privati un grandissimo rapporto di collaborazione che continua anche dopo la fine dei lavori».

La Golden Stone da questo punto di vista è molto organizzata, «contattiamo gli architetti o direttamente i proprietari, facciamo dei sopralluoghi, proponiamo con idee e fotografie il lavoro da fare, poi consigliamo il prodotto da pavimentare e la colorazione dei materiali che deve essere in tinta con i colori della casa, gli spessori e uso».

La Golden Stone è anche azienda conosciuta in tutto il mondo, infatti vanta la realizzazione di lavori in Scozia, Germania, Francia, Croazia, Spagna, alle Canarie e in tutto il nord Italia.

«Ma – ci confida Alessio – il vero motore e l'anima pensante è mia moglie Cinzia, che dal nulla riesce a realizzare dei progetti creativi davvero fantastici e si occupa delle pubbliche relazioni, della pianificazione, praticamente sostituisce un architetto».

Entrando maggiormente nel tecnico Alessio ci spiega che il cubetto è il materiale più richiesto ed usato (65%) e ci illustra come la sua azienda da tempo usi tecniche nuove e più sicure per la pavimentazione, «Noi mettiamo della colla e resina elastica polieretanica per la sigillatura delle fughe dei materiali che posiamo, questo permette una maggiore resistenza e durata della pavimentazione e garantisce l'asciugatura delle fughe in sole 24 ore». Senza dubbio questo è il futuro e dimostra come la Golden Stone sia all'avanguardia nel settore.

In Trentino sono circa 150 le aziende che lavorano nella posa in opera del porfido, «ma solo un 25% garantisce lavori di qualità con personale preparato e serio, il resto sono solo schifezze – afferma Alessio – noi collaboriamo solo con personale trentino, che quindi ha dentro di se la conoscenza della nostra cultura e del territorio e ha numerosi corsi specialistici alle spalle». «Continueremo a puntare solo sulla qualità e sul servizio al privato, – osserva ancora Alessio – pur sapendo che i bei tempi degli anni 80 sono finiti, ma consapevoli e motivati dalle numerose soddisfazioni che stanno arrivando dai nostri clienti»

È proprio quando si parla di mano d'opera specializzata trentina che Alessio Avi si rattrista un pochino, «I giovani trentini non ci sono più, oggi si vedono solo calabresi, marocchinii e tunisini che nulla hanno a che fare con la nostra cultura del lavoro e delle competenze nel porfido, una volta alla fine dell'anno i giovani trentini con questo lavoro spesso si compravano l'appartamento, talmente era pagato bene, poi l'arrivo degli extracomunitari nel settore ha abbassato la qualità e i prezzi ed è stato un disastro e una discesa veloce nel baratro».

Quanto riporta Alessio Avi purtroppo è vero, chiudono le aziende italiane e spuntano albanesi, marocchini e cinesi che con il porfido francamente hanno poco a che fare e che fanno concorrenza sleale a chi paga le tasse e fa della gestione amministrativa un percorso virtuoso garantendo quidi alla nostra provincia un giusto sostegno economico. I numerosi Blitz della guardia di finanza in collaborazione con le forze dell'ordine e l'ufficio lavoro in numerose aziende del porfido avvalorano l'esistenza di questo fenomeno che si sta ormai aggravando ogni giorno di più danneggiando le aziende e gli imprenditori onesti. Ma questa è un'altra storia.

«Abbiamo sempre pagato le tasse con orgoglio e non abbiamo mai chiesto e avuto nulla da «mamma» provincia – si sfoga poi Alessio– e per quanto mi riguarda rifarei tutto uguale, chiedo solo che da parte delle istituzioni ci sia maggior controllo sulle aziende in termini di qualità sul lavoro e sulla gestione amministrativa».

Ma dopo il suo sfogo Alessio torna sereno pensando a sua figlia nata solo pochi giorni fa, «sono felice, e spero che le nostre figlie continueranno il lavoro della famiglia» – dichiara sorridente. Ma per lui, e per la sua età, pensare alla pensione pare ancora troppo presto.

 

Articolo Pubblicitario.

 






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