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Aluray s.r.l: «Superare la crisi grazie al Made in Italy»

 
Gianenrico Sordo è l'esempio di chi dalla crisi ha saputo individuare le poche cose positive per così ripartire a razzo senza esitazione. 
 
«Nel 2008 il calo di fatturato cominciò a diventare drammatico, mi ritrovai a perdere il 70% del fatturato, Improvvisamente nelle zone industriali del Veneto trovavo chiusi 7 capannoni su 10, e poi arrivarono anche i «danni collaterali», cioè gli insoluti, e la fatica nel prendere soldi, insomma un vero disastro su tutta la linea» Ma spesso le cose non succedono mai per caso, «allora – continua Sordo – avevo il mandato per un'azienda di profili, una di laminati, ed una per la verniciatura tinta legno, che ero stato il primo ad inserire sul mercato, il mio portafoglio aziende era importante, poi una di queste è entrata in concordato e allora sono cominciati i problemi».
 
Ed ecco che appena chiusa una porta si apre un gigantesco portone che cambierà la vita di Gianenrico Sordo. Nel 2010 infatti, esplode il boom del fotovoltaico, per il quale vengono messi a disposizione ingenti contributi pubblici.
 
Sordo si propone subito a tutti gli installatori per la vendita di profili in alluminio, ed è in quel momento che grazie alla sua caparbietà comincia a disegnare vari ancoraggi.
 
«Per ancorare i pannelli sui tetti si usano barre in alluminio, – spiega Sordo – ma mi sono accorto che c'era molta confusione. Spesso si installavano porcherie. E se per le case private ci sono supporti standard, mancavano quelli per i grossi impianti fotovoltaici da posizionare sui capannoni».
 
Così disegna lui stesso "Aluhalter", sistema di due supporti per la lamiera grecata, quella che si vede sui tetti di molte strutture industriali, modificando e migliorando i supporti esistenti. «In un anno e mezzo ho fatto un boom di vendite, tanto che nel giugno 2011 ho creato una ditta individuale, facendo realizzare i supporti da un terzista, una ditta di Rovereto» – aggiunge Sordo.
 
A fine 2011, in soli 6 mesi, fattura 200mila euro. Poi l'ulteriore svolta, quella più importante. Nel 2012 inventa il "Megafix", un nuovo sistema di ancoraggio per i tetti piani.
 
«Il problema di questi capannoni è che non puoi bucare il tetto, ci sarebbero problemi di infiltrazioni. D'altro canto se non ancori bene il vento può sollevare facilmente i pannelli – spiega – e sul mercato non c'erano prodotti che permettevano di risolvere entrambi i problemi»
 
Oggi Megafix è il leader del mercato italiano, ed è proprio l'enorme aumento del fatturato che impone all'imprenditore di cambiare radicalmente ragione sociale, nasce così ad Ospedaletto Aluray s.r.l.
 
Ma Gianenrico Sordo non si ferma e comincia a disegnare e creare i primi parapetti in alluminio, la richiesta comincia ad essere pressante e così nel 2013 affitta un capannone a Calceranica e poi nel 2014 un altro capannone dove comincia la produzione di parapetti in proprio senza bisogno di terzisti.  
 
«Oggi Aluray lavora con i suoi soldi, tutto quello che abbiamo è pagato, e lavoriamo solo con collaboratori a partita iva, in definitiva sono 10 le famiglie che vicono grazie alla collaborazione con la mia azienda. È un'azienda in crescita, qualsiasi cosa che fa Aluray io sono colui che la sa fare meglio di tutti, perchè solo così poi la posso insegnare bene, e per fare questo spesso i sabati e la domenica lavoro anch'io nella produzione».
 
«Non lavoro con le banche – sottolinea ancora Gianenrico Sordo – ma lavoro con i miei soldi che ho in banca che è diverso, anche se per la prima volta chiederò un mutuo visto che a breve acquisterò un nuovo capannone».
 
Aluray lavora in tutt'Italia, ma uno degli obiettivi – ci confida l'imprenditore valsuganotto – è senz'altro la conquista dei mercati esteri. Sordo non ha mai ricevuto un euro di contributi da nessuno e nemmeno intende chiederli «odio la burocrazia, fa perdere solo tempo prezioso» – sostiene. 
 
Ma veniamo alle note dolenti, «non ho una grandissima percentuale di insoluti per fortuna, perchè in questi anni ho cercato di scremare i clienti, ma il problema esiste inutile nasconderlo. Una volta ero paziente con i cienti, ora basta buonismo, io pago tutti e voglio essere pagato»
 
Ma che la mente a dir poco «vulcanica» dell'imprenditore di Ospedaletto sia sempre in moto lo dimostra anche il nuovo prodotto che è stato lanciato in questi giorni. Si tratta di un elegante portacapsule per il caffè da appendere sopra i distributori che può contenere fino a 30 capsule. (foto sotto)
 
 
Ma gli imprenditori di successo hanno sempre dei sogni, e quelli di Gianenrico Sordo sono molto ambiziosi, «Vorrei che tutte le piste ciclabili del Trentino avessero le ringhiere in alluminio con le luci e un pannellino ogni 70 metri con dentro degli alimentatori che illuminino a giorno, magari con varie luci colorate, in modo da essere transitabili anche la notte, e poi realizzare delle fiorierie in alluminio dove metti la terra direttamente nel profilato di alluminio, e crei un eco sistema in cui la pianta cresce autonomamente grazie a dei piccoli serbatoi pieni d'acqua»
 
Ma quello che contraddistingue Gianenrico Sordo è il suo ottimismo, e sulla crisi che attanaglia l'Italia ha una sua personale idea, «secondo me la crisi è ciclica, quella di adesso è certamente più tosta delle altre, ma servirà per fare pulizia di chi ha lavorato male e senza professionalità. Ma oggi dobbiamo tutti fermarci un momento a riflettere sulle opportunità dei mercati, e pensare che ciò che può farci superare questo brutto momento è il nostro «made in Italy», le nostre idee innovative, la qualità dei prodotti, la nostra inventiva e creatività. L'italia è un paese che deve riprendere a produrre cose nuove insomma».
 
«Aluray, in tal senso, crescerà ancora, – conclude Sordo – e con il tempo diventerà sempre più un brend importante e riconosciuto per la creazione di prodotti nuovi e questo mi darà la possibilità di creare nuovi posti di lavoro e di creare benessere»  
 
Questa è la storia dell'imprenditoria trentina che non chiede sussidi pubblici, che vuole farcela da sola attraverso il lavoro, la tenacia, il sacrificio e le idee. La filosofia di chi si sostiene da solo, e fa della lungimiranza, l'umiltà e l'amore per il proprio lavoro un trampolino di lancio per il successo.
 
Sono imprenditori come Gianenrico Sordo che veicolano il marchio trentino fuori dai confini ed è sconcertante che lo facciano gratis e senza spendere i soldi dei contribuenti. «Ma la vita per me è un nuovo sogno ogni giorno, e sempre diverso…»afferma Gianenrico mentre ci saluta.
 
 
 

 

 

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