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Natam s.r.l, l’azienda trentina che ha battuto la crisi.

 
È la Trento imprenditoriale che va bene, che supera le difficoltà, che batte la crisi, che ottiene risultati importanti grazie a strategie vincenti legate all'innovazione, alla qualità, all'organizzazione e all'ottima gestione delle risorse umane. 
 
Ve la presentiamo qui perchè pensiamo che ci sia bisogno di dare risalto a esperienze positive, casi di successo, esempi ai quali ispirare l'azione di tanti imprenditori e manager. La ditta Natam s.r.l., ubicata in via Alto Adige 214 a Trento, nasce nel febbraio del 1973. Con una lunga esperienza di quasi 40 anni la Natam s.r.l. può sicuramente porsi sul mercato come ditta leader in Trentino nel settore delle pulizie industriali, proponendo fra gli altri, marchi prestigiosi come: IPC Portotecnica, IPC Gansow e Comac.
 
Natam è molto imepgnata anche nel settore dell'attrezzatura meccanica che spaziando dai ponti sollevatori, bilanciatrici, smontagomme, compressori a vite e a pistone, aspirapolveri, impianti di aspirazione, generatori di corrente e generatori di aria calda.
 
Mercato non sempre ottimale ci spiega Fulvio Bolfelli, titolare dell'azienda insieme a Saverio Paoli «dal 2008 ad oggi è stata una picchiata su margini e fatturati, tutti hanno cominciato ad andare alla ricerca dei prezzi, le aziende sono piombate nel panico, e come spesso succede tutto è andato a discapito della qualità del prodotto e della filiera»
 
La Natam possiede quattro furgoni attrezzati per garantire l'assistenza a tutti i clienti, «Tutti i nostri concorrenti pensano alla vendita e trascurano l'assistenza – afferma sempre Bolfelli – noi invece nei momenti di difficoltà abbiamo implementato questo segmento della nostra azienda che ora garantisce un'assistenza molto veloce ed incisiva, pensi che siamo in grado in meno di un'ora di fornire assistenza e così evitare il blocco dell'azienda»
 
All'interno del settore assistenza esistono anche dei veri e propri codici, come al pronto soccorso, bianco, verde, e rosso, il richiamo di uno di questi mette subito in moto il furgone che parte per risolvere il problema.
 
«Oggi per un'azienda professionale e seria è impossibile rimanere bloccata a causa di un guasto su un macchinario, oltre che economicamente è anche una questione di credibilità»sostiene il titolare della Natam.
 
Il racconto continua e si ritorna a parlare dei momenti di crisi, «Quando un mercato entra nella crisi qualsiasi azienda subisce numerosi effetti collaterali che vanno dal numero maggiore di insoluti alle forti difficolà nel prendere i soldi, alla concreta possibilità di dover licenziare qualcuno».
 
È proprio sull'argomento risorse umane che Fulvio Bolfelli diventa serio e si rabbuia, «I momenti di difficoltà ci sono stati – si sfoga l'imprenditore – specie quando abbiamo dovuto licenziare alcune persone nel 2009. Per me è stato un dramma, per i miei 50 anni mi ero regalato una Porsche, ma quando sono iniziati i primi momenti di difficoltà ho deciso di venderla subito perchè ritengo scorretto dire ai dipendenti che siamo in crisi e continuare a viaggiare con la Porsche». 
 
Vista la situazione del mercato è difficile parlare di scopi e obiettivi a breve termine, anche se su questo argomento Bolfelli ha le idee chiare, «L'obiettivo è di non chiudersì, – spiega – e non avere paura di questo mercato in crisi che promette poco, ma verso il quale dobbiamo avere fiducia ed ottimismo». Un chiaro messaggio positivo in attesa del rilancio economico del nostra paese insomma. «È necessario che il comparto agisca in modo sinergico cercando collaborazioni e aggregazioni anche con gli stessi nostri concorrenti».
 
Ma possiamo parlare di partita vinta contro la crisi? «Si, oggi lo stato di salute della Natam è buono – afferma orgogliosamente Bolfelli – l'azienda marcia con le sue gambe ben piantate e sicure per terra, e soprattutto con i propri soldi, quindi pur con le dovute attenzioni posso dire che abbiamo battuto la crisi». 
 
Ma gli imprenditori preparati e motivati sanno benissimo che dormire sugli allori è pericoloso e può rendere vano il lavoro di anni, per questo la Natam ora intende ristrutturare il segmento vendita con la ricerca di veri e propri concessionari sul territorio. «Esiste la concreta volontà di scoprire nuovi segmenti di mercato, di penetrazione su nuovi territori della nostra regione». E nel caso della Natam, il capitale umano, la conoscenza, la capacità innovativa sono le risorse strategiche che potrebbero fare la differenza.
 
«Possiamo garantire un servizio di qualità sia sui prodotti che sull'assistenza, e vogliamo condividerlo in modo anche esclusivo con alcuni nostri clienti storici e non, cercando di creare e approfondire maggiormente la collaborazione commerciale per sostenere il territorio e coloro che ci operano, in tal senso abbiamo deciso di fare anche degli investimenti mirati» – spiega ancora Bolfelli
 
 
L'imprenditore non nasconde che l'azienda punta ancora sul rapporto fiduciario con il cliente, «È stata una delle cose che ha aiutato Natam a superare i momenti difficili, noi crediamo ancora nell'onestà e nella trasparenza dei nostri collaboratori e clienti, per noi spesso bsta una stretta di mano».
 
Questo è da sempre lo spirito della Natam e dei suoi collaboratori; cioè la fiducia, il rispetto e la stima dell'azienda verso la persona, in nome del raggiungimento di un unico obiettivo che è il benessere di tutti.
 
Diventa ora comprensibile chiedere ad uno dei due titolari della Natam cosa pensano della situazione economica attuale e qualche consiglio per migliorare le cose, «Siamo consapevoli che è il momento più difficile del dopoguerra, a mio avviso, dove è possibile e senza essere discriminanti, la provincia e i comuni dovrebbero lavorare e dare più opportunità alle aziende del posto, infatti, è necessario ricordare che tutti gli imprenditori trentini le tasse le pagano qui».
 
La Natam è anche uno dei soci fondatori della «Fondazione Trentina per l'autismo» che ha realizzato il centro Sebastiano di Coredo, investendo quasi 5 milioni di euro. (oltre la metà erogati dalla provincia di Trento) La struttura è il più importante polo sociale italiano dedicato ai pazienti autistici e verrà inaugurata intorno a Natale 2015 e che rappresenta un vero capolavoro fra privato e pubblico, «Considero doveroso, per chi ha le risorse, aiutare e sostenere sempre e dovunque chi è stato meno fortunato di noi» conclude Fulvio Bolfelli
 
Questa storia è la vittoria di un «gioco di squadra», la consapevolezza che il vecchio detto «tutti per uno» non è certo fuori moda, ma che soprattutto con l'ottimismo, le competenze e la capacità di gestire le risorse umane, mescolate con la lungimiranza ,oggi possono far vincere tutte le battaglie, anche quelle più difficili.
 
 






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