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Terme Levico e Vetriolo, natura e storia: un volano per il turismo

Il fruscio di un parapendio attira la nostra attenzione, siamo a 1500 metri di altitudine seduti al tavolino di un caffè al Maso Vetriolo Vecchio.

Di fronte a noi la base di lancio dove turisti e appassionati di volo in deltaplano e parapendio, possono apprezzare tutto l’anno lo splendido scenario della Valsugana con i laghi di Levico e Caldonazzo, Cima Dodici, le prime vette della catena montuosa del Lagorai e sullo sfondo ad est il gruppo del Brenta.

Ma per chi non pratica questo sport, la Panarotta offre trekking naturalistici, escursioni in bike e gite alla riscoperta delle tracce della Grande Guerra, ed una delle maggiori Fortezze austro-ungariche della zona, il Forte della Busa Granda in località Compet è in fase di restauro a cura della Provincia Autonoma di Trento. D’inverno invece la montagna di Vetriolo si trasforma in una meta apprezzata per sci, snowboard, scialpinismo e ciaspole.

In questa cornice naturalistica, il termalismo vanta una solida e antica tradizione che affonda le radici nella storia e nella leggenda del Re Fravort. Nell’800 la fama delle proprietà benefiche e terapeutiche delle acque arsenicali-ferruginose di Levico e Vetriolo, in quanto uniche in Italia e rare in Europa si è diffusa a tal punto da attrarre membri della casa d’Asburgo e della borghesia dell’epoca. (Vedi articolo La Voce del Trentino del 19 agosto 2015)

Il primo stabilimento è stato inaugurato a Vetriolo nel 1814, ma soltanto a partire dal 1870 ha avuto inizio lo sviluppo termale della città di Levico, con la costruzione di un acquedotto per convogliare l’acqua minerale a valle. Oggi le Terme di Levico e Vetriolo vantano tre stabilimenti: l’imponente Palazzo delle Terme di Levico circondato da un lussureggiante parco, l’elegante struttura dell’Imperial Grand Hotel dotato di un centro termale al suo interno, immerso nel secolare parco degli Asburgo e lo stabilimento di Vetriolo.

Il centro termale di Vetriolo situato a quota 1500 metri, è la stazione termale più alta d’Europa, luogo ideale per chi soffre di allergie vista la totale assenza degli acari della polvere, anzi il perfetto connubio tra salute, benessere termale e attività nella natura esalta le qualità rigenerative di queste acque minerali.

Nella Catena del Lagorai sgorgano due sorgenti di acqua termale che si differenziano in base al loro contenuto di sostante minerali: l’Acqua Debole è attualmente in corso di valutazioni scientifiche per studiare le potenzialità di questa terapia nel trattamento delle malattie reumatiche, mentre l’Acqua Forte è da sempre in uso presso i due stabilimenti di Levico e Vetriolo.

L’acqua termale si presenta fredda e molto acida alla fonte, altamente mineralizzata e ricca di ferro, il quale a contatto con l’aria si ossida, conferendole quella particolare colorazione rossastra, inoltre è ricca di altri minerali come rame, manganese, magnesio e calcio.

Possiede concentrazioni terapeuticamente efficaci ma non tossiche di arsenico e per la presenza abbondante di solfati, può essere classificata quale acqua solfato-arsenicale, ferruginosa.

Gli elementi chimici contenuti nell’Acqua Forte determinano importanti azioni biologiche sull organismo: antibatterica, immunostimolante locale, trofica sulla cute e mucose, detergente e antinfiammatoria.

Per confermare gli effetti biologici e sostenere scientificamente l’efficacia dell’Acqua Forte sono stati condotti numerosi studi con la supervisione del Comitato Scientifico in collaborazione con importanti Università italiane.

Il palazzo delle Terme di Vetriolo, situato proprio nei pressi delle sorgenti dell’acqua arsenicale-ferruginosa, è stato interamente rinnovato nelle strutture, ridisegnato negli spazi e dotato delle più moderne strumentazioni. Dispone di un ampio solarium, piscina e idromassaggio, ed attualmente rimane aperto soltanto da fine giugno a fine agosto, ma sarebbe interessante prorogare la stagione termale fino a metà settembre.

Vi si accede da una reception con annesso bar, mentre i giardini esterni all’entrata principale sono arricchiti da un anfiteatro situato su un terrazzamento naturale, che offre uno splendido panorama sulla Valsugana, location ideale per eventi e concerti serali.

Sicuramente è un punto di forza poter effettuare le terapie quali bagni termali, inalazioni e fisioterapia “con vista” sulla vallata, consentendo il recupero di energie fisiche e psichiche, mentre i fanghi possono essere effettuati solo negli stabilimenti di Levico Terme.

Le acque termali sono particolarmente indicate per stati di astenia e stress, affezioni alle vie respiratorie, reumatismi, ipertiroidismo, psoriasi, malattie osteoarticolari e ginecologiche.

Incontriamo il dr. Giorgio Bazzato, medico delle Terme di Vetriolo, per un’intervista riguardo ai benefici ottenuti da una villeggiante emiliana al termine del ciclo di 12 bagni termali prescritti per una particolare patologia di cui era affetta: il dermografismo idiopatico (idiopatico = termine elegante per dire che non si conoscono le cause).

Il Dermografismo che letteralmente significa “scrittura sulla pelle” è un fenomeno conseguente ad una risposta esagerata dei capillari sanguigni superficiali che si dilatano anche alla sola pressione, rendendo la pelle pruriginosa e ricoperta da pomfi che appaiono e scompaiono nel giro di alcune ore.

La paziente in questione, presente all’incontro, racconta che l’inizio della cura termale coincideva con un periodo particolarmente stressante della sua vita per lutti famigliari, il suo corpo rispondeva con orticaria e prurito che si manifestava con un picco nel pomeriggio. Le prove allergologiche avevano rilevato allergia al nichel e quindi la paziente ha adottato anche una opportuna dieta alimentare.

Al termine del ciclo di terapia la signora ha notato un sensibile miglioramento dovuto al prendersi cura di sé mediante 12 bagni caldi termali che hanno proprietà antinfiammatorie e calmanti sui recettori cutanei, abbinati ad altrettanti massaggi relax che distendono muscoli e vasi linfatici, più l’aria fresca di montagna senza inquinamento.

Vetriolo per questo è l’ambiente ideale che permette di camminare o passeggiare nei boschi in tutta tranquillità e quiete, piacevole è la vista di variopinti deltaplani o parapendii.

All’ambiente di montagna, al clima e alle acque arsenicali-ferruginose, uniche nel  loro genere perché qui sgorgano alla fonte, va dato il merito del benessere ritrovato dalla villeggiante, la cui pelle “non scrive più” in modo così evidente, ora al tratteggio di una riga sulla gamba rimane un segno leggero che poi scompare.

Sono tre co-fattori di importanza fondamentale, soprattutto per certe patologie, nel conseguimento di risultati terapeutici che non si hanno altrove.

Questo caso aneddotico (che si riferisce ad un unico avvenimento) ha colpito professionalmente il dr. Bazzato che ha interessato la Direzione delle Terme e l’Università di Bologna, ma come insegna Galileo Galilei  il fenomeno è giusto se si ripete.

L’occasione di continuare l’intervista con la signora, ci permette di conoscere l’ambiente delle Terme, la zona massaggio relax con oli essenziali di lavanda ed arnica e la professionalità dell’operatrice Sonia.

Dopo aver frequentato il corso triennale di estetica presso l’Istituto professionale Barelli di Rovereto, l’operatrice ha conseguito il diploma di estetista termale, una specializzazione ottenuta seguendo il quarto anno di alta formazione a numero chiuso con tirocini presso le Terme di Bad Gastein (Austria) famose per le sorgenti contenenti la sostanza radioattiva del radon e quelle di Saturnia in Toscana.

A differenza della sorgente termale di Roncegno che praticamente si è esaurita e quella di S.Orsola scesa più in profondità, le fonti delle acque arsenicali-ferruginose delle Terme di Levico e Vetriolo godono di ottima salute.

Quello che serve quindi è un piano di rilancio del settore termale in sintonia con la riqualificazione del territorio, per attrarre un turismo che ha tutte le potenzialità per far da volano ad altre attività del territorio, allungando la stagione turistica/termale anche in montagna.

Dai racconti dei villeggianti di Vetriolo che da oltre 30 anni frequentano la località, per lo più trentini oltre a persone provenienti da Emilia Romagna e Veneto, è interessante notare come l’attaccamento a questa zona di cura e soggiorno sia ancora molto forte.

Alle prime vacanze turistiche motivate dallo sci sulla Panarotta 2002 lungo i 10 km di piste di sci alpino, è proseguito un turismo estivo per cure termali, che potenzialmente potrebbe essere incrementato anche durante le festività natalizie, come avviene in altre località termali (es. Comano Terme).

Vetriolo è diventato un “villaggio” dove i legami di parentela e di amicizia durano nel tempo e spesso l’amore per la montagna viene trasmesso anche alle giovani generazioni.

Sarebbe auspicabile una piazza nella località di Vetriolo, dove turisti, villeggianti e residenti potessero incontrarsi, con una serie di servizi, botteghe alimentari e negozi, un parrucchiere, una biblioteca, magari anche uno sportello postale o bancario aperto a giorni alterni nei periodi estivi e durante le festività, perché no?

Tutto questo è accaduto veramente negli anni di grande crescita del centro termale ed è testimoniato da cartoline, foto d’epoca e stampe appese alle pareti delle accoglienti case e baiti di montagna. A volte gli abitanti degli antichi baiti portavano funghi, piccoli frutti, ciliegie e nei negozi di Vetriolo facevano acquisti di prodotti alimentari.

Vetriolo era meta per la messa domenicale nella chiesetta della Madonna della Neve, specialmente nel periodo in cui era rimasta chiusa la cesòta, i baiti più alti avevano collegamenti più frequenti con la località termale, perché di passaggio per le escursioni turistiche.

Sicuramente il vantaggio dell’esistenza di un centro termale affermato in quota può portare benefici alla popolazione locale e si presta molto per lo sviluppo del turismo ciclistico classico (già collaudato con il Giro d’Italia e Giro del Trentino) e mountain bike, che altre valli hanno promosso con maggiore grinta (vedi i Campionati mondiali MTB in val di Sole che hanno richiamato circa diecimila spettatori in un fine settimana).

Gli habitués della Panarotta conoscono le grandi potenzialità dei percorsi che si sviluppano intorno a questa montagna fino a giungere in val dei Mocheni ed eventualmente proseguire nel Lagorai, percorsi ciclabili in quota e trekking con diversi gradi di difficoltà e distanze (Translagorai, Sentiero Europeo E5 e Sentiero della Pace).

Occorre anche tener presente che sta prendendo piede un turismo invernale per mountain bike su percorsi innevati dedicati, se non addirittura sulle piste preparate dove prima si praticava lo sci alpino e sono già in commercio nuovi modelli di bike adatti a tracciati invernali.

Come ci insegna l’evento di grande successo che ha caratterizzato l’estate 2015: “Il trenino dei castelli”una giornata speciale a bordo di un trenino esclusivo, alla scoperta di castelli e sapori delle Valli del Noce, bisogna valorizzare con arte e maestria tutto il nostro territorio (es. giro dei Forti austro-ungarici), perché conoscere il passato serve ad attrezzarci meglio per affrontare le sfide del futuro.

 “Se dipendesse da me renderei contagiosa la salute invece che la malattia”. (Robert G. Ingersoll)

Maria Cristina Betzu

m.betzu@tin.it

 






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