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giovedì, novembre 27th, 2014

 

Lotta ai cambiamenti climatici, un «fardello dell’uomo bianco»

Lunedì prossimo 1 dicembre si aprirà a Lima, capitale del Perù, il vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici; il Consiglio europeo ha fissato solo qualche giorno fa i nuovi obiettivi climatici ed energetici per i prossimi 20 anni; un paio di settimane fa Stati Uniti e Cina hanno raggiunto un importantissimo accordo sulla riduzione delle emissioni di gas tossici nell’atmosfera.

Sembra proprio che l’attenzione nei confronti del delicato tema della lotta ai cambiamenti climatici sia sempre maggiore e soprattutto costruttiva. Tuttavia, si tratta di un argomento dalle mille sfaccettature che inevitabilmente porta a scivolare sul terreno fangoso della politica internazionale.

Nell’ultimo rapporto della Banca Mondiale si può leggere che i cambiamenti climatici provocati dalle attività umane hanno “raggiunto punto di non ritorno”, che vale a dire che l’uomo sta distruggendo pian piano il pianeta e non può più fare niente per riparare al danno commesso.            

Ma da quando? E come?

Sicuramente la situazione si è aggravata con il progressivo espandersi del fenomeno dell’inquinamento, con l’industrializzazione a ritmi sempre più sostenuti, con la dilatazione del tessuto urbano e con il ricorso sempre maggiore alla deforestazione.

Proprio la deforestazione sarà al centro dei dibattiti all’interno della Conferenza di Lima, non a caso ospitata in uno dei Paesi che più risentono di tale fenomeno che soltanto nel 2013 ha provocato attraverso i suoi processi, l’8% delle emissioni tossiche mondiali.

Il fenomeno, che ormai si protrae da oltre quaranta anni, ha portato all’abbattimento di oltre 40 miliardi di alberi e provocato la distruzione di oltre metà di quel che era l’originaria Foresta Amazzonica.

Ma la responsabilità maggiore è da imputare ai processi industriali e soprattutto a quelli che utilizzano combustibili fossili, le cui emissioni di scorie hanno provocato fenomeni quali il surriscaldamento globale e l’incremento di fenomeni atmosferici dalla portata sempre più distruttiva.

Le parole chiave di incontri come quello della prossima settimana a Lima saranno dunque riduzione drastica di gas serra nell’atmosfera e incremento dello sfruttamento di fonti di energia pulite e rinnovabili nei processi produttivi industriali.

Ma trovare un accordo sarà tutt’altro che semplice. I governi dovranno riuscire a stabilire dei livelli massimi di emissioni consentite in un clima sempre più teso. Da un lato infatti c’è l’Occidente avanzato e più sviluppato spinge sull’acceleratore e cerca di stabilire vincoli sempre più rigidi; dall’altro ci sono Paesi in via di sviluppo e le economie emergenti che invece sostengono la necessità di un impegno maggiore da parte di chi contribuisce all’inquinamento da molto più tempo.

E’ quanto sostenuto spesso dalla Cina nei consessi internazionali, facendosi portatrice degli interessi di quei Paesi come la Repubblica popolare che solo negli ultimi decenni stanno sperimentando un vero e proprio sviluppo industriale sul modello di quello occidentale.

E sembra dunque ragionevole ed opportuno che dopo oltre due secoli di feroce urbanizzazione, industrializzazione a ritmi accelerati, di inquinamento atmosferico, acustico, urbano e architettonico, siano i Paesi industrializzati e più avanzati a dover fare mea culpa e cominciare a dare l’esempio nella riduzione effettiva e concreta dell’inquinamento.

Spetta ai loro governi, e a noi tutti, accollarsi il fardello della lotta ai cambiamenti climatici, lasciando adesso anche ad altri Paesi la possibilità e l’opportunità di portare avanti il processo di sviluppo che l’Occidente ha vissuto anni or sono, con tutto ciò che questo comporta.

Ma a quale prezzo?


I Nas sequestrano vaccino antinfluenzale Fluad dopo tre morti sospette.

I Carabinieri del Nas si sono presentati nei depositi farmaceutici e nelle farmacie di tutta Italia per verificare l'avvenuto ritiro dal mercato del vaccino antinfluenzale FLUAD della Novartis Vaccines e Diagnostic s.r.l..

Il motivo del ritiro sarebbe attribuito a tre morti sospette legate alla somministrazione di dosi dei due lotti del vaccino il cui utilizzo è stato oggi bloccato dall'Agenzia italiana del farmaco. I decessi, due avvenuti in Sicilia e uno in Molise,  "hanno avuto esordio entro le 48 ore dalla somministrazione delle dosi dei due lotti 142701 e 143301, destinati alle Asl", fa saper l'Aifa.

Una quarta persona, molisana, è in gravi condizioni e ha manifestato i sintomi dopo le 48 dalla somministrazione. Un comunicato dell’AIFA, l’Agenzia Italiana per il Farmaco è eloquente nel precisare che: "A seguito delle segnalazioni di quattro eventi avversi gravi o fatali, verificatisi in concomitanza temporale con la somministrazione di dosi provenienti dai due lotti del vaccino in attesa di disporre degli elementi necessari, tra i quali l’esito degli accertamenti sui campioni già prelevati, per valutare un eventuale nesso di causalità con la somministrazione delle dosi dei due lotti del vaccino, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha disposto, a titolo esclusivamente cautelativo, il divieto di utilizzo di tali lotti.

II Comando Carabinieri perla Tutela della Salute è invitato a verificare l'avvenuto ritiro e, in caso di mancato adempimento da parte della ditta interessata, procederà al sequestro dei lotti dei medicinale. "


Fondi riservati, Durnwalder rinviato a giudizio

L'ex governatore altoatesino Luis Durnwalder è stato rinviato a giudizio dal gup di Bolzano Emilio Schoensberg per le cosiddette spese riservate con l'accusa di peculato e finanziamento illecito ai partiti.
 
A Durnwalder, che per 25 anni fino lo scorso gennaio ha guidato la Provincia autonoma, viene contestato una somma complessiva di 556.189,65 euro dal 2004 al 2012. L'ex presidente non era presente in aula.
 
L'immagine delineata in aula dal procuratore capo Guido Rispoli che ha chiesto il rinvio a giudizio non è stata certo tenera, «un monarca scollegato da ogni ipotesi di controllo»lo ha definito il procuratore. 
 
Anche se la legge provinciale sull'utilizzo dei soldi a disposizione del presidente non prevedeva l'obbligo di rendicontazione, la Procura ritiene che la gestione del fondo sia stata comunque illegittima in quanto non conforme ai principi generali sulla gestione delle risorse pubbliche.
 
«Nel merito, mi viene contestato l'utilizzo illecito di una somma di 1,6 milioni di euro, l'intero importo del fondo riservato degli ultimi vent'anni» aveva detto Durnwalder appena aperte le indagini.
 
In pratica, significherebbe che tutto il fondo sarebbe stato illecitamente impiegato per due decenni. "Sono profondamente deluso da questa vicenda, dall'immagine che viene trasmessa dell'Alto Adige e dal modo di renderla nota alla pubblica opinione."
 
Durnwalder aveva ribadito che nei 25 anni alla guida della Giunta provinciale non ha utilizzato un centesimo del fondo riservato per scopi privati. «Ho sempre cercato di amministrare al meglio questa Provincia, non per trarne vantaggi personali ma per il benessere della società, dei cittadini e dell'associazionismo. Saprò documentare – ha aggiunto – che non c'é stato un utilizzo illecito del fondo riservato.»
 
Il direttore della Ripartizione finanze Eros Magnago l'indomani dello scoppio dello «scandalo» aveva  chiarito che i fondi erano stati gestiti esattamente come la legge prevede: «Quelli di rappresentanza, – aveva spiegato Magnago – regolati dalla legge del 1989, sono soggetti a controlli, con rendiconto e documentazione contabile, mentre il caso in questione riguarda solo il fondo riservato, istituito dalla legge del 1994, che non prevede controllo per questo tipo di spese, comunque aderenti alle finalità istituzionali. Abbiamo prodotto l'elenco dettagliato di ciascuna spesa, non ci sono stati occultamenti».
 
Il giudice dell'udienza preliminare evidentemente l'ha pensata diversamente, infatti, l'ez governatore della provincia di Bolzano è stato rinviato a giudizio. 


“Una vittoria di squadra”. Max Colaci, ricezione e difesa invalicabile contro Latina

«Vince solo chi ci crede».

Recita così uno degli striscioni che si notano al PalaBianchini, ma, alla fine, la sfida più interessante di domenica 23 novembre, quella che metteva di fronte la Top Volley Latina e la Energy T.I. Diatec Trentino, si è risolta a favore dei gialloblù, ancora una volta capaci di riagguantare la partita vincendo in rimonta 2-3 (25-21, 26-24, 24-26, 20-25, 14-16) dopo quasi due ore e trenta di battaglia.

Preziosi i due punti ottenuti in trasferta che issano Birarelli e compagni al terzo posto in classifica dietro a Modena e Macerata, prossima avversaria al PalaTrento nel big match dell'ottava giornata di regular season.   

Una vittoria frutto della forza del gruppo, e per questo diventa difficile trovare un giocatore più meritevole perché tutti ci hanno appunto creduto, ma, anche se sotto rete gli attaccanti si sono davvero distinti – Lanza mvp con 24 punti, Kaziyski 22 – e i centrali non sono stati da meno – Solé 15 punti e capitan Birarelli 13 – questa volta vogliamo dedicare spazio a chi in seconda linea intuisce, corre, si butta e salva il pallone prima che cada a terra, regalando altre emozioni.

Questo è ciò che fa Massimo Colaci, e lo sa fare così bene che Radostin Stoytchev lo ha recentemente definito il miglior libero del campionato.

«Sì, le sue parole mi hanno fatto piacere – ci racconta Colaci -, so che crede in me e avere la fiducia del tuo allenatore alimenta la motivazione, ti spinge a dare ancora di più.

Per ora sono contento di come ho iniziato la stagione, anche in ricezione dove comunque devo lavorare tanto per migliorare. Un attaccante dopo aver sbagliato può riscattarsi in tanti altri modi, mentre il mio compito è più ripetitivo, per questo è fondamentale che io riesca ad avere continuità sia in difesa che in ricezione».

Dopo l'ottima prestazione di domenica siamo contenti di notare che il libero gialloblù non ha perso la semplicità e l'umiltà che lo contraddistinguono. Lo abbiamo incontrato al termine della seduta pesi di un pomeriggio un po' diverso dal solito.

Al PalaTrento infatti lo spazio abitualmente  occupato dal campo ospita il palco sul quale si esibirà in serata Cesare Cremonini (martedì 25 novembre, ndr) e mentre aspettiamo Max abbiamo il piacere di ascoltare in anteprima alcune canzoni. Un assaggio del sound entusiasmante che si diffonderà durante il concerto, una scarica di energia amplificata dalle casse che danza sulle note della musica non appena Cremonini prova "Logico", il suo ultimo successo, e subito nasce spontaneo il movimento del piede che tiene il ritmo.

Ritmo e "sound" vincente che quest'anno non mancano alla Trentino Volley, come testimoniato dal positivo avvio di stagione: tre vittorie in casa, tre in trasferta con l'unico passo falso a Verona e ottavi di Coppa Cev raggiunti dopo aver eliminato Novi Sad. Il successo contro la Top Volley ricorda quello ottenuto un mese fa sul campo della Sir Safety.

«È stata una partita dura ma ci ha dato segnali positivi: vincere in rimonta e in trasferta come era successo contro Perugia ci fa ben sperare per il nostro campionato che è iniziato su binari giusti. Latina veniva da partite in cui aveva giocato bene dimostrando il suo valore e anche domenica ci ha messo in difficoltà. 

Abbiamo sofferto, ma riuscire a spuntarla ancora una volta dopo aver perso i primi due set ci ha fatto capire che sappiamo tener duro nei momenti di difficoltà, restando in partita, pronti ad approfittare degli errori degli avversari».

Una consapevolezza importante perché, quando parte male, la Diatec ci mette un po' per ritrovare lucidità ma assomiglia ad un animale che pur ferito non molla mai, resta lì, in agguato, pronta a sferrare la zampata vincente.

Dunque, dopo un primo set da dimenticare, c'è stata una progressiva crescita: «Il secondo set è stato più equilibrato, ma loro sono stati bravi a chiudere quando bisognava farlo, mettendo subito il pallone a terra, alla prima occasione utile. Noi ci siamo lasciati sfuggire qualche punto per strada, ma, pur non sfruttando tutte le occasioni che ci eravamo creati, poi siamo stati capaci di reagire, ribaltando il risultato».

Segnali di risveglio da parte dei martelli gialloblù, partiti un po' in sordina, si erano già visti sul finire del secondo parziale ma non erano bastati a fermare Latina.

«Loro sono partiti davvero forti con Skrimov e Starovic ben imbeccati da Sottile, oltre ad avere il merito di leggere le alzate di Lukasz (Zygadlo, ndr) e di farsi trovare pronti a muro bloccando gli attacchi di Pippo (Lanza, ndr) e Matey (Kaziyski, ndr).

Poi, a partire dal terzo set abbiamo iniziato a difendere meglio. Io ho preso il ritmo, sia in ricezione che in difesa ma essere migliorati nella fase break è dipeso dall'essere stati più incisivi al servizio con Pippo, Matey e Martin (Nemec, ndr) – si schernisce Max -.

Se batti bene, crei difficoltà all'alzatore avversario e diventa più facile toccare qualche pallone in più a muro. Difendere meglio è solo una conseguenza».

C'è da dire che la Diatec ha avuto la pazienza necessaria per non scoraggiarsi, registrando muro e difesa in tempo utile, ma se riesci a farlo e cresci in tutti i fondamentali vuol dire che alla resistenza fisica si somma anche quella mentale. Vuol dire che hai fiducia nella possibilità di recuperare e rovesciare il risultato a tuo vantaggio.

«Siamo pronti per restare in campo e giocare anche più di due ore come è successo contro Perugia e Latina, ma quando ti accorgi che certi set diventano interminabili e loti punto a punto, ciò che conta è restare concentrati e non mollare.

In allenamento durante la settimana, ce lo diciamo sempre, non dobbiamo mai smettere di giocare, indipendentemente dalle squadre che affrontiamo, in casa o in trasferta. Quando le partite si allungano, bisogna subito dimenticare l'attacco o la battuta sbagliata, con questa mentalità, prima o poi costruisci azioni che vanno a segno e cambiano il volto della partita come è successo domenica. Loro ad un certo punto sono calati e noi siamo stati più lucidi e determinati nel finale del quarto set e nel tie-break».         

Quella con Latina è stata una partita significativa per Dario Simoni, vice allenatore di Stoytchev che negli ultime tre stagioni ha rivestito lo stesso ruolo sulla panchina dei pontini per poi diventarne anche primo allenatore dal 21 gennaio scorso in seguito all'esonero di Roberto Santilli.        

«I suoi consigli ci sono stati utili anche se all'inizio Sottile (regista e capitano di Latina, ndr) ci ha sorpresi con un gioco più imprevedibile di quello che ci aspettavamo. Di Simoni mi ha colpito il fatto che è molto attento alla cura dei dettagli e durante gli allenamenti segue i giovani con particolare attenzione».

Alle vittorie contro Milano, Ravenna e Latina si è aggiunto anche il passaggio di turno in Coppa Cev e il 4 e il 17 dicembre la Trentino Volley affronterà il Maccabi Tel Aviv.

«Non avevo mai disputato questa manifestazione, ora siamo agli ottavi e uno dei nostri obiettivi è arrivare fino in fondo. Con Novi Sad siamo riusciti a spuntarla, ma, trattandosi di partite a eliminazione diretta, non dobbiamo sottovalutare nessuno».

Parlando di giovani invece non si può non commentare il fatto che in questo avvio di campionato Stoytchev abbia già dato spazio ai talenti del vivaio gialloblù approdati in prima squadra, in particolare a Simone Giannelli, regista bolzanino di 18 anni che contro la Revivre Milano ha messo a segno i primi due punti in SuperLega.  

«Giannelli è molto giovane ma anche molto forte di testa, si vede che ha talento e domenica è entrato in un momento critico dando una mano alla squadra. Nel suo ruolo è difficile trovare spazio ed esprimersi ad alto livello e deve avere pazienza, ma la cosa più importante è lasciarlo lavorare tranquillo dandogli il tempo necessario per crescere».

Il dato più confortante è che tutti i giocatori hanno contribuito a ridare equilibrio alla squadra: Lanza non aveva iniziato bene la partita, e anche Kaziyski sembrava un po' fuori giri, poi si sono riscattati e al tempo stesso Birarelli (89% in primo tempo, 4 muri e un ace) e Solé, miglior muratore del match, si sono distinti per continuità e tenacia.

E allora, dove può arrivare la Energy T.I se è vero che, pur non avendo ancora espresso il suo miglior gioco, è lì a 16 punti, dietro a Macerata e Modena che finora non hanno sbagliato un colpo?   

«È impossibile giocare sempre al massimo, ma ogni settimana lavoriamo per migliorarci e se qualcuno non è in giornata dobbiamo riuscire a farlo notare il meno possibile e vincere anche se non siamo al top», afferma convinto Colaci.

Domenica però con la Lube bisogna partire subito bene, stuzzichiamo il libero gialloblù, e Max rilancia.

«Loro sono fortissimi in tutti i reparti e molto regolari, non possiamo aspettare che sbaglino, quindi dovremo scendere in campo concentrati e imporre subito il nostro gioco, sfruttando il fattore campo.

Spero che  in tanti vengano a vedere la partita: vogliamo giocare bene anche per i nostri tifosi, dimostrando di avere un atteggiamento vincente. L'entusiasmo del pubblico per noi è fondamentale, ci gasa e ci dà una spinta in più».

A preparare la sfida più attesa dell'ottava giornata c'è anche il nuovo scoutman Danilo Contrario che a partire dal primo match di SuperLega UnipolSai con Padova ha preso il posto di Matteo Levratto, storico statistico della Trentino Volley.

«Sto lavorando sulla gara con la Lube da più di un mese, visualizzando più partite possibili e raccogliendo il maggior numero di dati disponibili.

Paradossalmente, però, è più semplice preparare un impegno del genere che uno come quello che ci aspetta il 4 dicembre con Tel Aviv, perché delle compagini che giocano la Coppa CEV ho inevitabilmente meno materiale a disposizione.

La Lube è una squadra fortissima, con tantissime alternative; sarà durissima riuscire a superarli ma tutto ciò è molto stimolante per noi».

Intanto Colaci si gusta le 200 maglie in gialloblù, traguardo importantissimo raggiunto qualche settimana fa.

«Colgo l'occasione per ringraziare di nuovo i tifosi della curva per lo striscione che mi hanno dedicato, per me questa è più di una semplice maglia. Sono ancora lontano dalle presenze di "Baretto" – sorride il libero parlando dell'amico appena battuto a Ravenna – ma questa è la quinta stagione a Trento e ne sono fiero».

Non potrebbe essere diversamente per un giocatore che è cresciuto tantissimo nelle ultime stagioni diventando uno dei cardini della Energy T.I. Una squadra fatta di cuore e carattere, grinta e determinazione, quelle che il suo libero mette ogni volta in campo.

Se le cose stanno così, Trento può andare lontano. Logico, come canta Cesare Cremonini. Ma restando umile, come Max.  

p.niccolini@lavocedeltrentino.it

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Una vita di stile ed eleganza con Anna Gaddo

Sabato 29 novembre il Castello del Buonconsiglio farà da sfondo alla presentazione del volume che racchiude la biografia di una donna speciale che ha fatto della moda uno stile di vita

Anna Gaddo 55 anni di alta moda. Questo il titolo del libro che sabato prossimo verrà presentato dalla prof.ssa Enrica Buratti Rossi presso la sala delle Marangonerie del castello del Buonconsiglio, a partire dalle 17.30.

Il volume, curato da Luisa Gretter Adamoli, ha lo scopo ambizioso di ripercorrere tra aneddoti, foto, splendidi abiti e racconti la rocambolesca vita di una stilista che ha saputo portare la classe e l’eleganza della moda italiana in tutto il mondo.

Una vita di soddisfazioni, ma anche di inizi difficili e di una lunga gavetta prima di approdare al successo.

Uno spirito curioso ed indomito quello di questa vera artista della moda, che ancora oggi, come lei stessa ama raccontare, guarda sempre avanti, al futuro con gli stessi occhi pieni di coraggio ed entusiasmo di tanti anni fa.

E’ semplicemente questo il segreto di Anna Gaddo, ottimismo, forza d’animo e voglia di fare.

Segreto che Anna lascia trapelare grazie alle sue splendide creazioni e a quelle della figlia Cristina; nel loro atelier, infatti, continua la realizzazione, oggi come allora, di splendidi abiti da giorno, da sera e da gran Galà.

Stoffe dai toni pastello e leggere che sanno di estate, fantasie allegre, geometriche, e floreali che inducono al buonumore e alla gioia di vivere. Tessuti speciali per le creazioni da gran serata, come raso vivace, morbida seta impreziositi da luccicanti strass e paillettes.

Si intuisce subito che, per questa signora della moda, un abito è prima di tutto un‘emozione. Un’emozione per chi lo crea, per chi lo indossa e per chi lo vede sfilare in passerella.

E sicuramente emozionante sarà l’evento che Anna ci regalerà sabato, presentandoci la sua vita colorata, ricca e vivace proprio come le sue intramontabili creazioni.

Romina Batistelli

 


Le emozioni regalate da TedxTrento 2014

Il rosso fuoco di TEDxTrento campeggiava sul palco, non solo grazie alle lettere T E D x ben evidenziate, alla piattaforma circolare rialzata e posizionata al suo centro che si raccordava con le due rampe di accesso, ma anche grazie ai due grandi pannelli che facevano da sfondo all'evento, opera della creatività dell'architetto, Valerio Panella, qui in veste di scenografo: non solo giochi di luce ma un allestimento scenico che ha interagito e scandito i vari momenti dell'evento. 

Il tema di questo TEDxTrento, Creatività e Diversità, è stato di ispirazione anche per la scenografia minimalista ma pervasiva, personale interpretazione del tema: è proprio il caso di dire che a TEDxTrento nessun dettaglio era lasciato al caso.

La prima sessione di presentazioni, iniziata alle dieci, è stata preceduta da una emozionante esibizione di canto, musica e danza, perchè TEDxTrento è anche questo: intreccio fra saperi, sinergie positive, arte nelle sue varie forme, e innovazione.

Sarebbe difficile descrivere a parole la grande carica, la contagiosa energia sprigionate da questa performance interattiva e poliedrica, partita fra le file della platea e poi magistralmente avanzata verso il palco, fulcro di tutta la giornata di TEDxTrento.

Basti dire che, nell’oscurità delle luci appena spente in teatro, l’orchestra dei Filarmonici di Trento ha cominciato a suonare le prime note dell’Inno alla Gioia di Beethoven, mentre alcune luci illuminavano sapientemente le coreografie delle due danzatrici, che si esibivano fra gli spettatori, e dell’acrobata appeso alla sua fune; contemporaneamente il Coro dei Minipolifonici, ha unito il canto alla musica del grande Inno, sprigionando una carica emotiva di altissimo livello e coinvolgendo il pubblico ammaliato ed ammutolito.

A tenere le fila dell’evento sul palco, uno spumeggiante Claudio Ruatti, che ha saputo introdurre con brio, eleganza ed intelligenza i 17 speaker che si sono succeduti sul palco, in tre sessioni eterogenee, ma legate fra loro da un fil rouge costituito dal binomio “Creatività e Diversità”.

I relatori sono stati capaci di suscitare stupore e meraviglia del pubblico in teatro, ma anche dei numerosi partecipanti che hanno seguito l’evento in streaming non solo da Trento, e dalle zone circostanti dove erano stai predisposti punti ad hoc, ma anche dal resto del mondo.

Grande attività anche sui social network che hanno seguito, passo dopo passo, l’evento dando vita a dibattiti digitali annullando le distanze geografiche, a favore di un flusso continuo di pensieri, visioni e concetti.

Qui a TEDxTrento la noia e la passività sono state del tutto bandite: il pubblico ha seguito, rapito e sempre più curioso, le proposte di Flavia Marzano per una scuola a misura di bambino e di creatività, quelle anticonformiste della scienziata ambientale Lisa Casali, ma anche i segreti della leadership creativa di Luciano Boccucci, che mira al cambiamento positivo di sè, come step necessario per raggiungere i propri obiettivi.

Altrettanto ispiranti sono stati i talk dal vocal coach Davide Piludo Verdigris, che ha mostrato come la voce diventi il mezzo per affrontare vittoriosamente uleriori sfide, per sbilanciarsi in avanti, verso nuovi obiettivi, ma anche l’avventura in giro per l’Italia di Darinka Montico, a piedi e senza soldi, ma ancora capace di ascoltare i sogni della gente, infondendo loro la voglia di lottare per realizzarli, alla capacità di condividere gli obiettivi in team e abbattere le vuote gerarchie di memoria militaresca, secondo le istruzioni di Tania Campanelli, convinta che la soggettività sia la chiave di volta.

Insomma, le sorprese non sono mancate e non si può certo dire che TEDxTrento siano solo talks creativi, senza alcuna attinenza col presente: dai viaggi ispiranti di Barbara Centis, insegnante motivata che ha condotto la sua classe alla volta dei diversi ambienti della California, alle nuove esperienze di programmazione informatica di “piccoli informatici crescono” presentata da Ivan Bedini, alle intuizioni, eterogenee e trasversali, sul design creativo, affinchè sia ancora attento all’uomo e capace di comunicare lo spirito del tempo, esposte da Andrea Busato.

E poi il “low cost design” di Daniele Pario Perra; il professionale messaggio di speranza per le persone disabili racchiuso nelle “Brain Machine Interface” del bioingegnere Alessandro Vato, la perseveranza di un atleta, quale Norberto De Angelis, amante delle sfide impossibili, nonostante la disabilità, come la traversata di America e Africa centrale, e la capacità di trarre i prodotti più disparati dalle mele di Hannes Parth.

Ancora la tutela della bellezza incontrastata della natura e della montagna, espressa dalle parole acute di Lorenzo Iachelini e il tesoro racchiuso in ognuno di noi che si rivela nell’incontro con l’altro grazie alla diversità, di Michele Dotti.

Insomma, non mancano gli esempi di impegno proattivo ed entusiasta, lo sforzo di tradurre le proprie idee in percorsi possibili e realizzabili. A TEDxTrento c’è anche spazio per la riflessione e la commozione: la storia di Walther Klinkon su “un bambino senza sogni”, ma poi capace di realizzare ciò che più desiderava al mondo, ha coinvolto profondamente il pubblico, così come lo ha ammaliato per la sua semplicità ed incisività, la vivida testimonianza di Robert Peroni, conoscitore dei profondi freddi e degli arcani segreti degli Inuit della Groenlandia, capace di farci rivivere l’ampio ventaglio di emozioni interiorizzate nei lunghi anni di esplorazione geografica, in giro per il mondo.

Un concentrato di pensiero positivo e vento di innovazione, che il pubblico ha saputo fare proprio, grazie anche ad un’accorta scansione della giornata, con una piccola pausa nella mattinata, un buffet allestito direttamente nelle sale adiacenti il teatro e una piacevole esibizione alla ripresa, dopo l’ intervallo, di una voce nuova, quella del giovane Francesco Camin, cantautore locale.

Dulcis in fundo, un emozionante brindisi a chiusura della manifestazione. Inutile dire che il culmine della giornata sia stato raggiunto dal saluto del comitato organizzativo con la consegna delle certificazioni ottenute per la manifestazione, eseguito dal ringraziamento ai partner e al numeroso team di volontari che hanno reso possibile la realizzazione dell’evento: una giornata di tutti e per tutti, perché è possibile credere ancora nel domani, basta solo volerlo.


Torino Film Festival: la Teoria del tutto al profumo di Oscar

Trovare un’equazione che spieghi la nostra esistenza in questo universo. Questa, più o meno, la missione della ricerca di Stephen (Eddie Redmayne), giovane brillante e un po’ stralunato dottorando in cosmologia. Di questo si innamora Jane (Felicity Jones) al loro primo incontro. Di una mente originale e due occhi intelligenti, incorniciati da grandi occhiali neri e da un dolcissimo sorriso. 

E a quell’incedere sempre più disarmonico nemmeno ci farà caso. Lei come nessuno altro. Fino a quando una diagnosi impietosa spiegherà quella camminata incerta: due anni di vita al massimo e un peggioramento continuo ai danni della muscolatura causato da una malattia degenerativa dei motoneuroni. Il cervello no, continuerà a lavorare, ma il corpo smetterà di rispondergli.

Due anni soli, per un futuro che necessiterebbe una vita intera da riempire. E allora non c’è tempo, non c’è tempo da perdere. Stephen e Jane decidono di sposarsi, di avere un figlio e poi due anzi tre. E la tesi di dottorando e il primo libro, le vacanze e la carriera da professore, inviti da onorare, stima e complimenti, i buchi neri e lo studio come compagno di vita, assieme agli amici di sempre e a quel docente divenuto collega e amico.

Passano due anni, poi ne passano altrettanti e la vita, sempre più dura per Stephen e la famiglia, la vita è ancora lì, a regalare gioia nella sofferenza, vittorie nel dolore. Lui che ora è uno stimato ricercatore e scienziato di fama mondiale, che vede i figli crescere e alla morte no, non ci pensa. Non c’è tempo.

The Theory of Everything, La teoria del tutto di James Marsh esce dagli schermi del Torino Film Festival per commuovere, narrare e, soprattutto, per omaggiare la vita e una vita, quella del fisico britannico Stephen Hawking il quale oggi, a 72 anni, a quel futuro da riempire guarda ancora con gioia. E non ha smesso di lavorare e lavorarci.

Un film prettamente narrativo, un biopic pieno nel suo genere e impreziosito da qualche tocco registico: l’inserimento ripetuto ma non insistito della figura circolare, per esempio, a cui si richiamano, in parallelo, i movimenti di macchina laterali che diventano una cornice soffice in cui si racchiudono sentimenti ed emozioni sottolineate nel gioco dei piani delle inquadrature.

Su tutto, però, spicca la sublime interpretazione di Eddie Redmayne, strepitoso in un ruolo complicato anche dalla necessità di dover recitare per quasi l’intero film in sedia a rotelle e assumere una posizione semi-disarticolata. In odor di (meritatissima) statuetta.

Emanuela Macrì

artecultura@lavocedeltrentino.it

 

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Nasce in Trentino un nuovo calice che esalta spumanti e champagne

Una base larga e piana, le forme di un tulipano chiuso, una serie di incisioni a tracciare i sei punti di una piccola circonferenza tutto intorno alla giuntura tra il calice e lo stelo, dov’è il settimo. 

E ancora: l’estro e la caparbietà di un ristoratore affermato, la tecnica e l’entusiasmo di un ingegnere edile architetto, il mestiere di un artigiano.

Nasce dalle sinergie tra mondi e competenze diverse il nuovo calice studiato da Luca Bini, titolare della Casa del Vino, dalla moglie Diletta e da un giovane designer, Mattia Tamanini, per liberare e valorizzare il perlage di spumanti e champagne e garantire al consumatore la possibilità di provare le caratteristiche più autentiche del prodotto.

All’origine della fruttuosa contaminazione tra i saperi c’è il progetto avviato da Trentino Sviluppo per far incontrare imprese e giovani creativi.

L’avventura prende avvio tre anni fa, quando le strade di Luca Bini e Mattia Tamanini si incontrano grazie al progetto “Trentino Creativo” avviato da Trentino Sviluppo per far incontrare aziende e giovani designer.

L’obiettivo del primo diventa la sfida del secondo: l’intreccio di esperienze, conoscenze e competenze diviene la formula per la soluzione di un problema.

“Soprattutto per i vini importanti come Champagne e Metodo Classico – spiega Luca Bini, titolare della Casa del Vino – il perlage è il risultato di anni di affinamento sui lieviti e del duro lavoro di enologi e viticoltori. Spesso tuttavia questo ‘effetto bollicine’ non viene valorizzato dal bicchiere e bastano pochi secondi per disperdere anni di lavoro”. Perché ciò non accada occorre, insomma, un bicchiere diverso.

Inizia una sperimentazione incessante: i campioni, di volta in volta sottoposti al giudizio dei maggiori sommelier di tutta Europa vengono messi in discussione, abbandonati, perfezionati.

“Come prima cosa – racconta Mattia Tamaniniè stato fondamentale studiare una forma che potesse far sprigionare al vino tutte le qualità del perlage nel rispetto di ognuna di esse, senza la predominazione di una sulle altre. La forma definitiva, che è stata l’evoluzione di una lunga serie di prototipi, ha tre caratteristiche definite in modo rigoroso: la larghezza della pancia, l’altezza del corpo e l’ampiezza della bocca”.

Le misure del calice consentono ai profumi e agli aromi del vino di sprigionarsi senza disperdersi immediatamente: l’altezza del fusto li trattiene, l’ampiezza della bocca trasforma l’assaggio del vino in un’esperienza armonica e a tutto tondo, per cui è possibile annusare il suo profumo e degustarne appieno il sapore intenso e frizzante.

La linearità delle pareti del bicchiere permette di convogliare immediatamente il vino nella bocca: il liquido viene rovesciato direttamente sulla lingua facendo percepire totalmente e subito le sue qualità.

Tuttavia la vera rivoluzione è nella base piana della coppa che permette di godere del processo continuo di liberazione di anidride carbonica dal fondo del calice alla superficie, ma soprattutto nella tecnologia che permette la valorizzazione del perlage.

Impiegando un raggio laser, Bini e Tamanini hanno applicato sul fondo del calice sette piccole incisioni: sei sono poste su una circonferenza, una è posizionata nel centro del cerchio.

Le imperfezioni stimolano il perlage, che continua a formarsi per decine di minuti. “In sintesi – conclude Bini – la forma ampia del calice, l’inclinazione delle sue pareti, la presenza dei punti perlage, raccolgono tutte le qualità dello spumante e le portano al naso e alla bocca, valorizzando il prodotto come mai era accaduto prima”.

Ad oggi, nel solo Trentino Alto Adige, il titolare della Casa del Vino ha raccolto ordini per 15 mila bicchieri.

E, date le caratteristiche ed il carattere di innovatività del prodotto, il nuovo calice sembra già pronto per numerosi brindisi anche oltre confine.


CasaPound solidale con i medici in sciopero.

I tagli alla sanità sembra non piacciano a nessuno, la mancanza di confronto con i sindacati ha portato ad una forte contestazione verso il presidente Ugo Rossi.
 
CasaPound Italia esprime in una nota solidarietà ai medici trentini, che hanno deciso di dare una risposta forte ai tagli previsti per la sanità in seguito alla legge di stabilità per il 2015 proclamando uno sciopero per opporsi al taglio del 40 per cento che la giunta provinciale ha annunciato sul premio di risultato della dirigenza medica, e anche per contestare le numerose ore di straordinario fatte dai medici che non hanno trovato un riscontro in termini di retribuzione. 
 
"Esprimiamo la nostra vicinanza alla protesta portata avanti dai medici trentini"si legge nel comunicato del movimento.
 
"Ancora una volta – prosegue CasaPound Trentino – ci troviamo di fronte a tagli effettuati in settori che dovrebbero essere invece quelli maggiormente tutelati.
 
Non è possibile che il buon funzionamento di un ambito importante come quello della Sanità sia affidato al solo senso etico di medici che decidono di far fronte a ore di straordinario, che risultano necessarie, pur sapendo che il loro lavoro non verrà retribuito e che dovranno subire un'ulteriore diminuzione del 40 per cento dello stipendio."
 
"Non dobbiamo inoltre dimenticare – conclude CasaPound- la tassa sui ticket che presto verrà introdotta anche in Trentino e che porterà nelle casse dello stato 3,6 milioni di euro, mentre è previsto un taglio delle risorse al fondo sanitario per un importo di 14 milioni di euro che sommato agli altri raggiungerà i 72 milioni nel 2017. Si tratta di una politica che preoccupa, sempre meno indirizzata alla tutela del cittadino".


L’attesa è finita: H&M apre domani a Trento

In uno dei palazzi più belli del centro storico di Trento aprirà nella giornata di domani, con una grande inaugurazione,  il negozio H&M, il marchio di abbigliamento ed accessori svedese famoso in tutto il mondo per l'ottimo rapporto qualità/prezzo.

Quattro piani di cui tre dedicati alle donne ed uno all'uomo, suddivisi in quasi 400 metri quadri di superficie commerciale che ospiteranno 26 dipendenti di cui 13 provenienti dalla nostra regione. Qualità e prezzi alla portata di tutti, questo sembra essere il loro slogan.

H&M nasce nel 1947 in Svezia e nel corso degli anni diventa un autentico punto di riferimento per coloro che desiderano acquistare capi di abbigliamento moderni ad un prezzo abbordabile da tutti.

Ricordiamo che il brand conta circa 116.000 dipendenti nel mondo ed i punti vendita nel mondo sono 3400 distribuiti in 55 Paesi e che non possiede propri stabilimenti produttivi ma acquista prodotti da circa 900 fornitori indipendenti, pricipalmente in Asia ed in Europa.

Altra caratteristica non trascurabile è il fatto che H&M sia impegnata costantemente affiche i suoi prodotti siano sviluppati, realizzati e gestiti mediante processi più sostenibili per le persone e per l'ambiente.

Non è un caso se in ogni punto vendita è possiblle portare i propri capi di abbigliamento dismessi i quali verranno riposti in apposito box e che daranno vita ad una linea di abbigliamento denominata "Consocious", ottenuta appunto riutilizzandoli.

Stefano Leto

 

 


Rifiuti solidi urbani in calo, e sempre più differenziati

Dopo la pubblicazione del Settimo Rapporto sullo Stato dell'Ambiente 2012  del Trentino, l'Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente ha avviato l'aggiornamento dei dati in relazione alle principali tematiche ambientali (aria, acqua e rifiuti), in attesa della periodica pubblicazione dell'intero Rapporto.

Riguardo alla tematica rifiuti urbani, rispetto all'ultimo aggiornamento la produzione di rifiuti solidi urbani nel 2013 cala ulteriormente: – 3%, secondo anno consecutivo di calo. Aumenta ancora, inoltre, la percentuale di rifiuti solidi urbani differenziati, passando dal 71,4% del 2012 al 74,1% del 2013.

Riguardo alla tematica qualiltà dell'aria, non si segnala nessuna particolare variazione né di situazione né di trend: le concentrazioni più critiche nel raffronto con i limiti di qualità dell'aria continuano a riferirsi alle polveri sottili, al biossido di azoto e all'ozono.

Riguardo alla tematica acqua, non si è provveduto all'aggiornamento, considerata la concomitante adozione e pubblicazione della proposta preliminare del Piano di Tutela delle Acque della Provincia autonoma di Trento.


A Mattarello via della Stazione è più sicura

Sono terminati il 17 ottobre scorso i lavori, iniziati in aprile, di realizzazione del marciapiede in via della Stazione a Mattarello che è stato inaugurato ufficialmente questa mattina. 

Il nuovo marciapiede ha una larghezza media di un metro e mezzo e corre sul lato est della strada esistente per una lunghezza di 250 metri circa.

Per realizzare il progetto è stata allargata la sede stradale, ottenendo larghezze variabili tra i sei e i sette metri e mezzo, ed è stato necessario espropriare alcuni terreni situati a monte della via, con conseguente demolizione e ricostruzione dei muri di recinzione.

Si è provveduto poi all'adeguamento dell'impianto di illuminazione pubblica esistente e alla realizzazione di un nuovo sistema di smaltimento delle acque meteoriche, con la posa di nuove caditoie allacciate al collettore comunale esistente.

I lavori sono stati completati con l'asfaltatura della strada e del marciapiede e con la posa della segnaletica orizzontale e verticale necessaria.

L'importo complessivo del progetto, redatto dal servizio Opere di urbanizzazione primaria, è pari a 500mila euro, di cui 240.755,02 euro per i lavori e 210.524,17 euro per somme a disposizione (espropri, spese tecniche, imprevisti, oneri fiscali).

L'impresa esecutrice è stata la S.T.E. Costruzioni Generali S.r.l. di Moena. La direzione dei lavori era affidata al geometra Giancarlo Zanella, il ruolo di ispettore di cantiere è stato ricoperto dal geometra Massimiliano Zanor, entrambi assegnati al servizio Opere di urbanizzazione primaria.


Giostre in Sanseverino dal 5 al 14 dicembre

Dal 1 al 16 dicembre 2014 il piazzale Sanseverino sarà occupato dall'annuale parco divertimenti di Santa Lucia.

L’apertura al pubblico è stata fissata dal 5 al 14 dicembre 2014, dalle ore 14 alle ore 22 durante i giorni feriali e dalle ore 9 alle ore 22 nei giorni festivi.

Saranno presenti diverse attrazioni: tiro bocciofilo, rotonda pesci, giostra bambini, tiri al pollo, rotonda giochi vari, calciometro, giostra miniseggiolini, tiro aria compressa, autoscontro, giostra aerei telecombattimento, rotonda tiri vari, torretta dei bambini, brucomela, giostra rodeo,miniottovolante, mini autoscontro, altalena gigante.

L’area in questione verrà chiusa al traffico veicolare per permettere le operazioni di montaggio delle attrazioni a partire dal giorno 4 dicembre.

Il piazzale verrà infine riaperto agli automobilisti in data 16 dicembre, a seguito delle usuali operazioni di smontaggio delle giostre.


Crescono i commercialisti in Trentino, stabile il reddito medio

Messe da parte le spiacevoli vicende che portarono al commissariamento per circa 18 mesi, l’attività del consiglio nazionale dei dottori commercialisti è ripartita.

Del board fa parte anche Massimo Miani, già candidato presidente, rappresentante del Triveneto, presente all’assemblea trentina.

Nel suo intervento, Miani ha illustrato un quadro prospettico non proprio confortante per la professione del commercialista.

Sulla nostra professione sono stati scaricati da parte dello Stato un sacco di adempimenti, per i quali i commercialisti non solo non guadagnano ma addirittura perdono. Ciò nonostante vengono addirittura denigrati. La nostra attività è ritenuta un costo, non un valore aggiunto per i nostri clienti. Dobbiamo uscire da questa situazione”.

Una svolta attesa da tempo, che secondo Miani viaggerà su tre binari principali: l’organizzazione (“Dobbiamo dotarci di strumenti che facciano lavorare meglio”), la serietà (“Mettiamo fuori chi non si comporta nel rispetto delle regole”) e le competenze.

In relazione a quest’ultimo obiettivo, il consigliere Miani ha le idee molto chiare: “Dobbiamo far crescere ulteriormente la nostra competenza, tornare a studiare, essere sempre più preparati. Dobbiamo istituire dei percorsi che facciano emergere le specialità all’interno della nostra professione”.

Per questo verranno istituite scuole di alta formazione in varie zone d’Italia, affinché la categoria si evolva e sappia coltivare le intuizioni di nuove possibilità di business.

L’Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili di Trento e Rovereto registra attualmente 648 iscritti nella sezione A e 7 iscritti nella sezione B; 15 sono gli iscritti nell’elenco speciale.

Negli ultimi 5 anni anni il numero degli iscritti è salito del 17%, rispetto ad un +7% a livello nazionale.

Ad illustrare questi numeri è stato il presidente Maurizio Postal.

La rappresentanza femminile è del 28.8%, al di sotto della media nazionale, che è poco oltre il 31%.

L’età media si sta alzando e si sta avvicinando ai 48 anni. Sul fronte reddituale la media del reddito al lordo dei contributi previdenziali nel Trentino Alto Adige è di 110 mila euro, che però è sensibilmente condizionata dal dato dell’Alto Adige, decisamente al di sopra dei dati del resto d’Italia: 142 mila euro.

In Trentino, invece, il reddito medio si attesta a poco più di 78 mila euro. Si tratta di importi al lordo dei contributi alla cassa di previdenza.

In provincia i redditi nel 2012 sono aumentati dello 0.3% e non sono molto diversi dai livelli del 2008. Il quadro nazionale segna invece un calo del 14% negli ultimi 5 anni.

Comunque non sta andando male rispetto ad altre professioni, per esempio quelle tecniche ove il calo è stato di oltre il 40%.

In fase di approvazione del bilancio preventivo sono state determinate le quote annuali che gli iscritti riconoscono all’Ordine per lo svolgimento dell’attività, che ne determina il pareggio di bilancio.

Le quote sono state riviste al ribasso, coerentemente con quanto sta avvenendo a livello nazionale. Passano infatti da 480 euro indistinti del 2014 a 406 euro per gli over 35 anni e 326 euro per gli under 35 del 2015. Gli iscritti all’elenco speciale invece pagheranno 140 euro per gli over 35 anni e 70 euro per gli under 35.


Euregio: grande sinergia e nuovi progetti di collaborazione

Una carta famiglia con agevolazioni nei servizi valide in Alto Adige, Tirolo e Trentino, un bollettino valanghe unificato e una app per la sicurezza in montagna, una presenza congiunta all’Expo a Milano.

Questi sono alcuni dei progetti che Trento, Bolzano e Innsbruck realizzeranno insieme nell'ambito del Gect Euregio, il Gruppo europeo di cooperazione territoriale che oggi a Landeck in Tirolo ha riunito la Giunta ed il Consiglio per esaminare i progetti relativi al prossimo anno, alla presenza dei tre presidenti Ugo Rossi, Arno Kompatscher e Günther Platter.

Fra le novità principali la possibilità per il Trentino di accedere ai finanziamenti europei previsti per la cooperazione fra Italia e Austria, circa 3 milioni nei prossimi sette anni.

"Le decisioni assunte oggi sono molto importanti – ha detto – il presidente Ugo Rossi – perché ci permettono di sviluppare in chiave Euregio progetti su cui stiamo lavorando in Trentino, a cominciare dal piano di miglioramento linguistico, su cui abbiamo investito 36 milioni di euro e che sarà integrato dagli scambi fra insegnanti e studenti all'interno dei nostri tre territori. Vi sono poi i progetti – ha detto ancora Rossi – relativi alla collaborazione fra le camere di commercio e le associazioni imprenditoriali che serviranno per migliorare la competitività del territorio, mettendo a confronto i rispettivi sistemi produttivi per ragionare insieme sui propri modelli di sviluppo. Sul fronte della sanità si sta inoltre lavorando – ha detto ancora Rossi – affinché il Trentino possa mettere a disposizione il proprio centro di protonterapia, che ha recentemente avviato l'attività".

Rossi ha infine espresso grande soddisfazione, ringraziando i presidenti Kompatscher e Platter, per la possibilità offerta al Trentino, tramite il Gect, di accedere ai finanziamenti europei previsti per la cooperazione fra Italia e Austria. In particolare il Trentino potrà partecipare al progetto Interreg che riguarda progetti di cooperazione italo-austriaca volti al miglioramento delle relazioni economiche e della competitività. Per il periodo 2014-2020 si prevede un finanziamento di 80 milioni, di cui circa 3 saranno destinati a progetti da realizzare in Trentino.

A conclusione dei lavori, i presidenti Kompatscher, Platter e Rossi hanno consegnato il neoistituito Premio Euregio per la cooperazione, suddiviso in due categorie: i progetti già in corso o conclusi e quelli da attuare.

Complessivamente 56 le candidature, tra i progetti già avviati sono stati premiati il pacchetto di azioni per far rivivere la Via Claudia Augusta dal Danubio all’Adriatico, il progetto di post-trattamento del biogas nelle Alpi che riduce le emissioni nocive (tra i partner Atzwanger e LUB), il sistema “Originalp” per controllare origine e qualità dei prodotti regioni alpini mediante spettroscopia (tra i partner LUB, Centro Laimburg, Federazione latterie Alto Adige).

Il primo premio per le idee innovative da attuare è andato invece al progetto dello studente della LUB Emanuel Valentin, che prevede di utilizzare i sistemi di digitalizzazione e il crowdsourcing per creare una piattaforma online e raccogliere i dati digitalizzati del patrimonio culturale dell’Euregio. Tramite il “portale del patrimonio culturale” il cittadino potrà accedere a tutto il materiale digitalizzato esistente in biblioteche, archivi e musei dell’Euregio.


Giacomo Bezzi (Forza Italia): visita a Europarlamento di Strasburgo

Un folto gruppo di elettori di Forza Italia ha fatto visita al Parlamento Europeo riunito a Strasburgo in sessione plenaria del 24 novembre.

La delegazione ha assistito alla discussione sull'ordine del giorno riguardante, al primo punto, la mozione di sfiducia nei confronti di Jean-Claude Junker per le “presunte” facilitazioni fiscali alle multinazionali con sede in Lussemburgo.

Quindi la discussione si è incentrata sullo sviluppo globale dell'Unione Europea e soprattutto sulla politica di coesione UE degli anni futuri. Interessanti sono apparsi tutti gli interventi, per vivacità e competenze, anche se regolati da uno stretto protocollo sui tempi, un minuto per ogni intervento, seguiti poi da una votazione vincolante, dapprima per alzata di mano e poi con una verifica attraverso il voto elettronico.

Allo stesso Parlamento Europeo ha fatto visita il giorno seguente (25 novembre) papa Francesco, su preciso invito del presidente Martin Schultz.

Nella foto l'on. Giacomo Bezzi e Gabriella Maffioletti consigliere comunale di Trento assieme all'Europarlamentare Europeo di Forza Italia Remo Sernagiotto.


Morte Rossana Fontanari, la donna poteva salvarsi

Dalle prime indagini emergono novità piuttosto inquietanti sulla novantenne ex professoressa Elda Martinelli, l'investitrice della povera Rossana Fontanari travolta e uccisa lo scorso 26 ottobre in località Pian dei Pradi.
 
Dall' inchiesta dei carabinieri è emerso che, 13 giorni prima dell' incidente, la polizia locale dell'Alta Valsugana aveva avviato la procedura per ritirare la patente all'anziana, per via dei numerosi sinistri da lei provocati.
 
Elda Martinelli, che ha raccontato alle forze dell'ordine di non essersi accorta dell' investimento, dal 2010 aveva causato almeno altri 4 incidenti l'ultimo in ordine cronologico, prima di quello in cui ha perso la vita Rossana, ha avuto come protagonista un'altra sua ex allieva gettata a terra in retromarcia mentre usciva dal parcheggio di un centro commerciale.
 
L'anziana donna in quel frangente non si era nemmeno fermata per controllare le condizioni della giovane donna. Ricordiamo che l'anziana donna aveva investito Rossana Fontanari, mentre stava salendo in macchina, e nonostante la probabile consapevolezza della tragedia non si era fermata ad aiutarla e nemmeno aveva chiamato i soccorsi.
 
Forse l'avesse fatto Rossana Fontanari sarebbe ancora viva, un altro terribile dubbio che cala su questa terribile tragedia che ha colpito tutta la comunità
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I 150 giorni che separano il Trentino da Expo 2015

La grande rincorsa del Trentino ad Expo 2015 è già cominciata. Dal 1 maggio al 31 ottobre 2015, Milano ospiterà l’edizione con il maggior numero di nazioni partecipanti di Expo: 147.

L’edizione 2015 è dedicata al grande tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Il Trentino sta lavorando da tempo alla partecipazione all’evento. Il primo appuntamento, di avvicinamento del "progetto Trentino" a Expo Milano 2015, è fissato al Muse lunedì 1° dicembre: “150 giorni ad Expo Milano 2015. Un progetto strategico per la crescita dell’Italia” è il titolo della giornata che proporrà interventi e momenti di confronto sull’Esposizione Universale.

Molti gli ospiti annunciati, oltre ai rappresentanti delle istituzioni di casa: primi fra tutti Diana Bracco, presidente di Expo 2015 spa e commissario generale di sezione per Padiglione Italia e Andrea Olivero, viceministro delle politiche agricole, alimentari e forestali.

L’iniziativa è finalizzata a promuovere la conoscenza presso il sistema economico, turistico e culturale trentino degli obiettivi e delle importanti opportunità legate ad Expo 2015 nonché il progetto di partecipazione della Provincia autonoma di Trento al Padiglione Italia e alle iniziative dell’Esposizione Universale.

La conferenza offrirà inoltre l’opportunità per fornire all’opinione pubblica e ai media nazionali un aggiornamento – a cinque mesi dall’inaugurazione – circa lo stato dell’arte del progetto Expo 2015, delle sue potenziali ricadute economiche, delle attese turistiche nonché delle istanze progettuali generate dall’Esposizione Universale.

Expo 2015 – spiega l’assessore provinciale all’agricoltura, foreste e turismo, Michele Dallapiccola – rappresenta una grande opportunità per il nostro territorio, un volano per la nostra economia e una sfida a livello internazionale. Il Trentino ha deciso di essere parte attiva di questa importante occasione per incrementare la nostra capacità di scambio con il resto del mondo e per far conoscere ed esportare le nostre eccellenze”.

L’assessore Dallapiccola, indica due obiettivi: “L’impegno della Provincia autonoma di Trento vuole garantire un’adeguata presenza a Milano e offrire visibilità e opportunità concrete alle aziende e agli operatori che hanno reso il Trentino un modello e una buona pratica di sviluppo agricolo-territoriale a livello internazionale”.

Secondo Dallapiccola, il Trentino è titolato ad affrontare la domanda, molto impegnativa, posta da questa edizione dell'Expo: è possibile assicurare a tutta l’umanità un’alimentazione buona, sana, sufficiente e sostenibile?

"Credo che il sistema trentino sia in grado di fornire una risposta 'di territorio'. Partendo dalla consapevolezza che il Trentino, come e più di altri territori, è stato in grado nel tempo di plasmare una propria peculiare via allo sviluppo economico ed agricolo fondata su soluzioni e modelli organizzativi del tutto distintivi e particolarmente efficaci, in grado di corrispondere alle grandi difficoltà connesse al vivere e produrre in montagna e quindi di creare valore territoriale e sviluppo economico”.

Il programma di 150 giorni a Expo 2015” (Muse, 1 dicembre 2014):

10.45 Intervento di Apertura Ugo Rossi Presidente, Provincia autonoma di Trento 

11.00 Keynote speech: 150 giorni all’apertura di Expo 2015, Un progetto strategico per la crescita dell’Italia  – Diana Bracco Presidente di Expo 2015 e Commissario Generale di sezione per il Padiglione Italia 

11.20 Il Trentino a Expo 2015: i progetti di valorizzazione di un territorio dolomitico – Michele Dallapiccola – Assessore all'agricoltura, foreste, turismo e promozione, caccia e pesca, Provincia autonoma di Trento

11.40 Panel Cultura, Economia, Turismo: le opportunità per l’Italia a Expo 2015 – Michele Lanzinger – Direttore generale, Museo della Scienza di Trento, Muse.  Andrea Babbi – Direttore Generale, Ente Nazionale del Turismo, ENIT  Isabella Bossi Fedrigotti – Giornalista e Scrittrice. '
Aldo Bonomi – Fondatore e Direttore di Aaster

12.45 Intervento di chiusura